Avevo deciso di allontanarmi dall'amore, di starne fuori. Avevo deciso di vivere la mia vita, di mettere me prima degli altri e ci stavo riuscendo, iniziavo ad addormentarmi senza pensieri, iniziavo a dire a me stessa: "Sono sola con me e mi basta." Poi, quando ho visto quel sorriso ho capito che mi stavo nascondendo in una campana di vetro nella quale cercavo di fuggire dalle emozioni, dall'amore. Quel tuo sguardo sconosciuto, misterioso, quel tuo sorriso quasi nascosto mi ha fatto sentire viva. Fino a poco tempo fa non avrei mai creduto di poter parlare di te, ne tanto meno di noi, che non è quel "noi" convenzionale, quel "noi" che si usa nelle relazioni stabili, definite. Noi siamo indefiniti, inclassificabili, noi siamo quello che rifiutano l'amore ma non ne possono fare a meno. Noi siamo quelle persone che non si danno appuntamento ma credono nel destino, negli incontri non programmati, nei baci rubati. Siamo quel noi che mi ha restituito il sorriso, che mi ha fa credere ancora una volta nell'amore, che mi ha dato la forza di poter iniziare a scrivere di nuovo. Siamo quel noi della non-risposta, dell'"ho da fare, ci sentiamo", siamo quel noi che non ci fa arrabbiare ma sorridere. Siamo quel noi che crede che l'amore va atteso, cercato perché prima o poi arriverà, ma, intanto, nell'indefinitezza del nostro "rapporto" ci godiamo tutte le sfumature della vita.