Metti qualcosa di bello in ogni tua giornata
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Metti qualcosa di bello in ogni tua giornata
L’importanza del caffè quando rientri al lavoro dopo due settimane di ferie...
Diario di bordo- 8 Marzo #nonunadimeno
(8Marzo= festa della donna)
Sveglia, come al solito troppo presto, non perché io mi svegli prima del suono odioso e assordante del cellulare che mi costringe ad aprire gli occhi, ma perché, quando tutto ciò avviene, il mio corpo non è ancora pronto a uscire dal caldo letto che con dolcezza ha custodito il mio corpo e rifocillato le mie membra per circa 6 ore consecutive. DEVO uscire dal letto, capire cosa mettermi, lavarmi, fare colazione (perché io senza colazione non carburo, non mi muovo proprio), rendermi decente, e affrontare la giornata.
Guardo il cellulare e vedo la prima immagine per l’8 marzo inviatami da una mia cara amica. Sullo sfondo un personaggio famoso che è passato da genere maschile a genere femminile e in primo piano una frase recita “ 8 Marzo auguri perché le donne hanno sempre una marcia in più...alcune hanno perfino la leva del cambio”. Va beh. Non c’è tempo da perdere, preparo la colazione; quando ho finito di bere il tè e mangiare le mie fette biscottate con la marmellata sono già in ritardo. Mi preparo alla velocità di superman quando si trasforma da Clark Kent a supereroe ed esco correndo. Il mio ragazzo mi urla “Non correre!” troppo tardi.
Arrivo al lavoro, leggermente in ritardo, purtroppo non sono superman che vola in un batter d’occhio da un posto all’altro arrivando sempre in perfetto orario per salvare vite, evitare catastrofi, timbrare il cartellino e adempiere a tutti gli altri suoi doveri. Sono donna e ci sono delle questioni, quali truccarsi, scegliere i vestiti, pettinarsi, che richiedono tempo.
Fermo immagine. Sono donna. Sì, l’evidenza mostra la non presenza di attributi maschili nella mia zona sud quindi posso affermare con certezza che sono donna. Oggi è la festa delle donne, #nonunadimeno, durante il tragitto casa-lavoro ho ascoltato la notizia dello sciopero indetto per oggi con lo scopo di ribadire che la violenza sulle donne deve finire. Un pensiero cinico mi passa per la testa “ se dovessero scioperare tutte le donne che lavorano dove lavoro io, saremmo nella cacca...”
Siamo nel 2017, 8 marzo 2017, festa internazionale della donna. Giornata di sciopero mondiale. 2017. Progresso. Social media. Blog, tv, smartphone, tecnologia. Violenza sulle donne. Manifestazione. Progresso. Allora mi viene il pensiero orribile, negativo e ripugnante che nel 2017 siamo ancora qui a combattere per i diritti delle donne, festeggiamo la festa della donna come se solo in quel giorno le donne potessero sentirsi speciali. Mi viene lo schifo. Lo schifo perché preferirei che non ci fosse la festa della donna, perché nella parità dei sessi chissenefrega della festa della donna e della festa dell’uomo. Troppo cinica? Non vorrei passasse il messaggio sbagliato, ma vi rendete conto che sembra che solo in questo giorno siamo speciali o abbiamo diritto ad uscire la sera e divertirci? Che poi per divertirci spesso cadiamo nello squallido sbavando nel vedere qualche addominale scolpito di un ragazzo che ha meno peli di noi e un tanga che non metteremmo mai. Solo oggi dobbiamo essere rispettate? Ma NO! NO Davvero! Allora non dovremmo scendere in piazza oggi, ma domani, dopodomani e il giorno dopo ancora, perché la donna non deve valere solo oggi, ma sempre, tutti i giorni, come gli uomini e i bambini, come l’essere umano nella sua totalità.
Odio anche le mimose, belline come fiori, ma che puzza! Perché si regala un fiore che puzza?
Da qui poi partono tutti i ragionamenti parafilosofici che mi faccio sempre. Guardando la televisione vedo un sacco di pubblicità di prodotti femminili contro i pruriti intimi, contro i dolori mestruali, contro l’aumento di peso in meno pausa, contro le vampate di calore in meno pausa, contro i cattivi odori dati dall’incontinenza, pannolini simil mutande perché quando sarai vecchia potrai essere comunque sexy, assorbenti profumati contro i cattivi odori, per non parlare di tutte le altre questioni cellulite ecc. L’immagine è deprimente, il quadro che si delinea è orribile, siamo dei mostri puzzolenti con sbalzi di umore, di calore e pruriti. BOH. Lascio a voi le conclusioni.
Facendola breve, che poi tanto breve non l’ho fatta, mi sta sulle palle la festa della donna, perché la trovo discriminante. l’hashtag nonunadimeno dovrebbe essere tutti i giorni, non solo l’8 marzo, le donne, come gli uomini, vanno rispettate sempre. Questo non avviene e mi fa incazzare, ma mi fa incazzare ancora di più che parliamo di società evoluta, progressista e tutto il resto e facciamo ancora differenza di genere.
La giornata passa, viaggio a Milano, udienza in tribunale, mimose ovunque. Qualcuno cerca di vendermi una mimosa, il colmo!
Torno a casa, sono le 19:15, sono passate più di 11 ore da quando sono uscita stamattina. Nel mondo sono successe molte cose, moltissime donne sono scese in piazza per ribadire un forte NO alla violenza sulle donne, sono con loro con il cuore. Sono stanca, stanchissima, mi preparo la cena, nessuna traccia di mimose, per fortuna. Sul tavolo c’è il vaso con tre gerbere che mi sono comprata due giorni fa, perché se mi piacciono i fiori me li compro, non aspetto che sia il mio ragazzo a regalarmeli.
La mia serata si conclude sul divano, con il mio cane e un programma qualsiasi in tv, tanto mi addormento sicuramente.
Sono contenta perché la festa della donna per me è stato un giorno come tutti gli altri. Sarò ancora più contenta quando non ci sarà bisogno di scendere in piazza per ribadire il diritto al rispetto che le donne hanno, quando non ci saranno mimose l’8 Marzo, ma sorrisi sui volti delle donne tutti i giorni. Ringrazio e ammiro tutte le donne che ogni giorni si battono contro le violenze e le discriminazioni, le donne che lottano e hanno la forza di reagire e ricominciare. #nonunadimeno , non solo oggi, ma sempre.
Albe_
Rilassarsi_
Diario di bordo- giornata di formazione
[22-02] Ore 9:00 partenza per Milano, corso di formazione. Sonno, non amo Milano, giornata grigia e fredda. Niente caffeina in corpo.
10:30 si inizia, noi arriviamo un po’ in ritardo, mi perdo l’inizio, ma recupero il filo del discorso seguendo gli interventi successivi. Mi si propongono nella testa domande sul mio lavoro, su quello che faccio. Domande che mi frullano come se ci fosse un mini pinner nel mio cervello. Tengo tutto questo per me.
12:30 Pausa pranzo, nella mia testa una sola grande parola C I B O. Come Homer Simpson si avventa sulle brioche, come ogni bravo italiano si avventa sul “all you can eat”, io arrivo tra i primi tre davanti al bancone dove distribuiscono il pranzo (PODIO, applausi!). Scopro che il pranzo è composto da un panino con verdure fredde, ai carnivori non è andata meglio, e acqua, il tutto consumabile seduti comodamente in una stanza dalle luci al neon, tavoli bianchi, sedie rosse e zero riscaldamento. Io e Pas, deluse, decidiamo di cercare un bar dove poterci tirare su il morale, ovviamente con qualcosa di analcolico. Finiamo in metropolitana, davanti ad un cappuccino e brioche facciamo le nostre considerazioni filosofiche underground, date dagli zuccheri e da un po’ di stanchezza emotiva. Voglia di cambiamento, di crescere, di avere spazio per la propria vita. Ci dedichiamo agli altri, ma non dobbiamo dimenticarci di noi stessi, se non funzioniamo noi, non possiamo aiutare gli altri.
Seconda parte. Inizio 13:30, anche qui siamo leggermente in ritardo (OPS!). La famiglia: importante, deviata, disfunzionale, funzionale, ragazzi problematici. Nei limiti comprendiamo chi siamo, nell’infinito ci perdiamo, non abbiamo confronti. Scopro di non aver visto “Marcellino Pane e Vino”, grave lacuna? Chiedetemi le ultime serie TV e ve le citerò a memoria, ma Marcellino me lo sono persa. Divago ancora una volta con i miei pensieri, traggo conclusioni e apro quesiti da parole che sento. Pas mi racconta un aneddoto rispetto a un bambino al quale fa la babysittersorellamaggiore che, stamattina, le ha regalato una gocciola (bene prezioso per lui). I bambini sono capaci di piccoli gesti dai significati enormi, questa capacità la perdiamo crescendo e facciamo completamente il contrario. Peccato. Un signore fa una domanda, un altro dal pubblico, seduto vicino a me, annuisce indicandolo in gesto di complicità e supporto, come a dire “ bella domanda!”. STOP, cosa ha chiesto? Ah sì, l’importanza dell’integrazione fra i servizi. Guardo Pas, ha uno sguardo attento, dopo poco si gira e mi dice “ho voglia di una giornata al mare”. Ok, abbiamo finito la carica di zuccheri, la mia pancia fa rumori strani paragonabili al suono di una colonia di rane.
16:30 FINE del corso. Ci rimettiamo in macchina. Ho fame, voglio un caffè. Il viaggio di ritorno procede in modo tranquillo, osservo le macchine che superiamo dal finestrino del passeggero posteriore. La musica della radio ci fa compagnia.
Torno a casa alle 18:00, stanca_ Ho il cervello fuso e tra poco ...consiglio direttivo_ -.-”
Dettagli...
Il sole che scende dietro o palazzi del denaro, saluta la domenica_ noi salutiamo Brescia_ #sunday #brescia #skyscraper #city #sunset #landscape #silhouette #instapicture #instabrescia #sun #clouds #love #break @insta_brescia (presso Brescia Citta')
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta, con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire. Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te, che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle. Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni. Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai la ridicola, che rispetti il tuo essere libera, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere. Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti il sogno, il caffè e la poesia
Frida Kahlo
Albe che accolgo il giorno e salutano la notte #landscape #clouds #sky #sunrise
Ed è questo che mi commuove, che mi fa fermare e pensare. Questa solidità nell'essere in due e mano nella mano camminare lungo il sentiero tortuoso chiamato vita. Amare in ogni suo momento, in ogni sua forma e andare sempre avanti insieme. Passo dopo passo. Lo auguro a tutti gli amanti, non gli innamorati perché l'innamoramento svanisce, l'amore no.
Sfuocato_ Ma tu non lo sei_ Anche se non ci sei più, sei sempre al mio fianco_ Ti penso e penso a quello che ti racconterei_ Perché c’è un legame inespresso, impalpabile, leggero_ Perché se vedo una piuma penso a te_ Vivido_ Come il tatuaggio sulla mia pelle è il tuo ricordo_
Cosa devo aggiungere a questo paesaggio_
Ci sono viaggi che ti rimangono dentro_ Bosnia 2015
Se la vita fosse in bianco e nero ci perderemmo l'arcobaleno. (Me)
Un attimo sospeso in un infinito susseguirsi di istanti.
Sarà questa aria frizzante a portare un po' di leggerezza_