“Mi sento male perché sento di non viverle, queste cazzo di giornate. Sento che le faccio passare, che faccio scorrere il tempo, senza usarlo, senza prenderlo per il culo e farmi quattro risate e basta. Non sto vivendo, io sto solo passando.”
—
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“Mi sento male perché sento di non viverle, queste cazzo di giornate. Sento che le faccio passare, che faccio scorrere il tempo, senza usarlo, senza prenderlo per il culo e farmi quattro risate e basta. Non sto vivendo, io sto solo passando.”
—
E mi sento chiusa in gabbia con dentro tutta la mia rabbia.
“Non hai mai smesso di piacermi.
Mi piace il tuo sorriso,
mi piace quando ti arrabbi,
mi piace quando mi dici
che mi ami e soprattutto,
mi piaci tu,
con le tue stupide battute.
Non voglio perderti
e dico sul serio.
Non voglio parlare
con nessun altro di notte,
non voglio
che nessun altro
mi dica cose belle,
non voglio che nessun altro mi baci,
non voglio qualcuno che non sia tu.
Voglio te,
con i tuoi errori,
solo te.”
- Cit.
March 19.
Chissà com'è avere un rapporto con il proprio padre, Chissà com'è avere il supporto di un padre, Chissà com'è bello sapere che per qualsiasi difficoltà,anche la piu sciocca lui c'è, Chissà com'è avere la sua di spalla su cui piangere, Chissà com'è abbracciarlo, Chissà com'è passarci del tempo, Chissà com'è parlargli di ogni cazzata fatta in giornata, Chissà com'è scherzare assieme, Chissà com'è potergli chiedergli dei consigli, Chissà com'è avere un padre che si preoccupa, che ti chiede “come stai?”, Chissà com'è aiutarlo, Chissà com'è condividere le piccole cose di una giornata assieme, Chissà com'è ricevere affetto da un padre… com'è? Qualcuno lo sa? Perchè io non l'ho mai saputo. E oggi continuerò a fingere, a fingere che tra me e lui ci sia un rapporto come “padre e figlia”, a fingere che vada tutto bene come ogni giorno.. perchè a lui ,a quanto pare ,va bene cosi.
-Me ( Via, ragazzaincompresaesola .)
“Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi. Ne ripassavo il contorno con un polpastrello, e ripercorrevo piano ogni centimetro di pelle. Ci costruivo una strada infinita, una strada che avrei voluto ripercorrere per tutta la vita, una strada che conosco solo io, una strada sulla bellezza eterna. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi, scrivere sulla tua pelle le parole più belle, lasciarti un ‘sei bella’ sulla fronte e pensare che forse così ti sarebbe entrato in testa, lo avresti sognato, te ne saresti finalmente accorta. Eppure è strano, è davvero strano che tu non riesca a vedere tutta la meraviglia che io ho sfiorato in quelle notti. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi, anche solo per farti sentire che io ero lì, accanto a te, che non ti avrei lasciato, che se ti fossi svegliata da un incubo io sarei stata lì pronta per abbracciarti. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi, e ora mi manca terribilmente percorrere quella pelle morbida, mi manca scriverti quei ‘ti amo’, di notte, scriverti ‘sei bella’ perché ‘bellissima’ non ci stava, ma non sarebbe bastato comunque perché non bastano nemmeno le parole più belle per dire quanta meraviglia sei.”
—
(via retrouvailles-viraha)
Sono passati mesi da quando te ne sei andata. E passeranno anni, passerà una vita, anzi due. La tua, e la mia. La tua accanto a qualcun altro, qualcuno in grado di darti sicurezza, di darti l'amore che vuoi e che io non sono stata capace di darti, qualcuno che i ‘ti amo’ te li sussurra e non te li scrive. E dall'altra parte, chissà dove, chissà tra quali braccia, passerà la mia. Ti accarezzavo il viso mentre dormivi, e speravo di poterlo fare altre mille volte, altre mille notti, le notti di tutta una vita. Ti accarezzavo il viso mentre dormivi, ne ripercorrevo i contorni, ti sfioravo il naso, la fronte, le labbra, e più ti guardavo e più eri bella, e più ti guardavo e più mi innamoravo, e più ti accarezzavo più speravo di poter sfiorare un giorno le tue rughe, di saper riconoscere le pieghe della tua pelle, di saper disegnare perfino le tue espressioni, la tua fronte aggrottata, la forma del tuo sorriso, delle sopracciglia.. Ti accarezzavo il viso mentre dormivi e ora mi risulta così difficile sfiorare nuovi volti, così diversi dal tuo. Eppure i tuoi lineamenti non li ritroverò mai da nessuna parte, nè la forma dei tuoi occhi, dei tuoi denti, i tuoi nei. Non ritroverò i tuoi dettagli, perché non saprei amarli addosso a nessun altro. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi e speravo di poterlo fare sempre, di poter imparare a memoria i tuoi contorni, talmente nitidi da saperli disegnare, cercavo di fotografarli con la memoria. Eppure a volte, mi capita di non ricordarmi più alcuni dettagli. E questa cosa mi fa paura, il fatto di ricordarmi il tuo viso ogni giorno di meno, ogni giorno con più fatica, ogni giorno privo di un dettaglio che prima amavo. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi, e a volte mi manca disperatamente anche solo guardarlo nella penombra della tua stanza. Ma solo a volte. Mi piaceva accarezzarti il viso mentre dormivi, amare tutti i tuoi dettagli, e mi piace pensare che la bellezza che ci vedevo io non la vedrà mai nessun altro, perché nessuno ti guarderà mai come ti guardavo io, nessuno ti accarezzerà come facevo io, con la tenerezza e l'ingenuità di chi crede che l'amore sia davvero “per sempre”.
(via retrouvailles-viraha)
È passato un anno.
E in un anno cambiano così tante cose. È cambiato il mio modo di truccarmi, sono cambiate le forme del mio corpo, le mie abitudini, le canzoni che ascolto.
È cambiata la tua canzone preferita, la tua compagnia, la marca di sigarette che fumi, il colore della tua borsa, le tue abitudini.
Ti ho rivista un martedì. Eri così bella. Eri diversa, ma sempre bellissima. Così bella che Venezia non è nulla in confronto. Così bella che mi sembrava che nulla fosse cambiato. Così bella che non ho saputo resisterti.
Abbiamo rifatto l'amore, ma questa volta è stato diverso. Questa volta non ho passato la notte sveglia a guardarti. Questa volta ho pianto.
Ho pianto per il tempo perso. Ho pianto per gli sguardi di coloro che hanno avuto la fortuna di guardarti mentre eri lontana da me. Ho pianto per tutti i tuoi sorrisi che non ho potuto ricambiare. Ho pianto per tutto ciò che ci ha allontanato, e per tutto ciò che avremmo potuto fare. Ho pianto per tutte le notti in cui avrei voluto addormentarmi con il tuo profumo addosso. Ho pianto per tutte quelle che ci sono state dopo di me. Ho pianto per tutte le mani che ti hanno toccato, dopo di me. Ho pianto per la rabbia di essere stata debole, incapace di tenerti.
Ma allo stesso tempo, ho pianto di felicità. La felicità di essermi ripresa te, la felicità di aver saputo ricominciare. Ho pianto perché mi sentivo fortunata ad essere lì con te, proprio con te e non con un'altra. Ho pianto perché mi era mancato il tuo calore, e sentirti ridere e sussurrare, e dormire accanto a te. Ho pianto perché mi sono resa conto dell'incredibile potere che hai su di me, dell'effetto che mi fai.
Un amore così.....🔗
“Eppure a volte anch'io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me.”
— Il giorno in più, Fabio Volo
Ci sono momenti in cui la vita separa due persone solo perché capiscano quanto l’una sia importante per l’altra.
Non ho mai dato molto peso al fatto che non ho alcun tipo di rapporto con i miei genitori. Mi sono sempre detta “succede” e sono andata avanti così, sempre per conto mio, ma tutto sommato tranquilla. Non sono una persona che non sa stare sola, anzi, io amo la solitudine, eppure ci sono delle volte in cui mi chiedo come sarebbe andata se la mia vita, già dai primi anni, fosse andata diversamente. Guardo i miei amici e le loro famiglie fantastiche, con le quali dialogo senza alcuna preoccupazione e con estrema semplicità, come non ho mai fatto con la mia, torno a casa, nella mia realtà, e cambio completamente. C'è silenzio, nessuno parla, non c'è affetto, non c'è complicità. Siamo degli estranei costretti a vivere insieme, ognuno nella sua stanza. Sento spesso il bisogno e la voglia di andare via. Vorrei poter avere il coraggio di farlo improvvisamente, senza dire nulla. Vorrei che mia madre, quella che mi definisce un'incapace, si rendesse conto che so benissimo quello che voglio e non sono una stupida. Vorrei avere il coraggio di andare e non tornare più, di buttare via il mio cellulare, far perdere le mie tracce e allontanarmi da tutto questo silenzio e tutta questa sofferenza. Mia madre non sa nulla di me, mio padre mi vede raramente e mi tratta come avessi ancora 8 anni. Mio fratello è un vero e proprio estraneo, non ho idea di che persona sia al di fuori della porta di casa. È possibile andare avanti così?
Non meditare troppo sui mali della vita..🌟
Voglio una vita diversa, dove qualcuno mi sembri speciale, diverso, e mi parli, mi venga prendere, mi abbracci, mi accolga per la persona che sono e non per quella che pretende io sia.
Voglio qualcuno che si sieda a un tavolo con me e mi guardi come se io fossi tutto.
Voglio una persona che mi incoraggi quando ho un obiettivo, che sia il mio più grande sostenitore.
Voglio un uomo che mi calmi e mi contenga quando sono impulsiva.
Voglio chi mi dia piacere, come se suonasse uno strumento insieme a me o se fossi io il suo strumento.
Voglio qualcuno che mi avvolga quando o freddo o mi lamento per l'influenza.
Qualcuno che compri una casa insieme a me. Voglio l'eco delle risate in quella casa. E gemiti di piacere. E la voce di un bimbo. E un sacco di libri. Voglio un percorso di libri. E tante vetrate.
E qualcuno che mi abbracci la notte.
Voglio qualcuno che mi legga una poesia a letto e mi porti le caramelle e gli ovetti la sera. Voglio qualcuno che mi ascolti e che poi mi parli e mi insegni qualcosa che non so.
Voglio tante cose e queste cose costano molto. Costano tutta la mia pazienza nell'aspettare.
Costano un sacco di primi appuntamenti in cui dopo 10 minuti ho pensato “No, non è lui”. Costano che alla Galleria Borghese ci sia andata da sola e non abbia stretto la mano a nessuno. Costano queste serate inutili dove continuano a chiedermi di uscire e io rispondo “No”. Costano la responsabilità di non restare dove non mi tengono stretta e non mi fanno fiorire.
Marco Polani
E baciarti, abbracciarti, stringerti, dormire insieme a te, passare le giornate in tua compagnia e continuare a baciarti, abbracciarti e stringerti è tutto ciò di cui ho bisogno.
- This.