Breve storia della ‘mia’ InnovatorsRace50
Fai dell’amore per i tuoi familiari che lavorano per aziende private un hobby extracurriculare al liceo. Hobby che risulta notevole per angel investor ante litteram ed esperti di marketing. All’Università, impari come opera l’associazione degli industriali della tua provincia e ti accorgi che la professione di imprenditore sta evolvendo, grazie soprattutto all’era digitale (in pratica, l’era dell’I-Phone). Da neo-laureato, supporti un altro programma di investimenti per affermare lo spirito imprenditoriale e suggerire a potenziali start-up le possibilità di avviamento e crescita delle iniziative. E lo fai in una terra altrettanto travagliata e forse altrettanto bella della tua. Poi gli anni passano, passano, passano e... Come dipendente Capgemini, poter votare la propria start-up preferita per farla arrivare nelle prime 50 posizioni è stato per me l’avverarsi di una delle mie più continue ambizioni, il prosieguo del ‘fil rouge’ della mia vita professionale. Interessante anche poter verificare un paio di iniziative candidate alla InnovatorsRace50 direttamente con i rispettivi contatti, per avere qualche idea dei loro fondamentali (es. vantaggio competivito, modello di business, piano di crescita, volumi, etc.). Se voglio fare l’analista, è naturale per me interessarmi al marketing plan (dei progetti di delivery, come dei clienti e dei partner). Quindi, la InnovatorsRace50 è stato uno step per proseguire nel mio lavoro. Credo infine che, con la InnovatorsRace50, qualcuno o qualcuna che si dimostri un vero imprenditore o una vera imprenditrice potrà guidare il mercato, anzichè farsene guidare. Forse, la migliore soddisfazione per chi è portato alla libera iniziativa.










