(...) e poi oggi guardavo dal treno gli alberi assolati, o dal pullman non so, li guardavo e per un poco sentivo solo pace, non "ho sentito" ma "sentivo", continuativo, in quello spazio di tragitto, e poi tentavo di portarli dentro di me.
Ho fiumi di lacrime per la nostalgia del bosco. Perchè ogni luogo naturale vive di per sè, non ha bisogno di relazioni per riempirlo, ogni bosco è accogliente, non sono mai sola, non sono mai "per la prima volta", mai "nuova".
Come scrivevo un anno fa sugli alberi di questa città che vedevo dalla finestra, e lungo il fiume accanto alle facoltà , mi tenevano compagnia. Però, qui, nonostante gli alberi buoni, manca così tanto la natura, ho il petto inquinato di traffico, i rumori mi accartocciano su me stessa, mi comprimono il cuore e le ossa, i miei muscoli fanno male, il sonno è disturbato e senza sogni, mi sveglio presto e stanca, devo muovermi, devo correre via. Sarà per questo che corro tanto? Che io stia tentando di scappare via? Fuggire a cercare il bosco?











