Dopo questa giornata così densa e faticosa ti dico: "Immagina come sarebbe se tutte le persone che amiamo vivessero nella stessa cittá: la mia famiglia e la tua, mia sorella con F, e tua sorella con F, e poi S, A, B, F, M, e tutti i tuoi amici di giù D, FC, D, B, R, S, N, e A, G, F, la M, PS, A e R, L e C, e tutti i tuoi cugini M, C, N, A, V, E con C e tra poco anche G e anche M con M e A, M, EG, A... e tutti i miei amici di su P, P e S, L, S, M, Y con F e poi S, G con L, M, A..."
Inizio ad elencare nomi su nomi, le persone che amiamo una ad una e non posso adesso non ripensare a quella sera in cui mamma mi ha fatto elencare tutte le persone che mi volevano bene, mi ha insegnato a coprirmici nella solitudine fredda, nella stanchezza, nella tristezza, forse é per questo che lo faccio stasera, cucio con la voce una coperta intrecciata di punti sulla cartina geografica delle nostre vite: tra la Puglia e il Piemonte, passando per Veneto ed Emilia Romagna, persino Toscana e Friuli, per la Lombardia e per l'Austria, sfiorando la Sicilia ed il Lazio, le Marche, l'Umbria e la Campania: faccio un caldo mappa-materasso di nomi e mi ci sdraio con te, immagino una grande cittá felice dove viviamo accanto a tutti quelli che amiamo, una cittá che non esiste e non esisterá mai e nemmeno vorrei che esistesse.
Stasera vorrei sentire di avere un luogo a cui tornare sempre (tornarci) e non un periodo di viaggio faticoso davanti, bellissimo ma difficile e faticoso, stasera no, o almeno vorrei la certezza di un conforto dopo la giornata di cammino, ci provo nelle parole, nella tua voce elettronica, e dio benedica il telefono sì e il potere delle parole che creano mondi, che tessono coperte e cuscini, ma anche il letto matrimoniale, quello piccolo che ho montato da sola a Via R, quello nella tua casa-grande, quello della nostra prima vacanza in Toscana o qualsiasi altro.