“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
Italo Calvino, Il barone rampante.
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@neskenes
“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
Italo Calvino, Il barone rampante.
Neskenes ©
via weheartit
“Si parte col perdere la voglia di vivere, e si finisce col perdere tutto ciò che è definibile vita. Ciò non include per forza il morire, o meglio, la morte forse c'è ma è qualcosa di più astratto: ti vedono, ti toccano, ti parlano eppure quello che tu sei davvero, ora come ora esiste solo nel più profondo del tuo animo. Hai spento la luce dentro di te, e così i bellissimi colori e tutto ciò che avevi dentro è diventato una confusa ombra nera, e ciò ti porta a essere tu una confusa ombra nera. Nel giro di poco scoprirai di aver perso gran parte della tua umanità, la vita ti scorre sotto gli occhi, e tu la lasci fare, la guardi con noia, con disinteresse e provi così poco. Senti solo una gran pressione da dentro, come se il tuo vero Io cercasse di uscire, ma fosse imprigionato nel buio che tu stesso hai creato. E’ una lotta contro te stesso, eppure tu non riesci a prenderne parte. Un bel giorno ti renderai conto di aver allontanato tutti i tuoi amici, anche quelli più cari. Spesso la loro presenza ti darà anche fastidio. Forse perché la loro gioia ti crea rabbia , perché non è giusto che tu sia così spento e loro abbiano la forza di mille uragani. Non è giusto che loro continuino ad andare avanti per la loro strada e tu sei così perso che non sai più nulla di te. Riconosci a malapena il tuo riflesso nello specchio. E come potresti riconoscerlo? Sei così scarno e pallido: mangi poco, quasi niente, e dormi tanto. Passi le tue giornate al buio, accartocciato in quelle coperte che non riescono a scaldarti, fissando il soffitto, su cui da bambino avevi attaccato quelle stelle che si illuminano al buio. Non si illuminano più da tempo, e tu ti riconosci in quelle stelle, che hanno ancora la forma di stelle, eppure non fanno ciò che le stelle dovrebbero fare: brillare. Siete così simili tu e quegli adesivi: sei ancora un uomo, sei ancora vivo, ma non fai ciò che gli uomini vivi fanno: vivere. Inizialmente le persone intorno a te fingeranno di non notare quello che ti accade e, per quel poco che vedranno si tranquillizzeranno a vicenda con frasi del tipo “Sarà un periodo stressante”, “Sarà stanco”, e tu sentendo queste cose vorresti che fosse davvero solo spossatezza, ma lo sai che non è così facile. Quando si renderanno conto che non era come pensavano, arriverà il momento peggiore. Sarai annegato da parole come “Se vuoi parlare sono qui”, “Chiama se hai bisogno”, ma tu non avrai voglia di parlare, non avrai voglia di fare nulla, e allora cominceranno a dirti “Devi reagire, il primo passo deve venire da te”, che è un po’ come chiedere ad un uomo con una gamba rotta di correre, ma questo loro non lo sanno. Ed è qui che a tutto ciò che ti demolisce si aggiungerà lo stress, perché cominceranno ad obbligarti a uscire, a fare ciò che facevi prima. E tu ti sentirai in colpa nel vedere i loro volti delusi accorgersi che i loro sforzi non funzionano, e allora comincerai a fingere, perché mai vorresti che la tua vita, della quale a te importa poco e niente, pesi così tanto sulle vite altrui. Ma tu continuerai a non mangiare e, appena ne avrai l'occasione, a stare al buio, perché ormai quel mondo fuori non ti piace più. L'idea di un'esistenza normale quasi ti spaventa e non fai neanche più caso a quella pressione interna, la sopporti, aspettando una vittoria da una delle due parti. Ma tranquillo, un giorno succederà qualcosa, quel buio verrà bucato, e uno spiraglio di luce rinascerà dentro di te. Sarà allora che prenderai coscienza della tua vita, capirai di averla distrutta, ma anche di avere tutti i cocci sotto mano per poter ricostruirla. E uscirai dalla tua tana. E rifiorirai.”
— Vite spezzate ricucite alla cazzo
An abandoned home in Detroit [1513x1200]
Source: https://openpics.aerobatic.io/
Passeggiando, qualcosa di bello
by Milan Vopalensky
Neskenes ©