Baden, Switzerland (by grendel)

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@nonpreoccuparty
Baden, Switzerland (by grendel)
i hope one day my library looks like my late grandmother’s, chock-full of decades of classics, fiction, anthologies of poetry, and volumes on unique travel destinations.
Ho ricevuto un invito ad un tavolo di organizzazioni che si occupano di contrasto all’hate speech per mercoledì mattina, e chi è che proprio quel giorno ha un esame??
I pianti...
Io sono un’attivista per i diritti umani
Oggi voglio raccontare del giorno che mi ha cambiato la vita, in un pomeriggio di inizio estate in cui la mia autostima non era sicuramente con me.
Era un momento in cui non avevo prospettive per il futuro e una serie di pagine bianche davanti a me, un attimo in cui non ho avuto l’appoggio della persona che più contava per me, mia madre, e in cui mi sentivo nulla di fronte alla persona che più stimavo, Maschio.
Quel pomeriggio la mia vita faceva talmente tanto schifo che ho deciso che non poteva andarmi peggio, così con un computer in mano e l’ennesimo pomeriggio senza nulla da fare ho googlato: ‘come lavorare nelle ONG’.
Ecco, questa delle ONG è una storia di vecchia data che risale a circa il primo liceo quando ho cominciato a leggere una serie di libri sulla condizione delle donne nel medio-oriente. Io all’inizio li leggevo solo perché erano coinvolgenti e scritti bene che, diciamocelo, ormai sta diventando una rarità; non capivo troppo bene che quelle storie esistevano veramente, cioè lo captavo ma non così tanto. Insomma, io la mattina mi svegliavo e andavo al liceo, a casa i soldi non bastavano mai ma andava tutto bene nella mia vita: le amiche, la scuola, le sigarette, le pomiciate, il mare, cioè per me avere quindici anni era questo e avevo serie difficoltà a comprendere a pieno che cosa significasse essere violentate alla mia età e dare alla luce un bambino, io non mettevo nemmeno in ordine la mia camera.
Quindi il fatto che i talebani avessero conficcato un proiettile nella testa di Malala per me era un racconto interessante e avvincente, quando ho letto Mille Splendidi Soli ho pianto un’infinità perché era raccapricciante pensare che quelle cose le avrei potute subire io.
E quindi, mentre ero durante il liceo vivevo due vite: quella mia che era pure un po’ noiosetta dal momento che non mi cagava nemmeno la magnolia nel giardino di casa mia, e la vita dei personaggi dei romanzi che, ahimè, leggevo in classe in tutte le ore che non fossero matematica o italiano. Quindi leggevo di donne islamiche represse dalla loro religione, donne invece fiere della loro islamicità, donne che emigravano, campi profughi e quant’altro.
Poi un giorno ho letto un libro e ho pensato: io da grande voglio fare questo. Ecco, col senno di poi dico che in realtà non volevo proprio fare quello perché io la laurea in medicina col cavolo che la prendo, insomma non sono stata in grado nemmeno di prendere quella in matematica, figuriamoci in medicina. Però il libro, Involontaria di una dottoressa dela CRI, raccontava di questa donna che era una volontaria e lavorava chissà dove e aiutava tutte quelle persone che dal loro Stato non potevano aspettarsi niente, di lei che la sera entrava in tenda e accendeva il pc per mandare le mail alla famiglia ma Internet funzionava veramente tanto male. E io in qualche modo volevo essere lei.
Insomma, tutti quei romanzi mi toccavano, ma con la crisi migratoria che c’è stata nel 2013 ho cominciato a sentire di più il tema. Il 3 ottobre del 2013, giorno anche del mio compleanno, c’è stato uno dei più gravi naufragi a Lampedusa e così l’opinione pubblica ha cominciato a svegliarsi un po’ sul tema immigrazione facendo risaltare anche i più razzisti. Non dimenticherò mai la rabbia che mi salì in classe quando la mia amica disse che la soluzione era chiudere le frontiere: come potevano essere così egoisti di fronte ai personaggi di cui io avevo sempre letto e per cui avevo sempre pianto? È stato più o meno in quel momento che ho cominciato a capire che, purtroppo, tutti quei libri non erano solo romanzi, ma erano storie vere di donne vere, e continuando a leggerli le lacrime diventavano sempre più amare perché sapevo che di queste cose non fregava una sega a nessuno e anzi la soluzione dell’italiano medio era fregarsene ancora di più. Fortunatamente per me la mia scuola era totalmente addormentata dal punto di vista politico e tutti questi pensieri li tenevo dentro, insomma non credevo fossero importanti e che invece costituissero la mia persona più di quanto credessi. Così ho fatto la scelta sbagliata dopo il liceo e mi sono ritrovata quel pomeriggio di inizio estate sul divano, senza niente e senza nessuno, da sola con me stessa e tutte quelle donne dentro la mia testa che mi dicevano di non lamentarmi perché io l’opportunità di studiare ce l’avevo avuta e ancora ce l’avevo, l’opportunità di lavorare e farmi dei soldi miei anche, avevo pure la patente, quindi ero totalmente artefice del mio destino, un privilegio che sapevo non fosse così scontato.
Quel pomeriggio, quindi, ho voluto sognare un po’ e ho googlato ‘come lavorare nelle ONG’. Mi è comparso un annuncio di Amnesty che cercava i dialogatori, a me serviva lavorare e ho mandato il CV; tempo qualche giorno avevo un colloquio e dopo qualche giorno ancora ero in ufficio per la formazione, lontana da mia madre e da Cave, appoggiata a Roma da mio nonno. Ebbene, quando entrai nel giallo ufficio mi sentii a casa, e quando vidi l’Olivetti con cui Benenson scrisse la prima petizione mi sentii parte di qualcosa, quel qualcosa cui mi sono sempre sentita tagliata fuori durante la scuola. Il lavoro in sé era terribile, stavamo in strada per qualche ora al giorno sotto al sole e gli insulti non mancavano, ma quanto ho imparato in quel mese! Ormai i diritti umani erano parte della mia giornata, ne parlavo tutto il giorno per ovvi motivi, e sì finalmente le persone dei miei romanzi erano persone a tutto tondo e soprattutto ce ne erano tantissime che non avevano mica avuto la possibilità di scriverci un libro dal momento che erano morte, oppure in carcere, o solo vittime del loro destino.
Il lavoro non andò bene, ma la mia vita cambiò per sempre. Conobbi Yasmin che, non so se ne sia consapevole, mi spronò a seguire il mio desiderio di iscrivermi alla mia attuale facoltà. Poi con Yasmin cominciammo a fare attivismo con il gruppo universitario con cui mi sono amalgamata benissimo e a cui voglio bene; ma soprattutto nel gruppo ho conosciuto Ylenia, diventata mia spalla anche all’interno della facoltà, sempre lì insieme a sudare e studiare, e poi a mangiare a mensa chiaramente; è a Ylenia che chiedo se non conosco qualcosa di diritto, o anche del governo, delle leggi; in realtà dovrei riformulare dicendo ‘è a Ylenia che chiedo’.
Il mio gruppo di attivismo mi ha fatto conoscere tanto e mi ha dato opportunità di conoscere tante menti simili alla mia e tante cose che non conoscevo, ma soprattutto mi ha dato prova del fatto che devo lottare, che devo attivarmi, e chissà che un giorno, come la protagonista di Involontaria, partirò come cooperante.
È questo che studio ora all’Università, seguo Cooperazione Internazionale e Sviluppo con profitto, e un giorno voglio partire ed andare in Africa, chissà che magari un giorno una quattordicenne leggerà di me e capirà che anche noi dall’Europa possiamo fare qualcosa.
Quindi oggi è questo che dico alla gente: io sono un’attivista per i diritti umani.
Sbarcano a Rocca di Papa, poi mi spiegheranno come.
Comunque a quei giornalisti mediocri e razzistoidi farei presente che dire ‘migranti sbarcati a Rocca di Papa’ non c’ha senso dal momento che Rocca di Papa sta in montagna praticamente, a meno che non siano arrivati dal Lago di Nemi, ovvio, chi non arriva da un lago?
Ma tanto che cambia?
Un migrante può arrivare solo con una barca vero? Un migrante non può fare altro che sbarcare, mica può arrivare e basta, vero?
Ci inculcano queste immagini e dimentichiamo chi sono i migranti e come possono arrivare. Esistono i corridoi umanitari per esempio, ma sicuramente ‘corridoio umanitario’ non fa notizia è non acchiappa i big like come la frase ‘sbarcano a Rocca di Papa’.
Io attendo il titolo ‘Sbarcano in Umbria’ a ‘sto punto.
Le linee guida della community stanno cambiando
Così Tumblr non smetterà di essere un luogo costruttivo e libero
Sono passati appena 10 anni da quando abbiamo presentato il semplice Reblog. Allora non sapevamo quanto questa funzione avrebbe cambiato la community di Tumblr in espansione. La capacità di prendere l’idea di una persona, aggiungerci i propri pensieri e condividerla come un nuovo contenuto ha trasformato Tumblr da un semplice sito di blogging in un social network, rendendolo un luogo dove le persone parlavano, esploravano e crescevano grazie alle catene di Reblog.
Ultimamente abbiamo riflettuto molto su questo, sul tipo di luogo che Tumblr dovrebbe essere e sulla responsabilità che abbiamo verso di voi e il resto del mondo.
Tumblr è principalmente un luogo in cui potete esprimervi liberamente e connettervi a persone che condividono i vostri stessi interessi. Con il passare del tempo, sono nate una miriade di community con interessi diversi, movimentate e ricche di entusiasmo. Potete passare da quello che amate a cose che neanche sapevate esistessero. Ed è nostro compito creare un ambiente sicuro, costruttivo e che permetta a tutti di esprimersi liberamente, sempre.
Le nostre linee guida della community devono riflettere la realtà di internet e dei social media di oggi, tenendo sempre presente che i contenuti pubblicati e condivisi online influenzano il modo in cui gli altri pensano e si comportano.
I seguenti aggiornamenti entreranno in vigore dal 10 settembre 2018.
Non tolleriamo l’incitamento all’odio
Crediamo in un internet libero e aperto, ma non possiamo ignorare che al momento questo mezzo di comunicazione sia sfruttato da gruppi che incitano all’odio e riescono, con un’efficienza spaventosa, ad organizzarsi, reclutare persone e radicalizzare. L’aggiornamento delle linee guida della community e delle procedure interne è necessario per affrontare una minaccia molto reale per i membri della community di Tumblr.
Per quanto riguarda l’incitamento all’odio, al momento stiamo ridisegnando i confini che delineano cosa è considerato spiacevole e cosa non accettabile, pertanto abbiamo cancellato 41 parole che nella sezione delle linee guida della community erano poco chiare. Ora il testo è così:
Incitamento all’odio: non incoraggiare odio o violenza. Non postare contenuti con l’intento di promuovere, disumanizzare, o supportare odio verso individui o gruppi per motivi di razza, origini etniche o nazionali, religione, sesso, identità sessuale, età, stato di veterano, orientamento sessuale, disabilità o malattia. Se incontri contenuti che violano le nostre politiche sull’incitamento all’odio, ti preghiamo di segnalarlo.
[CANCELLATO: Se ti imbatti in un discorso con connotazioni negative che non provoca un aumento del livello della violenza o delle minacce di violenza, ti incoraggiamo a contraddire tale discorso con argomentazioni valide, senza ricorrere alla censura. Detto questo, se incontri contenuti particolarmente brutali, faccelo sapere.]
Ricordate che un post può essere cattivo, privo di gusto o offensivo senza incoraggiare necessariamente violenza o odio. In casi come questo, potete sempre bloccare la persona che ha creato il post, o se ne avete voglia, comunicare direttamente a questa persona quello che pensate, o usare Tumblr per dire la vostra, mettere idee in discussione, aumentare la consapevolezza o dare inizio a discorsi e dibattiti.
Anche se il testo che abbiamo cancellato conteneva anche delle buone intenzioni (e continuiamo ad aver bisogno del vostro aiuto per segnalare post che incitano all’odio), i post non devono essere “particolarmente brutali” per essere segnalati.
Stiamo anche bandendo l’esaltazione della violenza e chi la mette in atto
Non tutta la violenza è motivata da odio razziale o etnico, ma l’esaltazione di uccisioni di massa come Columbine, Sandy Hook e Parkland potrebbe ispirare un'emulazione della violenza. Pertanto stiamo rivedendo le linee guida della community riguardanti i contenuti violenti, aggiungendo un nuovo linguaggio per bandire in modo chiaro l'esaltazione di atti violenti o degli esecutori di tali azioni:
Contenuti brutali e minacce, violenza, mutilazione: non postate contenuti che includono minacce di violenza nei confronti di individui o gruppi, incluse minacce di furti, lesioni a proprietà o danni finanziari. Non postate contenuti violenti o che mostrano sangue solo per sconvolgere gli altri. Non mostrate mutilazioni o torture di esseri umani, animali (incluse bestialità) o altro. Non postate contenuti che incoraggiano o incitano la violenza, esaltano gli atti di violenza o chi li esegue.
Infine elimineremo tutte le ambiguità presenti nelle nostre normative, in cui non tollereremo in alcun modo le immagini sessuali prive di consenso
Aggiungeremo una frase molto semplice (qui sotto in grassetto) alle nostre attuali normative sulle molestie per eliminare ogni incertezza:
Molestie. Non commettete abusi mirati o molestie. Non commettete sessualizzazione indesiderata o molestie sessuali su altri.
La pubblicazione di foto sessualmente esplicite di persone senza il loro consenso non è mai stato permesso su Tumblr, ma con l’invenzione dei deepfake e la proliferazione di fotografie scattate senza consenso, stiamo aggiornando le nostre linee guida della community per contrastare in modo più chiaro le nuove tecnologie che possono essere usate per umiliare e minacciare altre persone.
Quindi cosa dobbiamo aspettarci?
Le nuove linee guida della community entreranno in vigore il 10 settembre 2018. Dopo questa data, se riteniamo che un post o un blog stia promuovendo odio, esaltando violenza o commettendo atti di sessualizzazione indesiderata di un’altra persona, verrà rimosso. Sono inclusi (ad esempio) post con contenuti islamofobici, antisemiti, anti LGBTQ+ per promuovere o incitare violenza o odio; l’uso di simboli di movimenti di odio per intimidire o molestare altri individui e la glorificazione di uccisioni si massa.
Certo, il contesto è fondamentale. I post e i blog che generano un dibattito aperto e costruttivo sono sempre i benvenuti qui. Una conversazione accesa su razza e identità di genere sui media non è incitamento all’odio, né una storia oggettiva ed educativa di Jim Crow.
È necessaria un’enorme attenzione e sensibilità per valutare le segnalazioni in modo giusto e accurato, perciò abbiamo aumentato la dimensione del nostro team per controllare le segnalazioni che riceviamo.
Cosa dovete fare se vedete un contenuto che viola le linee guida della community?
Segnalatelo. Abbiamo aggiunto la segnalazione di incitamento all’odio nelle app mobili. Toccate l’aeroplanino del post per aprire questo menu 👇 — poi toccate Segnala (pulsante con la bandierina) > Segnala altro > Incitamento all’odio.
Un’ultima nota
Difendiamo ardentemente la libertà di espressione. Vogliamo che Tumblr sia un luogo in cui le persone vengano per essere sé stesse e che rappresentino diversi punti di vista con dialoghi costruttivi. I limiti che stiamo delineando oggi attorno a incitamento all’odio, violenza e contenuti sessuali non consensuali sono concepiti per proteggere questa visione.
Continueremo a rivedere e modificare le nostre linee guida per assicurarci che esse riflettano sempre in modo accurato la nostra community e i suoi valori. E per impegnarci costantemente a mantenere un’elevata trasparenza, faremo sempre in modo che le versioni precedenti siano disponibili nel nostro rapporto pubblico di GitHub.
Certamente avete delle opinioni su questi cambiamenti e su cosa potremmo ancora fare. Vi invitiamo a condividere i vostri pensieri (specialmente pareri costruttivi) nelle note. E se credete che Tumblr non sia più il posto giusto per voi, ricordate che il mondo di internet è immenso.
❤️ siate gentili, Tumblr.
Speriamo in bene …
Non accetto più mezza critica dai cinquantenni che hanno da borbottare sui giovani che non vogliono lavorare, che sono presuntuosi, che non si accontentano ecc. Io un mio coetaneo che fa lo schizzinoso con il lavoro non l'ho mai incontrato, in compenso conosco decine e decine di persone di mezza età che piangono miseria ogni due minuti, si lamentano che non c'è lavoro e però poi la cassiera no, e la commessa no, e la badante no, eh, dai, è degradante, e la signora delle pulizie no, e la baby sitter no, e allora ditelo che volete stare a casa a fare le signore che si smaltano le unghie e tappatevi la bocca. Baby boomers del cazzo.
‘A sprecare tempo co sti lavori inutili’
I live in two worlds. One is a world of books. I’ve been a resident of Faulkner’s Yoknapatawpha County, hunted the white whale aboard the Pequod, fought alongside Napoleon, sailed a raft with Huck and Jim, committed absurdities with Ignatius J. Reilly, rode a sad train with Anna Karenina, and strolled down Swann’s Way. It’s a rewarding world.
This happened yesterday in Córdoba, Argentina
We were 100 thousand people (between students, teachers, workers) marching for the teacher’s salaries, university’s money and public education ❤
1) #WeWere100Thousands making history. Lets defend the future.
The pictures say:
4) Without public education there is no future.
Quanti porcodio posso dire se il Cotral passa dieci minuti in anticipo?
E ovviamente mi passa davanti.
L'accettazione è il primo passo verso il ricovero.
Parole sante raga
Hallie Gould
what time is it
tumblr time
procrastination
...my dear