Odio dilagante e altre creature made in Italy.
Siete ciechi.
O meglio, preferisco pensarla così. Vi sto giustificando. Opto per la cecità perché pensare che, invece, non vogliate vedere ciò che succede intorno a voi mi dà il voltastomaco. Magari siete sotto l’effetto di stupefacenti e non lo sapete, vi hanno messo una pastiglia nel bicchiere e non l’avete notato. Non so più che altro pensare se non questo.
Il ministro dell’interno è quello che ha paragonato la Boldrini a una bambola gonfiabile. A voi donne piacerebbe essere paragonate a un oggetto di gomma? No, chiedo, perché magari sareste contente e sono io che mi sbaglio. Veramente quando accalmate il vostro ministro siete consapevoli del fatto che ha accostato una donna a un oggetto? Era in disaccordo con le sue idee, quindi? Meritava di essere definita come una bambola gonfiabile? Perchè sappiamo tutti a che cosa servono le bambole gonfiabili, no? Se siamo noi donne le prime a non ribellarci di fronte all’oggettivazione sessuale non so dove andremo a finire e direi che finire peggio di così è una sfida non indifferente.
Andiamo avanti. Forse non vi rendete conto di che cosa significa “incitamento all’odio”. Ve lo dico io:
si intende “un particolare tipo di comunicazione che si serve di parole, espressioni o elementi non verbaliaventi come fine ultimo quello di esprimere e diffondere odio ed intolleranza, nonché di incitare al pregiudizio e alla paura verso un soggetto o un gruppo di persone accomunate da etnia, orientamento sessuale o religioso, disabilità, appartenenza culturale o sociale e via dicendo.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Incitamento_all%27odio)
Il 12 luglio 2018, quindi un anno fa, la Corte di Cassazione (non io, non voi, non il figlio dell’amica del fratello del marito del benzinaio) sostiene che l’aggravante dell’odio razziale si possa applicare anche a chi usa espressioni come “Che venite a fare qua, andate via”. (https://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/12/news/migranti_cassazione_dire_andate_via_e_razzismo-201576353/) Il nostro ministro dell’interno ha condiviso la notizia e ha aggiunto la didascalia “Andate via! Andate via! Andate via!” che comportamento maturo. Complimenti. Un atteggiamento davvero da macho, da vero ministro dell’interno. Bravo.
Il ministro dell’interno era quello che cantava “senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani…”. Se al posto di “napoletani” ci fossero stati lombardi, liguri, piemontesi, toscani, emiliani… Voi che abitate in quelle regioni sareste stati contenti di sentire un soggetto politico cantare queste canzoncine? Ripeto, magari sono io, magari a me non piacerebbe che qualcuno mi definisse un essere disgusto, ma sono pareri. Vogliamo parlare di quella volta, nel 2014, in cui il ministro dell’interno è stato, scusate il francesismo, cazziato al Parlamento Europeo? Perchè magari vi è passato di mente, ma è così.
Allego video: https://www.youtube.com/watch?v=SrBOQc6jFNw
E sapere che, dopo cinque anni, sbraitando sull’immigrazione su Twitter, Facebook, Instagram eccetera eccetera, le cose non sono cambiate, l’assenteismo di questo soggetto è sempre lo stesso e non per impegni importanti, bensì per andare a sproloquiare in televisione, non mi tira su il morale. (https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/06/08/salvini-va-da-barbara-durso-e-salta-un-altro-consiglio-ue/5240294/)
Parliamo anche del chiudere i porti: non mi pare che sia compito del ministro degli interni chiuderli. Al massimo dovrebbe essere il Ministro delle Infrastrutture a proporre di volerli chiudere. Il ministro dell’interno si deve occupare della sicurezza.
Io non mi sento molto sicura nel mio Paese, dato che non posso manifestare perché gli striscioni mi vengono tolti, non posso dire la mia da nessuna parte perché rischio di sentirmi dire che anche io merito di essere violentata con un palo nella vagina. Pensare che se sono un magistrato e oso fare il mio lavoro, sono obbligata a chiudere il mio profilo facebook per i troppi insulti. Solo perché non va bene a qualcuno.
Senza nemmeno citare il fatto che, se salvo vite, (già perché è questo che ha fatto Carola Rackete. Potete dire quello che volete, potete non essere d’accordo con lei, potete anche odiare i migranti, ma lei li ha salvati; perché, news dell’ultima ora, sono esseri umani, come voi e me. Forse più di voi e me) vengo etichettata come “ricca viziata”. Se sono in disaccordo con quello che dite voi sono una buonista, una del PD, una comunista. Buonista poi cosa significa? Ah ecco:
“atteggiamento che, nei rapporti politici, di lavoro, familiari, viene considerato troppo incline alla comprensione e alla collaborazione da chi preferirebbe un comportamento più duro e aggressivo” (https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=buonismo) oppure “Atteggiamento di benevola apertura e comprensione per tutte le posizioni, accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello” (https://dizionari.repubblica.it/Italiano/B/buonismo.html).
Sono troppo tollerante, insomma. Specialmente nella prima definizione si dice “chi preferirebbe un comportamento più duro e aggressivo” quindi tutti quelli che sperano nello stupro, tutti quelli che menano dei ragazzi accusandoli di essere antifascisti? E allora sì, sono una buonista. Nella seconda definizione “Comprensione per tutte le posizioni – anche e soprattutto quelle contrarie alla mia – ...accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici – confermo: la mia morale mi impone di salvare le persone. È così, ho questo difetto – capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello” l’unico compromesso che chiedo è di arrivare a un dialogo e di confrontarsi in maniera civile, senza arrivare ad augurare lo stupro e senza augurare che le persone muoiano in mare, poi non so quale altro compromesso esista. Il dialogo è l’unico compromesso che permette un confronto, con delle argomentazioni valide e non ricorrendo a frasi come “ci rubano il lavoro” o “prenditeli in casa tu” o “eh ma dobbiamo prenderli tutti noi”, perchè lo ammetto: se queste sono le vostre argomentazioni non vi prendo in considerazione. Rispetto all’essere in disaccordo e, quindi, essere ovviamente, senza nessun’altra opzione, elettori del PD o comunistimangiabambini... Non arrivate nemmeno a pensare che è l’ideologia che conta e magari la mia ideologia non si avvicina nemmeno lontanamente a quella del PD. A sinistra ci sono altri partiti oltre al PD, potrei aver votato quelli, no? Forse sbaglio. O PD o comunismo: aiutatemi, che partito bisogna votare per risultare comunista? O c’è un partito che si chiama “Comunisti” e basta? Perché sulla scheda elettorale non l’ho visto, non ho nemmeno letto un programma elettorale. Boh.
Un’altra cosa che mi domando è: pubblicate la foto del bambino africano pelle e ossa sostenendo fermamente che lui sì che lo accogliereste, lui sì che va aiutato. Non capisco. Davvero non comprendo: che differenza c’è tra quei bambini? Io vedo solo dei bambini. Uno pelle e ossa, uno che arriva su un barcone (o che se non ci arriva è steso con la faccia nell’acqua, nel Rio Grande oppure su una spiaggia). Forse è che il bambino sul barcone non è pelle e ossa? Ah, certo, è questo: è necessario che il piccolo sia scarno, con uno strato irrisorio di pelle, che sia quindi a tanto così dalla morte, altrimenti chi ci crede che sei un bambino che sta scappando dalla guerra, che sei povero? A chi la vuoi dare a bere, bambino sul barcone? Perché invece è ovvio che il bambino che arriva sul barcone stia bene, è un fiore, e soprattutto non ha avuto paura di morire durante quel viaggio! Che sciocca a non aver notato tutti quei sorrisi sui volti dei bambini che arrivano in Italia, ero accecata dalle nike fluorescenti probabilmente. Chiedo venia.
Io credo che l’unica possibilità che io abbia per lamentarmi siano proprio i social network. Più voi condividete i post del capitano… Ecco un momento: capitano. Capitano di cosa? Io ogni volta che lo chiamate Capitano penso alla canzone di DJ Francesco. Se penso a un capitano penso a Francesco Totti. Questo per puntualizzare perché proprio non capisco di cosa sia capitano. Al massimo “capo” di un partito che ha rubato 49 milioni. Perché capitano di un partito non suona bene, secondo me. Dicevo, più voi condividete il post di quello che inneggia alla violenza e indossa le felpe, più io condividerò articoli validi e attendibili di quotidiani seri, (e non post condivisi da pincopalletto con scritto “Giobbe Covatta ha detto che stiamo sbagliando ad accoglierli!1!” per poi scoprire che è una fake news del 2018), più voi scriverete che chi salva vite merita di essere stuprata e più io scriverò che la violenza non è mai la soluzione. Anche se non vi interessa, anche se non leggete, anche se nascondete l’evidenza, se rifiutate la verità. Combatterò la vostra ignoranza con la cultura, la vostra arroganza con l’educazione. Voglio concludere solo dicendo che Liliana Segre che ha visto e toccato con mano il fascismo, i campi di concentramento, sostiene di vedere lo stesso odio dilagante di quell’epoca. Chi altro vi deve dare conferme? Chi altro può darvele se non chi le ha provate sulla propria pelle? Aprite gli occhi.














