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Carola Rackete ha agito per necessità. La battaglia è vinta
Carola Rackete ha agito per necessità. La battaglia è vinta
La comandante della nave Sea Watch 3 Carola Rackete non andava arrestata. A stabilirlo in via definitiva è stata la Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso della procura di Agrigento contro l’ordinanza che lo scorso 2 luglio l’aveva rimessa in libertà. La comandante tedesca il 29 giugno era entrata nel porto di Lampedusa nonostante il divieto della Guardia di finanza, imposto dal Viminale allora retto da Matteo Salvini. Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, aveva contestato alla capitana i reati di resistenza a pubblico ufficiale, resistenza e violenza a nave da guerra ma la gip Alessandra Vella non aveva convalidato l’arresto bocciando l’ipotesi accusatoria. La Cassazione le ha dato ragione.
«Chi aiuta le persone in difficoltà non andrebbe perseguito – ha scritto ieri su Twitter Rackete -. È un verdetto importante per tutti gli attivisti che salvano vite in mare. L’Ue dovrebbe riformare le direttive contro i “crimini si solidarietà”». In attesa delle motivazioni della Cassazione il legale della comandante, Leonardo Marino, ha commentato: «Carola non andava arrestata, il dovere di soccorso non poteva essere esaurito con la messa in salvo dei naufraghi a bordo della Sea Watch 3, le normative internazionali includono nell’operazione di salvataggio anche lo sbarco in un porto nel quale siano assicurati, oltre che la salvaguardia della vita, anche la tutela dei diritti fondamentali». E ancora: «Adesso sappiamo con certezza che avevamo ragione noi. Vedremo se la procura di Agrigento darà seguito a questa pronuncia della Cassazione ponendo fine alla vicenda giudiziaria o se andrà avanti su questa sua tesi, che riteniamo folle. Arrestata perché aveva salvato vite umane».
All’alba del 29 giugno Carola Rackete decise di entrare senza autorizzazione nel porto di Lampedusa. Salvini aveva lasciato la nave dell’ong Sea Watch bloccata in mare con circa 40 persone per 17 giorni. La comandante già nelle 36 ore precedenti aveva invocato lo stato di necessità. Una motovedetta della Gdf provò a ostacolare la manovra spostandosi lungo la banchina per impedire l’attracco. Rackete proseguì l’accostamento spingendo le Fiamme gialle contro il molo ma il tutto avvenne a velocità bassissima. I finanziari salirono a bordo e l’arrestarono.
Nel ricorso in Cassazione la procura ha sostenuto che «la permanenza nelle acque territoriali era illegittima sulla base del provvedimento dei ministeri di Interni, Difesa e Infrastrutture, confermato dal Tar e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo». Inoltre, «l’obbligo di far sbarcare i migranti incombeva sull’autorità di pubblica sicurezza e non certo sul comandante». Infine, lo stato di necessità non sussisteva poiché «la nave aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari». Di diverso avviso la gip Vella che aveva negato la convalida dell’arresto e, nel farlo, aveva smontato il decreto Sicurezza bis. L’ordinanza della gip spiega perché Rackete ha rispettato il diritto, al contrario della misura bandiera di Salvini.
L’accusa di resistenza e violenza nei confronti della nave della Fiamme gialle viene cassata perché, spiega Vella, le unità della Gdf sono considerare navi da guerra solo «quando operano fuori dalle acque territoriali». Inoltre, «sulla scorta di quanto dichiarato dall’indagata e dai video», la manovra pericolosa viene «molto ridimensionata» e anche giustificata perché l’indagata «ha agito in adempimento di un dovere»: il divieto di ingresso può scattare solo in presenza di attività di carico e scarico di merci o persone, ma non è il caso in esame perché si tratta di un salvataggio e per questo la nave non può considerarsi «ostile».
La resistenza a pubblico ufficiale è poi giudicata inevitabile, come cioè «l’esito dell’adempimento del soccorso» che, ricorda Vella, si esaurisce solo con «la conduzione fino al porto sicuro».
Il dem Matteo Orfini ha commentato: «Un abbraccio a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E due lezioni per loro: le sentenze le emettono i giudici; chi non ha nulla da temere non scappa dai processi». Il leader leghista ha tirando in ballo il caso Gregoretti: «Per qualche giudice una signorina tedesca che ha rischiato di uccidere cinque militari Italiani non merita la galera, ma il ministro che ha bloccato sbarchi e traffico di esseri umani sì». Da Sinistra italiana la replica di Nicola Fratoianni: «Carola Rackete ha onorato i principi di umanità e solidarietà, Salvini ha disonorato le istituzioni della Repubblica».
Adriana Pollice
da il manifesto
#CoverBelle, #nonrassegna #CarolaRackete @spiegelonline https://www.instagram.com/p/Bzi0Vraonyh/?igshid=klrd23iwbev9
Mo' tutti esperti di navigazione... roba che l'unica manovra che avete fatto in mare è spostà il timone del pedalò tutto da na parte pe fa risalì quelli che se so buttati.
lefrasidiosho
Odio dilagante e altre creature made in Italy.
Siete ciechi.
O meglio, preferisco pensarla così. Vi sto giustificando. Opto per la cecità perché pensare che, invece, non vogliate vedere ciò che succede intorno a voi mi dà il voltastomaco. Magari siete sotto l’effetto di stupefacenti e non lo sapete, vi hanno messo una pastiglia nel bicchiere e non l’avete notato. Non so più che altro pensare se non questo.
Il ministro dell’interno è quello che ha paragonato la Boldrini a una bambola gonfiabile. A voi donne piacerebbe essere paragonate a un oggetto di gomma? No, chiedo, perché magari sareste contente e sono io che mi sbaglio. Veramente quando accalmate il vostro ministro siete consapevoli del fatto che ha accostato una donna a un oggetto? Era in disaccordo con le sue idee, quindi? Meritava di essere definita come una bambola gonfiabile? Perchè sappiamo tutti a che cosa servono le bambole gonfiabili, no? Se siamo noi donne le prime a non ribellarci di fronte all’oggettivazione sessuale non so dove andremo a finire e direi che finire peggio di così è una sfida non indifferente.
Andiamo avanti. Forse non vi rendete conto di che cosa significa “incitamento all’odio”. Ve lo dico io:
si intende “un particolare tipo di comunicazione che si serve di parole, espressioni o elementi non verbaliaventi come fine ultimo quello di esprimere e diffondere odio ed intolleranza, nonché di incitare al pregiudizio e alla paura verso un soggetto o un gruppo di persone accomunate da etnia, orientamento sessuale o religioso, disabilità, appartenenza culturale o sociale e via dicendo.” (https://it.wikipedia.org/wiki/Incitamento_all%27odio)
Il 12 luglio 2018, quindi un anno fa, la Corte di Cassazione (non io, non voi, non il figlio dell’amica del fratello del marito del benzinaio) sostiene che l’aggravante dell’odio razziale si possa applicare anche a chi usa espressioni come “Che venite a fare qua, andate via”. (https://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/12/news/migranti_cassazione_dire_andate_via_e_razzismo-201576353/) Il nostro ministro dell’interno ha condiviso la notizia e ha aggiunto la didascalia “Andate via! Andate via! Andate via!” che comportamento maturo. Complimenti. Un atteggiamento davvero da macho, da vero ministro dell’interno. Bravo.
Il ministro dell’interno era quello che cantava “senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani…”. Se al posto di “napoletani” ci fossero stati lombardi, liguri, piemontesi, toscani, emiliani… Voi che abitate in quelle regioni sareste stati contenti di sentire un soggetto politico cantare queste canzoncine? Ripeto, magari sono io, magari a me non piacerebbe che qualcuno mi definisse un essere disgusto, ma sono pareri. Vogliamo parlare di quella volta, nel 2014, in cui il ministro dell’interno è stato, scusate il francesismo, cazziato al Parlamento Europeo? Perchè magari vi è passato di mente, ma è così.
Allego video: https://www.youtube.com/watch?v=SrBOQc6jFNw
E sapere che, dopo cinque anni, sbraitando sull’immigrazione su Twitter, Facebook, Instagram eccetera eccetera, le cose non sono cambiate, l’assenteismo di questo soggetto è sempre lo stesso e non per impegni importanti, bensì per andare a sproloquiare in televisione, non mi tira su il morale. (https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/06/08/salvini-va-da-barbara-durso-e-salta-un-altro-consiglio-ue/5240294/)
Parliamo anche del chiudere i porti: non mi pare che sia compito del ministro degli interni chiuderli. Al massimo dovrebbe essere il Ministro delle Infrastrutture a proporre di volerli chiudere. Il ministro dell’interno si deve occupare della sicurezza.
Io non mi sento molto sicura nel mio Paese, dato che non posso manifestare perché gli striscioni mi vengono tolti, non posso dire la mia da nessuna parte perché rischio di sentirmi dire che anche io merito di essere violentata con un palo nella vagina. Pensare che se sono un magistrato e oso fare il mio lavoro, sono obbligata a chiudere il mio profilo facebook per i troppi insulti. Solo perché non va bene a qualcuno.
Senza nemmeno citare il fatto che, se salvo vite, (già perché è questo che ha fatto Carola Rackete. Potete dire quello che volete, potete non essere d’accordo con lei, potete anche odiare i migranti, ma lei li ha salvati; perché, news dell’ultima ora, sono esseri umani, come voi e me. Forse più di voi e me) vengo etichettata come “ricca viziata”. Se sono in disaccordo con quello che dite voi sono una buonista, una del PD, una comunista. Buonista poi cosa significa? Ah ecco:
“atteggiamento che, nei rapporti politici, di lavoro, familiari, viene considerato troppo incline alla comprensione e alla collaborazione da chi preferirebbe un comportamento più duro e aggressivo” (https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=buonismo) oppure “Atteggiamento di benevola apertura e comprensione per tutte le posizioni, accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello” (https://dizionari.repubblica.it/Italiano/B/buonismo.html).
Sono troppo tollerante, insomma. Specialmente nella prima definizione si dice “chi preferirebbe un comportamento più duro e aggressivo” quindi tutti quelli che sperano nello stupro, tutti quelli che menano dei ragazzi accusandoli di essere antifascisti? E allora sì, sono una buonista. Nella seconda definizione “Comprensione per tutte le posizioni – anche e soprattutto quelle contrarie alla mia – ...accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici – confermo: la mia morale mi impone di salvare le persone. È così, ho questo difetto – capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello” l’unico compromesso che chiedo è di arrivare a un dialogo e di confrontarsi in maniera civile, senza arrivare ad augurare lo stupro e senza augurare che le persone muoiano in mare, poi non so quale altro compromesso esista. Il dialogo è l’unico compromesso che permette un confronto, con delle argomentazioni valide e non ricorrendo a frasi come “ci rubano il lavoro” o “prenditeli in casa tu” o “eh ma dobbiamo prenderli tutti noi”, perchè lo ammetto: se queste sono le vostre argomentazioni non vi prendo in considerazione. Rispetto all’essere in disaccordo e, quindi, essere ovviamente, senza nessun’altra opzione, elettori del PD o comunistimangiabambini... Non arrivate nemmeno a pensare che è l’ideologia che conta e magari la mia ideologia non si avvicina nemmeno lontanamente a quella del PD. A sinistra ci sono altri partiti oltre al PD, potrei aver votato quelli, no? Forse sbaglio. O PD o comunismo: aiutatemi, che partito bisogna votare per risultare comunista? O c’è un partito che si chiama “Comunisti” e basta? Perché sulla scheda elettorale non l’ho visto, non ho nemmeno letto un programma elettorale. Boh.
Un’altra cosa che mi domando è: pubblicate la foto del bambino africano pelle e ossa sostenendo fermamente che lui sì che lo accogliereste, lui sì che va aiutato. Non capisco. Davvero non comprendo: che differenza c’è tra quei bambini? Io vedo solo dei bambini. Uno pelle e ossa, uno che arriva su un barcone (o che se non ci arriva è steso con la faccia nell’acqua, nel Rio Grande oppure su una spiaggia). Forse è che il bambino sul barcone non è pelle e ossa? Ah, certo, è questo: è necessario che il piccolo sia scarno, con uno strato irrisorio di pelle, che sia quindi a tanto così dalla morte, altrimenti chi ci crede che sei un bambino che sta scappando dalla guerra, che sei povero? A chi la vuoi dare a bere, bambino sul barcone? Perché invece è ovvio che il bambino che arriva sul barcone stia bene, è un fiore, e soprattutto non ha avuto paura di morire durante quel viaggio! Che sciocca a non aver notato tutti quei sorrisi sui volti dei bambini che arrivano in Italia, ero accecata dalle nike fluorescenti probabilmente. Chiedo venia.
Io credo che l’unica possibilità che io abbia per lamentarmi siano proprio i social network. Più voi condividete i post del capitano… Ecco un momento: capitano. Capitano di cosa? Io ogni volta che lo chiamate Capitano penso alla canzone di DJ Francesco. Se penso a un capitano penso a Francesco Totti. Questo per puntualizzare perché proprio non capisco di cosa sia capitano. Al massimo “capo” di un partito che ha rubato 49 milioni. Perché capitano di un partito non suona bene, secondo me. Dicevo, più voi condividete il post di quello che inneggia alla violenza e indossa le felpe, più io condividerò articoli validi e attendibili di quotidiani seri, (e non post condivisi da pincopalletto con scritto “Giobbe Covatta ha detto che stiamo sbagliando ad accoglierli!1!” per poi scoprire che è una fake news del 2018), più voi scriverete che chi salva vite merita di essere stuprata e più io scriverò che la violenza non è mai la soluzione. Anche se non vi interessa, anche se non leggete, anche se nascondete l’evidenza, se rifiutate la verità. Combatterò la vostra ignoranza con la cultura, la vostra arroganza con l’educazione. Voglio concludere solo dicendo che Liliana Segre che ha visto e toccato con mano il fascismo, i campi di concentramento, sostiene di vedere lo stesso odio dilagante di quell’epoca. Chi altro vi deve dare conferme? Chi altro può darvele se non chi le ha provate sulla propria pelle? Aprite gli occhi.
No words needed on this one. #carolarackete #notallheroeswearcapes #europe #immigration #drawing #digitaldrawing #digitalsketch #sketch 🇪🇺🇪🇺🇪🇺 https://www.instagram.com/p/BzbhdrKIQzG/?igshid=z4t7dzfj426z
Una tremenda tristezza mi affligge e la speranza muore poco a poco.
Come ci si può sentire in diritto di urlare a squarcia gola malignità, oscenità, gettare cattiveria profonda addosso alla coscienza umana?
Una tremenda tristezza mi affligge e vorrei urlarla al vento, alle persone, ai politici, a chiunque incontri.
Dove abbiamo perso la decenza? Dove abbiamo perso la nostra anima?
La tremenda tristezza che mi affligge è un peso sullo stomaco, che sprofonda sempre più giù.
E mi soffoca.
E non mi fa respirare.
Quando abbiamo perso la fiducia nel prossimo?
Quando ha smesso di esistere l'amore?
Cara, compianta e nostalgica empatia.
Riflessioni sul caso di Carola Rackete
Carola: <<Non sono un’eroina. Il mondo non ha bisogno di eroi, ma dell’impegno di tutti noi>> “Ho visto le mie foto ovunque, i graffiti, lo striscione a Notre Dame. Ma non mi sento un’eroina. Spero che ciò che ho fatto sia di esempio per la mia generazione: non dobbiamo stare seduti ad aspettare, non siamo costretti ad accettare tutto nel silenzio e nell’indifferenza. Possiamo alzarci in piedi, possiamo fare qualcosa, usare il cervello e il coraggio. Se ci sono dei problemi, facciamo qualcosa di concreto per risolverli”. -Carola Rackete- Fonte: https://raiawadunia.com/carola-non-sono-uneroina-il-mondo-non-ha-bisogno-di-eroi-ma-dellimpegno-di-tutti-noi/ #carolarackete #noborders #SeaWatch3 https://www.instagram.com/p/BzqN8rSCEYR/?igshid=xzltzzg82qcg