60s/70s concert posters

oozey mess
Sade Olutola
KIROKAZE
will byers stan first human second
noise dept.

Discoholic 🪩

pixel skylines
Peter Solarz
sheepfilms
todays bird
cherry valley forever
Monterey Bay Aquarium

No title available

Andulka

if i look back, i am lost
Lint Roller? I Barely Know Her
Jules of Nature
Misplaced Lens Cap
Claire Keane

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@oroincensoemirra
60s/70s concert posters
He’s cute.
Vedere con le orecchie
Ricordo.. Ricordo dei momenti, delle sfumature di attimi e sensazioni che prendono fumo nella mia memoria. A scuola, le medie precisamente, durante l'ora di musica ci portavano in un'aula a parte che sembrava dover essere adibita a proprio a quello. Ma io non capivo. L'aula della musica, nella mia testa, doveva riempirsi di strumenti di vario genere, cd, note musicali colorate attaccate ai muri.. Ma quella no. Era spoglia, c'era una tv, qualche strumento sugli scaffali e i banchi riempivano lo spazio. C'erano grandi finestre che davano sul retro della scuola e io vedevo il tempo grigio e uggioso delle 8.00 di un mattino qualsiasi di dicembre. L'insegnante era un pó svitato, questo lo ricordo bene. Quel giorno ci chiese di fare una cosa tanto semplice quanto curiosa. Ci ordinò di chiudere gli occhi e ascoltare tutti i rumori intorno a noi. Fu incredibile! Vedere con le orecchie fu una sensazione nuova, un'esperienza per pochi, per chi ha tempo! Chi ha tempo di aspettare, di pensare e capire. Vedevo la pioggia cadere sui vetri, le macchine passare davanti la scuola senza che le avessi davanti, la sedia scricchiolante della mia compagna di banco, la gola secca del professore, le persone che camminavano in corridoio. Quante cose che potevo vedere con le orecchie! Che mondo meraviglioso avevo a disposizione! Quale abilità avevo scoperto! Non compresi subito la grandezza di questa opportunità perché quando si è così piccoli, così novelli si presta attenzione solamente a ciò che è immediato, evidente. Vedere con le orecchie mi ha permesso di vedere le persone oltre il loro involucro. Ascoltare la musica intensamente è stato come vedere una realtà accessibile solamente con un senso diverso da occhi e mani. Mi sono resa conto che le sensazioni che provavo e i 'viaggi' che faceva grazie ad essa erano un monologo di qualcuno, la sua presenza davanti a me. Da quando ho capito che potevo vedere con le orecchie mi sono accorta che le persone hanno delle frequenze che puoi udire solamente ascoltandole davvero. Smettendo di fare qualsiasi cosa.
Le menti creative riescono a sopravvivere anche ai peggiori sistemi educativi.
Anna Freud
È come una canzone che poi finisce.
A volte mi capita di pensare proprio a questo. La vita più che un attimo che vola via mi sembra (e credo sia sempre stato così) una canzone. Ognuno di noi è una traccia diversa, con note diverse, con armonie e suoni. Mi piace pensare che i momenti importanti, le nostre fasi o i nostri attimi siano rappresentati dalle note che necessariamente devono essere suonate per portare a compimento il pezzo che altrimenti cambierà, sarà diverso! Poi dipende anche da come le suoni queste note, che tocco ci metti, quando ci arrivi.. se troppo in anticipo o troppo in ritardo insomma. Quando suono una canzone mi sforzo con tutta me stessa di mettere le note al posto giusto, di far cadere ogni tocco al posto che gli spetta, a tempo. Faccio fatica a volte perché io stessa sono turbata o troppo ansiosa ‘di non riuscire’, di ‘non arrivare’ che mi perdo tutto il resto, tutta la musica intorno. Mi scordo di staccare la mia attenzione solo da me e di estenderla a tutto il mondo e rilassarmi e godermi quello che sta accadendo. Quando faccio questo mi arrendo alla realtà e ogni nota spontaneamente va al suo posto senza che io mi accanisca: ascolto la batteria, la chitarra, il piano… E tutto sorprendentemente mi parla, un po’ come fanno gli elementi della mia vita quando mi sforzo di ascoltarli. A volte basta capire se il problema è solo nostro o se derivi da un elemento specifico (sarà la batteria che mi manda fuori tempo? Oppure quel cavolo di chitarrista? Oppure sono io che non sto ascoltando?). A volte siamo noi a doverci adattare ed altre dobbiamo individuare cosa ci sta destabilizzando e porre rimedio. Perché alla fine la vita è come una canzone che poi finisce. Va vissuta intensamente e in maniera presente rispettando l'armonia del nostro spirito perché appena questa cesserà e gli strumenti sfumeranno probabilmente non avremo nemmeno il tempo di sentire gli applausi, chiedendoci come abbiamo suonato, com'è andata… Diamo uno sguardo veloce, pensiamo frettolosamente agli sbagli fatti e attendiamo l'esito ma tutto diventa muto dopo quella canzone, e che tu abbia suonato blues, jazz, rock'n'roll probabilmente non importerà a nessuno perché l'unica cosa che conta è COME lo hai suonato. Ma nulla, il silenzio. Appena scorgi un movimento ecco che arriva il buio.
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
- Dante Alighieri
Volevo ringraziarvi per aver portato questo blog alla bellissima cifra di oltre 6.000 lettori :) Siete fantastici! :D
via weheartit
Houses of the Holy
Che figa sta cosa! La facciamo anche in vaticano?
No che sennò mi prende una sincope. Ma è bello vero qui!
Jim Morrison at the Pyramid of the Moon in Mexico, 1969.
Aretha Franklin (photographed by Michael Ochs,1968)
#BBKing Live at the Apollo Theater, Harlem, 1963.
È strano trovare ai nostri tempi una persona ingenua. Viene voglia di guarirla da una malattia tanto adorabile.
Italo Svevo, Senilità (via ceciliaiacopetti)
Tutte le volte, anche a distanza di tempo, lo leggo e lo stomaco si chiude. L’amore è libertà, è esaltazione dell’altro. Se ti “colgo” le tue radici si spezzano e muori, se ti lascio essere ció che sei al momento del mio arrivo, senza modificare i tuoi petali, potró apprezzare per sempre la tua bellezza. Questo è un concetto forse troppo difficile e troppo raro da comprendere. Me ne rendo amaramente conto.