giorno ventisei & ventisette: open studio
Giungiamo alla fine o quasi, ma andiamo con ordine.
Eravamo rimasti a sabato sera, ed alla pizza preparata da Jeff che alla fine sia nell'aspetto che nel gusto si è meritata un bel voto ed in più Wendy ha preparato una fantastica torta alla mele e cannella.
Così siamo andati a dormire carichi per il giorno dopo.
Domenica, è stata indubbiamente la giornata più lunga ed intensa di tutta la residenza, impiegherò un un paio di post per mettere a fuoco tutto quanto.
Innanzitutto non c'è stata alcuna malinconia da ultimo giorno perchè non c'è stato il tempo. E' stata la prima reale giornata invernale visto che per tutto il giorno la temperatura è stata al di sotto dello zero.
Io, mi sono alzato con molta calma e così ho proceduto sino alla colazione, dopo di che ho iniziato a tirare un "visto" sulla lista delle cose da fare per l'Open Studio:
il materiale per l'archivio della residenza: appunti, schizzi, etc etc.
montaggio della performance
preparazione dello studio per il pubblico
Nell'archivio ho inserito un mio breve resoconto dell'esperienza fatta in base ai tre progetti principali che ho presentato:
La performance dal titolo Smite ! basata sulle registrazioni dei suoni del parco e dalle elaborazioni fatte in studio
All In Youur Hands, il video che ho girato e del quale ho composto la musica sul tema dei rami degli alberi visti come delle mani che ci sovrastano e proteggono; le mani intese come il primo "strumento" creativo che abbiamo.
Il Carillon che ho posizionato sul muro esterno del Music Studio come piccola scultura sonora, con la funzione di campanello o come possibile strumento per i prossimi musicisti che saranno ospiti dello studio; il Carillon è stato uno dei primi esempi di musica programmata, ed oggi questa concezione è ampliamente diffusa e fondamentale sia per la composizione che per la registrazione.
Attorno a mezzogiorno ho finito il montaggio e lo studio era in perfetto ordine.
Quella era l'ora in cui, ognuno di noi poteva visitare lo studio altrui, così che abbiamo iniziato il giro assieme a Ralph, andando a scoprire il lavoro fatto da ognuno.
Le decorazioni in stile inglese per un'ipotetico giardino di prossima progettazione da parte di Lynn. Il lavoro di trasformazione della resina degli alberi in materia prima per sculture di replica di oggetti preesistenti (ortaggi e tubi) ed il lavoro correlato alla classificazione del tipo di alberi dal quale ha estratto la resina.
La ricerca critica e sarcastica sulla biotecnologia e la robotica impiantata sulle piante di Jeff & Wendy.
Il lavoro su di un diorama di un paesaggio lunare, con l'obbiettivo puntato sulla spazzatura spaziale lasciato dalle missioni.
La creazione di piccoli oggetti di ornamento per giardini basato sul riciclo di Beth, ed ovviamente i miei progetti.
Alle due, il pubblico ha timidamente iniziato ad arrivare, nonostante il freddo ed hanno iniziato al visita agli studi dopo una breve parte introduttiva da parte dello staff.
A seguire, Jeff & Wendy hanno fatto una piccola dimostrazione dei loro robot dalle sembianze vegetali e poi Jo ha mostrato e raccontato il lavoro di recupero fatto su un pino in parte morto per un fulmine: ha recuperato la parte "morta" creando un punto panoramico e costruendo una scala per salirci.
Alle quattro, nonostante il gelo e con il sole oramai tramontato, ci siamo riuniti nel piccolo anfiteatro antistante il mio studio per l'esecuzione della mia performance.
In seguito parlando con il pubblico ho constatato che hanno apprezzato l'originalità e la modalità della proposta rispetto agli altri musicisti passati di qui. Una volta terminato, ho smontAto in fretta e furia (il freddo...) ed ho raggiunto gli altri nella sala comune dove erano in visione i video realizzati nelle Sessioni di residenza degli ultimi mesi, tra cui il mio, All In Your Hands.
Il resto del tempo l'ho passato a conversare con il pubblico scambiando opinioni sul mio lavoro ed ovviamente sulla mia provenienza: ho avuto l'impressione che I-Park ha suo modo rappresenti una piccola oasi condivisa da un po' di gente della zona, che partecipa agli eventi, da una mano e supporta questo progetto del tutto indipendente di residenza per artisti; un bell'esempio di umanità dal centro del mondo.
Alle sette ci siamo trasferiti tutti nel salone delle feste in stile I-Park, nel vecchio granaio che ora svolge funzione di officina e deposito attrezzi è stato fatto un gran lavoro per trasformarlo nel luogo della festa per i 10 anni della fondazione.
Jacob ha cucinato per tutti: riso con funghi e castagne, polpette di carne al sugo con contorno di polenta, insalata e vari sfornati. In più dolci a profusione, champagne per l'alzata dei calici dopo il discorso di Ralph di riassunto, ringraziamento e futuro per I-Park.
Ancora una volta è stato il tempo delle chiacchere, sia tra di noi che con lo staff ed il pubblico, che era curioso di scambiare qualche parola con noi.
Nel frattempo, questa era l'ultima sera ufficiale della residenza, per cui alcuni di noi hanno iniziato a fare ordine tra le proprie cose in vista della partenza del giorno dopo. Io resterò un giorno in più per cui mi sono attardato al granaio, ma bene o male alla mezza eravamo tutti a dormire.