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@penelopespara-blog
This is not how guys of my generation hang out.
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Se invece che il nome la Nutella avesse messo sui barattoli aggettivi per definirci, "stronzo" sarebbe andato per la maggiore.
e tu.
ti ricordi quell'estate a riccione? come eravamo infelici. e tu che mi giuravi eterno amore, e io che non ci ho mia creduto. e il disco che ti ho prestato non me l'hai più ridato, ma tu lo dicevi sempre quel che è tuo è mio e quel che è mio è mio. e tu adesso stai col mio migliore amico, e a te non riusciva mai di vivere e adesso invece lo fai con tutti e capisco che ero io a tenerti giù, che io non riesco a vivere, che lasciarsi è stata la cosa migliore che ci sia mai capitata. solo che adesso a me niente è rimasto, solo groppi in gola, e pianti con cui strozzarmi per non farmi sentire. e tu che sei felice, e quanto vorrei esserlo anche io.
All'incirca eri tu nel bel mezzo di un sogno.
Nicolò Carnesi - Cassandra
Cantare una canzone per non dimenticarti più, cantare una canzone per averti sempre, sempre con me.
Nel mio vestito blu, sto portando pazienza.
Lasciamoci prendere dal panico, lui sì che sa dove portarci.
Magari fosse tutto semplice come ingrassare.
Noi leggevamo un giorno per diletto, noi leggevamo un giorno sul diretto, soli eravamo e senza alcun sospetto, sordi eravamo e senza alcun cornetto, stolti eravamo e senza alcun concetto, saliti a Teramo senza biglietto, senza burro né strutto, né pancetta né prosciutto. Morti eravamo, senza alcun costrutto. Sola, la morte, in sala d’aspetto, era una notte di modesto aspetto, povera morte senza doppiopetto, ci fece un cenno dai vetri e fu tutto.
- Gianni Rodari
Penso alle cose, e mi dico impossibile, e poi un po’, sotto sotto, continuo a pensarle.
ogni tanto il lunedì potrebbe pure darsi malato…
come vuoi che stia se non riesco più a parlare; se ogni volta che penso a quella città mi sento impotente perché ho ancora più voglia di fuggire ma non posso farlo; se non riesco più a far finta di stare bene perché un sorriso è troppo pesante per il mio viso stanco; se ho gli occhi sull’orlo di un precipizio e non so più cosa fare per non farli piangere; se anche ho un gran da fare alla fine non faccio niente; se passo le giornate come si aspetta un treno che senza saperlo è già passato; se i suoi “meglio tardi che mai" mi scavano nel vuoto che sento; perché “non è meglio tardi che mai, tardi è tardi", ma io questo punto non riesco mai a metterlo perché spero che il “mai" non sopraggiunga, quando forse è già tra noi; se non so più come fare per continuare a respirare tutte le volte che mi manca come se non ci fosse nient’altro al mondo; se ogni volta che lavo i piatti capisco cose importanti e mi sento sopraffatta da tutto quello che poteva essere e non è stato perché nella mia vita ho fatto solo scelte sbagliate e ho solo rimpianti; se ogni volta che voglio chiamarlo da lontano devo inventarmi una canzone con dentro il suo nome per dirlo liberamente senza destare sospetti; se mi sento chiusa in gabbia perché nemmeno con me stessa sto bene come vuoi che stia.
Chi l’ha detto che non devi innamorarti di una foto, di quel fesso che canticchia la sua libertà. Se la forma del tuo corpo non coincide con il niente puoi fare a meno di mangiare, almeno fino a quando puoi, e poi restare sola intorno agli occhi della gente, e innamorarsi sempre di chi non ha capito.
— TARM- Francesca ha gli anni che ha
«Oggi la rivedrò», dico al mattino quando mi vesto e con gioia ritrovo la luce del sole: «Io la vedrò!». Non desidero altro per tutto il giorno, e questa speranza assorbe ogni altra cosa.
I dolori del giovane Werther - Goethe
Il mondo sarebbe un posto migliore se gli uomini ammettessero di piangere e le donne ammettessero di masturbarsi.