Passeggiavano per la strada, Fred con gli occhi rivolti al cielo, Jon al pavimento con le mani nelle tasche in cerca di qualche spicciolo o magari, semplicemente,di una manciata di speranza.
-“parlamene, non sarò il miglior consigliere del mondo ma so essere un buon ascoltatore e amico.” Jon non parlava spesso e quando lo faceva, non era certo il lume dell'intelligenza! Ma ti strappava sempre un sorriso, e alle volte una risata può essere più utile di una marea di stronzate spacciate per consigli che mai nessuno metterà in pratica.
-“ Sai cos'è l'acromatopsia ? È una malattia che ti porta a non percepire i colori, vedi tutto in bianco e nero, come se la tua vita fosse un vecchio film holliwoodiano privo di ombre e sfumature, sconcertante, no? Poi un giorno, un giorno che definisci il migliore della tua vita- attento a quel giorno,successivamente lo definirai come il peggiore- arriva un qualcuno che ti regala questi occhiali magici, ti mostrano un nuovo mondo, portano nel tuo campo visivo il rosso, l'arancione,il verde, il blu, i contrasti e le inclinazioni luminose. Tu sei euforico, ti chiedi come tu abbia fatto a vivere fino a quel momento, così vuoto, così tristemente ignorante della realtà che ti circonda. Sei speranzoso e anche un po’ stupido, pensi che quella bellezza che non ti stanca mai, ricambi la tua ammirazione e che nemmeno esse si stanchi mai di essere osservata da te. Credi di avere in mano la situazione, il colore della vita diventa quasi monotono ai tuoi occhi, non ti stupisci più del rosso di una mela, del viola del tramonto e nemmeno di quella stupida erba del vicino che pare essere sempre più verde della tua. Poi un giorno, uno qualsiasi, un martedì come un altro, niente festività o cerimonie, uno stupido martedì monotono ti svegli ed è scomparso tutto, bianco e nero. Mi sento così Jon, come se assieme a lei fosse scomparso ogni colore, ogni passione, ogni gioia. Ho provato a cercare i colori, ma credo che lei si sia portata via anche la tavolozza e le tempere, nemmeno le matite ci stanno più per ripartire da zero in un nuovo disegno. Mi sento grigio, fuori e dentro. È come se anche il mio sangue si fosse pietrificato e freddato nelle vene assumendo il colore del marmo, mi sento come un oggetto che compri in un momento di eccessiva follia, uno di quelli che ti riprometti di averne cura per sempre ma già dopo un paio di mesi è pieno di graffi buttato in un angolo della casa, sono il pesce rosso anonimo sulla credenza, il foglio di carta che cade fuori dal cestino per un canestro non riuscito. Insomma Jon, mi sento vivo da far schifo e credimi se ti dico che i morti provano sicuramente pietà per me. Peggio della morte c'è solo una vita in cui ti alzi solo perché devi, perché hai un lavoro. Una vita in cui sei schiavo della routine, dove compi azioni perché sono giuste e doverose e non perché senti lo stimolo di farle.Peggio della morte, vi è una vita infelice. La mia vita in un continuo replay. Una vita che solo tu puoi cambiare, hai la tavolozza bianca davanti a te. Mancano i colori. Che fai? Aspetti che qualcuno te li porti? Chi è così magnanimo da farlo? Aspetti o inizi a cercare dei materiali sostitutivi? Non è la fine del mondo, solo di un periodo, di un'era, di una giornata. Sta a me capirlo, al mio cervello che non me vuole proprio sapere di sintonizzarsi su un altro canale.