Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero a riguardo oltreoceano su science-junkie, ma non mi dispiace ripetermi ché purtroppo in tempi di cure miracolose richieste a gran voce l’argomento non perde mai la sua importanza.
Nonostante l’aspetto e le parole, vengo da una lunga tradizione familiare di esoteristi e la parapsicologia ha permeato tutta la mia vita di adolescente e di ragazzo; quando è arrivato il momento, però, di scegliere ‘cosa avrei fatto da grande’, ho dovuto operare una scelta molto importante: da una parte avevo un mondo ‘esoterico’, il muovermi nel quale mi avrebbe permesso, senza ombra di dubbio, di avere un enorme ritorno finanziario e di immagine (a quale prezzo, ve lo dico dopo), dall’altra un mondo ‘essoterico’, del quale conoscevo poco perché la mia formazione sanitaria si limitava al campo della teoria (lasciamo perdere, poi, quella socio-relazionale).
Sebbene non abbia mai negato i valori morali e filosofico-introspettivi che quella maniera di vivere mi ha donato, ho deciso di allontanarmi da quel 98% di persone con cui mio padre e mia madre continuano ancora oggi a discutere, relazionarsi, meditare e confrontarsi, non perché neghi che sia una maniera valida di approcciarsi alla realtà, ma per il forte rischio che io perdessi il controllo nei riguardi di molti degli alcuni appartenenti a quella che con il passare del tempo mi appariva sempre più come una corrente di esaltati dalla frattura volontaria (?) con la realtà.
Cosa ci incastra questo con l’omeopatia?
La solitudine.
La stessa solitudine umana che lega differenti persone sotto la stessa bandiera o simbolo politico, che ho percepito durante i tanti anni di congressi, tavolette ouija, discussioni, sedute spiritiche, l’ho ritrovata nelle persone disperate che si affidano all’omeopatia, alle cure staminali, ad unguenti miracolosi, a cristalli o a santoni.
Non disprezzo loro, anche se a volte mi sale la strage dentro, ma tutti quelli che hanno un ruolo istituzionale e che per debolezza e desiderio di mediatica condiscendenza sdoganano metodologie medievali, lasciando intravedere false speranze e creando quel vuoto su cui io ed Iceageiscoming abbiamo lungamente discusso.
Non voglio togliere il cazzo di Aconitum Napellus a chi si cura con l’omeopatia, ma nemmeno che mi si accusi di essere al soldo delle lobby del farmaco (LOL) o che queste metodi, privi in maniera evidente della minima base logica di farmacocinetica e farmacodinamica (anche senza avere una laurea), possano diventare una pratica comune, accettata forzosamente dalla comunità scientifica dietro un ricatto morale politico.
Torno ai miei bicchieri d’acqua.