“Non dire mai alle persone come fare le cose. Dì loro cosa fare e ti sorprenderanno con la loro ingegnosità.”
George Patton
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“Non dire mai alle persone come fare le cose. Dì loro cosa fare e ti sorprenderanno con la loro ingegnosità.”
George Patton
Idealista? Certo. Lidealismo è un tratto tipicamente americano, integrato dalle idee della scuola filosofica del pragmatismo, il cui concetto chiave era che ogni esperienza doveva essere sperimentale. Credo proprio che le figure di spicco del pragmatismo - Charles Saunders Peirce, Willham James, John Dewey -si sarebbero trovate a casa al Media Lab. Ma questi stessi eminenti personaggi non accettarono l'identificazione tra "pragmatico'' e "pratico": questi notabili burberi e permeati di pratica concretezza che furono alla base dei valori del paese alla fine del XIX secolo .e all'inizio del XX, disdegnavano l'ambiguità e la contraddizione ed esaltavano l’efficienza.
Richard Sennett - Costruire e abitare
La notte chiama sogni, i sogni chiamano pensieri, e i pensieri chiamano isole.
Paolo Rumiz - Il ciclope
In poche ore il mare può prendere quasi tutti i colori dell'iride: verde, blu, bianco, argento come uno specchio ustorio, giallo e rosa al tramonto, rosso, nero, a conferma che ci sarà pure un motivo che attribuisce ai mari del mondo le tonalità più diverse. Mar Giallo, Mar Bianco, Mar Rosso, Mar Nero. Per non parlare del fatto che gli Egizi chiamavano il Mediterraneo "il Molto Verde" per via del colore delle acque limacciose nel Nilo aperte a venta-glio per miglia e miglia al largo del Grande Delta.
Paolo Rumiz - Il ciclope
Cose che capitano nella solitudine di un'isola. Pensieri nuovi. Voci che ti dicono che il peggio non è tanto essere sull'orlo del disastro, ma il non accorgersi di esserci. Qualsiasi animale sente l'approssimarsi del pericolo. Noi non più. Siamo così narcotizzati e distanti dalla natura da non sentire che cemento e discariche, camorra e veleni ci assediano. Viaggiamo tranquilli in mezzo a penitenziari di animali pazzi e pieni di àntibiotici, gabbie di reclusi pigolanti dove non fa mai notte, e non vediamo Nacht und Nebel che avanzano, a passi smisurati, come Gog e Magog. Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare. Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremmo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese, non lo noteremmo. Siamo pieni di paure, certo, ma paure di cose senza significato, e le paure a vuoto si chiamano paranoie. Manca il timore vero, quello supremo. L'orrore di noi stess!, incapaci di sentire il grido della natura che boccheggia e dice: ''Basta''.
Paolo Rumiz - il ciclope
Una scienza incapace di spaventare è una scienza inutile.
Paolo Rumiz - il ciclope
Ti spedisco una lunga lettera perché non ho il tempo di scriverne una breve.
Blaise Pascal
A camera makes everyone a tourist in other people’s reality and eventually in one’s own
Susan Sontag
Contrariamente al concetto romantico secondo il quale ognuno di noi aderisce per natura all'idea più consona di bellezza, sembra che invece le nostre facoltà visive ed emotive abbiano bisogno di una costante guida esterna che le aiuti a decidere che cosa notare e che cosa apprezzare. «Cultura» è il termine che abbiamo assegnato alla forza che ci assiste nell'identificare su quale delle nostre molteplici sensazioni dobbiamo concentrarci e a quale attribuire valore.
Alain De Botton
«Un artista non può camminare dietro il suo pubblico, un artista deve camminare davanti.»
Lucio Battisti
La politica è la grande generalizzatrice e la letteratura è la grande particolareggiatrice, e non tanto esse sono fra loro in relazione inversa, ma hanno addirittura un rapporto antagonistico. Per la politica la letteratura è decadente, molle, irrilevante, fastidiosa, ostinata, noiosa, una cosa che non ha senso, e che non dovrebbe neanche esistere. Perché? Perché la letteratura è l’impulso ad entrare nel particolare. Come puoi essere un artista e rinunciare alle sfumature? Ma come puoi essere un politico e permettere le sfumature? Come artista le sfumature sono il tuo dovere. Il tuo dovere è non semplificare. Anche se tu dovessi scegliere di scrivere nel modo più semplice, alla Hemingway, resta il dovere di dare la sfumatura, spiegare la complicazione, suggerire la contraddizione. Non cancellare la contraddizione, non negare la contraddizione, ma vedere dove, all’interno della contraddizione, si colloca lo straziato essere umano. Tener conto del caos, farlo entrare. Devi farlo entrare. Altrimenti produci propaganda […]. Il militante introduce una fede, una grande idea che cambierà il mondo, mentre l’artista introduce un prodotto per il quale al mondo non c’è posto". Ed ancora: "lo scrittore non si deve limitare a osservare e descrivere, ma deve partecipare alla lotta. […] Loro ci credevano a questo. Cazzate. Propaganda. Philip Roth - Ho sposato un comunista
Poiché dunque il Greco non aveva smarrito la natura dell’umanità poteva anche ... non avere un così impellente bisogno di oggetti nei quali ritrovarla.
Nello stesso modo in cui la natura iniziò a scomparire dalla vita umana in quanto esperienza e soggetto ... , così noi la vediamo risorgere come idea e oggetto. Quella nazione che si era spinta più lontano nella perdita della naturalezza e nella riflessione su una simile perdita, per prima doveva essere fortemente colpita dal fenomeno dell'ingenuo ... Questa nazione fu, per quanto mi risulta, la Francia.
Friedrich Schiller - Sulla poesia ingenua e sentimentale (1796)
Il suo commento porta la nostra attenzione all'idea che gli edifici non sono solamente oggetti visivi senza legami con concetti che possiamo analizzare e quindi valutare. Gli edifici parlano, e parlano di argomenti che si possono comprendere facilmente. Parlano di democrazia e aristocrazia, di disponibilità e arroganza, di accoglienza e minaccia, di partecipazione al futuro e nostalgia per il passato.
Qualsiasi oggetto di design trasmette un’idea degli atteggiamenti psicologici e morali che rappresenta. Per esempio, possiamo individuare due diverse concezioni di appagamento in un semplice servizio da tè scandinavo da una parte e nelle porcellane di Sèvres dall'altra: un invito a coltivare un'aggraziata sensibilità democratica nel primo caso, un atteggiamento cerimonioso e classista nel secondo. Essenzialmente, i prodotti del design e dell'architettura ci parlano del genere di vita più adatto a svolgersi intorno a essi o al loro interno. Ci rivelano quali stati d'animo cercano di suscitare e mantenere nei loro abitanti. Mentre in modo meccanico ci tengono al caldo e ci aiutano, allo stesso tempo ci sollecitano a essere un certo tipo di persone. Ci parlano di visioni di felicità.
Dire che un edificio è bello, quindi, rivela più di una pura e semplice passione estetica; imphca un’attrazione verso il particolare stile di vita che l’edificio incoraggia attraverso il tetto, le maniglie, le finestre, le scale, gli arredi. Se percepiamo la bellezza è segno che ci siamo imbattuti in una traduzione pratica di certe nostre idee sulla vita.
[...] Il concetto degli edifici che parlano ci aiuta a porre al centro dei nostri dubbi architettonici il problema dei valori in base ai quali vogliamo vivere la vita, e non solo quello dell'aspetto estetico delle cose.
Alain De Botton - Architettura e felicità
Ludwig Wittgenstein comprese la portata della sfida. « Voi pensate che la filosofia sia difficile » osservò l'autore del Tractatus Logico-Philosophicus «ma vi assicuro che non è nulla in confronto alla difficoltà di essere un buon architetto».
Dotata di un potere che è sovente tanto inaffidabile quanto inesprimibile, l'architettura faticherà sempre ad aggiudicarsi le risorse altrimenti destinate a necessità più impellenti. È difficile perorare la causa delle spese per la ricostruzione di una strada che è, sì, squallida ma fa il suo dovere. È imbarazzante dover difendere, di fronte a bisogni più concreti, i benefici che deriverebbero dal raddrizzamento di un lampione storto o dalla sostituzione di una finestra che stona con il resto. La bella architettura non presenta i vantaggi indiscutibili di un vaccino o di una ciotola di riso e per questo motivo non acquisterà mai rilevanza politica e non diventerà mai una priorità, perché anche se potessimo rimodellare tutte le opere dell'edilizia umana, con sforzi e sacrifici costanti, fino a emulare piazza San Marco, anche se potessimo trascorrere il resto della nostra vita nella Villa Rotonda del Palladio o nella Glass House di Philip J ohnson, continueremmo comunque a essere spesso di cattivo umore.
«Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo».
Gianni Rodari
Questi posti che nessuno conosce e dove nessuno va, posti mai menzionati che fanno il mondo quello che è.
Andrzej Stasiuk, On the Road to Babadag