Un ragazzo di 15 anni ha deciso di dire addio al mondo nel silenzio della sua stanza.
Una ragazza di 15 anni ha salutato il papà con la scusa di un gelato con gli amici: si è lanciata nel vuoto.
L’ha trovata la sua mamma.
Una ragazza di 12 anni ha salutato la vita da una finestra mentre era a scuola e non ha più aperto gli occhi.
Una ragazza di 19 anni ha chiuso la porta della sua camera e ha messo fine al suo sentirsi “non abbastanza”.
Un ragazzo di 15 anni ha fatto sapere che “avrebbe tolto il disturbo” ed ora è in coma.
Sono giovani, adolescenti.
Grovigli di storie, paure, parole non dette, pagine scritte e poi nascoste, vergogne taciute e mai risolte.
Sono vittime del BULLISMO.
Cresciuti in famiglie che li hanno educati al bene.
A comportarsi correttamente.
A credere in un sorriso, in una parola gentile.
A rispettare gli adulti e i coetanei.
Lì fuori, invece, e a scuola, hanno trovato l’inferno in chi avrebbe dovuto essere come loro.
Il male è diventato insopportabile, come il silenzio.
Perché quando muori dentro non fai rumore.
Perché i sorrisi diventano maschere che soffocano.
Perché tutti ti guardano, ma nessuno vede realmente le ferite che sanguinano nelle tue paure.
Perché chi offende non viene punito.
Fa un male atroce essere derisi, minacciati, esclusi.
Ma so anche che avete il dovere di reagire.
Di gridare il vostro dolore.
Di pretendere aiuto da adulti che devono proteggervi.
Di denunciare in ogni modo e con ogni mezzo possibile.
Avete una vita intera da vivere: è lì, davanti a voi.
Le vostre cadute e le vostre vittorie.
Con chi vi ama oltre ogni limite.
Non permettete a nessuno di entrare nei vostri pensieri con l’arroganza di scrivere la parola “fine”.
E noi adulti, svegliamoci.
Smettiamola di essere pattumiere di odio e di indifferenza.
Educhiamo le nuove generazioni alla correttezza.
Insegniamo la forza racchiusa in un abbraccio.
Denunciamo ogni forma di violenza
e combattiamola senza timore.
Non possiamo più voltarci dall’altra parte.
Non possiamo più fare finta di niente.
Io non voglio essere complice di una mattanza di anime indifese che hanno il diritto di sbocciare senza soffrire.
Come madre, m’impegno ad essere il cambiamento che voglio nel mondo.
Perché nessun adolescente merita di morire nella disperazione di un’offesa.
Perché nessun genitore merita di dire addio ai propri figli nel legno di una bara.