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Me the next morning: *reads fanfiction all day*
I simply love him
Loki, The god of being polite
Because we all know he is a sweet heart
Capitolo 4
Sif si diresse a passo spedito verso il villaggio degli gnomi. Ringraziando gli dei quella missione gli permetteva di cambiare aria senza che la sua sembrasse una fuga. Anche se nel suo cuore non poteva fare a meno di sentirsi in fuga. In fuga dai suoi sentimenti e in fuga da tutto ciò che la notte precedente aveva comportato. Era scappata da quella stanza e si era diretta subito nelle sue camere per raccogliere le cose di cui avrebbe avuto bisogno per il viaggio, prima di cavalcare fino al Bifrost. Non aveva avuto il coraggio di guardare negli occhi Heimdall, e lui aveva avuto il tatto di non chiedere e non parlare. Lo ringraziò mentalmente una decina di volte.
Era atterrata in una radura a un giorno di cammino dal villaggio. La sua missione era relativamente semplice. Dei mercenari al comando di chissà chi avevano fatto la loro base per commerci illeciti nel tranquillo pianeta. Gli gnomi era indifesi e assolutamente incapaci di usare la violenza, ed erano completamente alla loro mercé. Avrebbe dovuto individuarli, sconfiggerli e mandarli nelle segrete. Un gioco da ragazzi.
Ed era stata davvero una passeggiata. Quei mercenari avevano il livello celebrale di un tappeto, ed erano rimasti talmente scioccati nel vedere una donna con la spada da non rendersi conto nel frattempo che erano già legati e imprigionati.
Gli gnomi erano stati estremamente gentili e ospitali con lei, come era da loro abitudine. La fecero sentire così a suo agio che per un po' i suoi problemi sfumarono in una debole nausea alla bocca dello stomaco. Decise che forse rimanere un altro po' con loro, giusto nel caso in cui si fossero presentati altri soldati a reclamare i propri compagni, non avrebbe preoccupato nessuno. E l'avrebbe tenuta lontana da casa ancora per un po'. Aveva bisogno come in ogni battaglia di valutare le proprie risorse e pensare a un contrattacco. Avrebbe mandato ad Asgard i prigionieri e lei sarebbe rimasta. Anche perché quella mattina si sentiva così male che non sarebbe riuscita a fare un viaggio nel Bifrost neanche volendo. Si alzò in preda alla nausea, brividi e capogiri. Cercò di barcollare verso la bacinella per sciacquarsi la faccia dal sudore freddo che aveva iniziato a gocciolare dalla fronte. Aspettò qualche minuto seduta per terra, respirando profondamente, cercando di ritornare in sé.
Un bussare leggero la fece alzare.
"Lady Sif?"
"Sì, entra Mihlka."
La piccola ragazza dalle orecchie a punta e il viso gentile entrò.
Notò subito il suo colorito pallido e le si avvicinò preoccupata.
"Lady Sif, state bene? Avete un aspetto terribile."
Lei cercò di fare un sorriso, che assomigliò però ad una smorfia storta.
"Sto bene, Mihlka, sta tranquilla, solo un piccolo capogiro. Nulla di grave. Oggi finalmente vi libererete da quella feccia, devo personalmente fare in modo che vengano accolti ad Asgard con tutti gli onori del caso."
La giovane gnoma sorrise ma non poté fare a meno di nascondere uno sguardo grave e preoccupato.
"Grazie mille ancora, Lady Sif, siete la nostra salvatrice e ve ne saremo per sempre grati. Ma se non vi sentite bene possiamo rimandare a domani la partenza."
"No assolutamente, sto bene. E poi ormai ho avvisato Heimdall che aprirà il Bifrost nel luogo indicato. Non c'è motivo di rimandare."
"Come desiderate." Fece una leggera riverenza e uscì dalla stanza.
Sif si era vestita, con notevoli sforzi, ed era riuscita a darsi una parvenza di normalità. Aveva raccolto la banda di predoni che era ammanettata e si era diretta con un piccolo squadrone di gnomi al luogo in cui si sarebbe aperto il Bifrost. Doveva solo resistere ancora qualche minuto e poi sarebbe potuta tornare nella sua stanza e sdraiarsi. Il tempo però le parve eterno. Si sentiva scottare e al tempo stesso morire di freddo. Sentiva il labbro superiore coperto di sudore. Aveva il respiro affannoso e cercava con tutta se stessa di non vomitare lì davanti a tutti. Sentiva le gambe cedere e la testa le girava come se fosse stata una giostra. Fu il tempo di vedere il raggio arcobaleno portare via i prigionieri che si accasciò per terra e tutto divenne nero.
"Lady Sif, riuscite a sentirmi? Lady Sif?"
Sif aprì a fatica gli occhi. Era distesa in un letto che non era il suo. C'era Milhka accanto a lei che le teneva la mano e altre donne che la guardavano con occhi sgranati mentre prendevano e spostavano unguenti per fare finta di lasciarle un po' di privacy.
"Dove sono?" biascicò con voce roca.
"Siete nella casa di guarigione. Vi abbiamo portato qui dopo che siete svenuta."
"Cosa...cosa è successo?"
Cercò di alzarsi e mettersi seduta ma questo si rivelò essere più difficile del previsto.
"State calma e rilassata, è tutto sotto controllo. Starete bene."
Sif si sentiva ancora frastornata.
"Siete stata svenuta per tre giorni. Avevate la febbre estremamente alta ma non siamo riusciti a capire da cosa fosse causata. Forse a causa della vostra diversa natura i nostri medicamenti non hanno avuto l'effetto sperato. Abbiamo però trovato un rimedio che è riuscito ad abbassare la temperatura."
"Grazie mille Milhka. Una volta che sarò tornata ad Asgard gli Aesir sapranno meglio come affrontare questa strana malattia. Avete fatto del vostro meglio e ve ne sono grata. Avete la mia riconoscenza."
La ragazza abbassò gli occhi e si fece rossa.
"C'è qualcos'altro che vuoi dirmi Milhka?"
"Io..."
Una gnoma anziana, che Sif riconobbe come la guaritrice del villaggio si avvicinò a lei, spostando delicatamente Milhka.
"Mia cara...Credo che nelle vostre condizioni per adesso dovreste evitare i viaggi pericolosi, come quello del Bifrost."
"Ma io mi sento bene adesso. L'avete detto voi, la temperatura si è abbassata, arriverò subito nelle camere di guarigione, non mi succederà niente."
La guaritrice si sedette al suo fianco nel letto.
"Mia Lady, siete a conoscenza delle vostre condizioni?"
Sif era confusa.
"Mi avete detto che ho una forte febbre di cui non riuscite a trovare la causa."
La vecchia la guardò con in filo di sorpresa e preoccupazione.
"Intendo la vostra condizione...non della malattia. Mia cara, voi state...state aspettando un bambino."
Capitolo 3
Sif si svegliò con una piacevole sensazione di calore al proprio fianco. Fu un attimo prima di rendersi conto del braccio che possessivamente le cingeva i fianchi per posarsi leggermente sul suo stomaco, e un attimo per trattenere un singulto quando il fiume dei ricordi della notte precedente la invadesse. Girò appena il viso per incontrarne uno che non aveva mai più pensato di vedere. Loki dormiva profondamente. Nel sonno i suoi lineamenti erano rilassati e poteva quasi rivedere in lui il ragazzo che aveva amato da giovane, prima della rabbia, prima dell'inganno.
Come aveva potuto essere così cieca? Come aveva fatto a non accorgersi che dietro il suo re si nascondeva il Dio Imbroglione? Un profondo senso di vergogna si impossessò di lei, tanto che avrebbe voluto prendersi a schiaffi, scappare e non tornare più. E se Heimdall avesse visto tutto? Voleva scomparire. Era caduta nel suo inganno, lei, che si era sempre fatta forte della sua perspicacia, del suo buon senso, che già tanti anni prima aveva capito il suo trucco ed era riuscita ad evitarsi la vergogna. E invece adesso lui l'aveva presa nel suo momento di debolezza, aveva sfruttato i suoi penosi ricordi e sicuramente aveva utilizzato qualche maleficio. Sì, di sicuro doveva essere andata così, no? Il pensiero del contrario la faceva fremere di rabbia e ribrezzo verso se stessa. Stupida, stupida Sif! Non aveva già imparato sulla sua pelle quanto i sentimenti sbagliati fossero nocivi? Su quanto potesse fare male credere a una persona e poi essere tradita? E invece ci era cascata. Coscientemente. Lo aveva voluto. E adesso sarebbe diventata solo una delle sue tante conquiste, un premio in un più da sbattere in faccia a Thor. E nonostante il ribrezzo e la vergogna, l'odio per lui era nulla in confronto a quello per sé stessa. Perché quel braccio sul fianco e il suo respiro sul collo continuavano a metterle i brividi addosso e avrebbe voluto essere in un'altra vita, in circostanze diverse e stare con lui così per tutta la vita.
Ecco, la sua mente divagava di nuovo. Era una guerriera, che aveva giurato di proteggere il suo re. E non lo aveva fatto. E adesso non avrebbe potuto affrontarlo. Non dopo quello che gli aveva dato. Tutta sé stessa, in una maniera che non aveva mai fatto con nessuno. A un certo punto della notte avrebbe giurato di averlo visto talmente perdere il controllo che la sua pelle era diventata bluastra e i suoi occhi rossi. Era stata una svergognata. Non aveva mai avuto un rapporto così intenso, così coinvolgente. Con l'unica persona al mondo per cui avrebbe dato tutto. Per l'unica persona al mondo che l'aveva umiliata e ferita in modo permanente. Trattenne le lacrime. Si meritava tutto, per essere stata così stupida. Con una lentezza esasperante alzò il braccio che la circondava e si liberò dall'abbraccio. In silenzio scese dal letto dalle lenzuola di seta verdi e raccattò i suoi vestiti tra i petali di rosa e le candele. Cercò di non soffermarsi su quei dettagli. Non doveva dargli peso. Si rivestì in fretta e furia, doveva lasciare quella stanza prima che qualcuno la vedesse. Era appena l'alba. Se era fortunata avrebbe potuto andarsene durante il cambio della guardia e nessuno avrebbe mai saputo della sua follia.
Prima di uscire dalla pesante porta si fermò un attimo a guardare Loki che dormiva ancora.
'Sif non sarà mai una vera donna, è solo una ragazzina che gioca a fare il guerriero. Una vulvetta lamentosa che crede a tutto quello che gli dico non merita certo il mio cuore.'
Uscì dalla pesante porta, con una lacrima che impertinente iniziò a scivolarle lentamente sulla guancia. Era tempo di andarsene il più lontano possibile.
I alone know
Capitolo 2
Non perché avesse addosso i panni di Odino quelle serate di baldoria lo annoiavano di meno. Vedere nobili, giovani fanciulle in cerca di marito, guerrieri e soldati mangiare e bere fino ad essere totalmente fuori controllo era assolutamente fuori dalla sua personale idea di divertimento. Trasformarsi in serpente e pugnalare Thor, quello sì che era stato divertente. O scrivere il testo teatrale intitolato "Le gesta eroiche di Loki", anche quello era stato divertente. Ma no, le uniche cose positive di quelle serate erano semplicemente mettere alla prova le sue capacità di mantenere la concentrazione nell'impersonare suo padre. E forse, ma solo forse, la possibilità di poter osservare liberamente Sif senza dover far finta di distogliere lo sguardo ogni momento era un ottimo incentivo.
La guardò, seduta nel tavolo insieme ai Tre Guerrieri e a Tyr, capo delle guardie, un essere spregevole per cui non nutriva alcuna simpatia. Come ad esempio per il fatto che continuasse a mettere le mani dove non avrebbe dovuto, su un corpo su cui non avrebbe dovuto nemmeno soffermarsi. Ma Sif per fortuna non era una di quelle svenevoli fanciulle, e lo schiaffo ben assestato provocò l'ilarità generale.
"Padre degli dei, posso rivolgerti una parola?"
Una voce maschile distolse la sua attenzione dal tavolo accanto. Uno dei suoi generali, Drottir, voleva esprimergli la sua preoccupazione per la mancanza, ancora, di un erede. Se Thor non avesse preso moglie, c'era la seria possibilità che il trono potesse rimanere senza una discendenza. Loki cercò di mantenere la sua facciata neutrale anche se un miliardo di battute maliziose su suo fratello e la sua "discendenza" avrebbero potuto uscire con facilità dalla sua bocca, mentre ringraziava il generale dicendogli che non appena suo figlio fosse ritornato avrebbe affrontato con lui la questione.
Aveva appena finito di parlare quando il tonfo di un tavolo ribaltato per terra e il mugolio di Tyr avevano fatto ammutolire l'intera sala.
"Non ti permettere di parlare così, mai più Tyr, o il naso rotto sarà ben poca cosa rispetto a quello che ti farò e di certo non sarà il Vahlalla ad accoglierti."
La voce di Sif era mortalmente seria e le sue minacce risuonarono estremamente spaventose mentre con uno spintone si allontanò dalla sala senza guardarsi un secondo indietro. Loki ebbe appena il tempo di intravederle gli occhi lucidi.
"Per Hel, che cosa è successo? Non tollero che ai miei banchetti si verifichino situazioni del genere!"
Sbattè Gungnir per terra e tutti gli invitati si dispersero.
"Hogun, tu rimani. Voglio sapere che cosa è successo per turbare così tanto Lady Sif."
Il guerriero più saggio dei Tre si inchinò.
"Padre degli dei, non credo che..."
"Hogun, voglio sapere immediatamente cosa è successo." ripeté perentorio.
"Sì vostra maestà. Sapete bene che con l'alcol la lingua di Tyr diventa particolarmente sciolta e priva di alcun ritegno. Questa volta ha esagerato."
"Ha fatto qualcosa di sconveniente a Lady Sif?"
"No mio Signore...non proprio."
"E allora cosa ha fatto?" Loki iniziava ad essere sempre più impaziente.
"Ha infangato la memoria di vostro figlio, Lori."
Una scossa elettrica lo percorse per tutta la spina dorsale.
Sif cerca di frenare l'impulso di mettersi a correre per i corridoi e chiudersi nella sua camera a piangere come fosse una ragazzina. Cerca di frenare le lacrime che stanno bruciando da morire nei suoi occhi. Come le è saltato in mente di fare quella scenata davanti a tutti? Davanti ad Odino? Forse anche lei ha bevuto un po' troppo. Ma forse non abbastanza per ricacciare indietro l'orda dei ricordi che tiene nascosti in fondo al cuore. Quelli che quando vengono a galla le fanno sanguinare l'anima.
Ma non si pente di quello che ha fatto.
Avevano visto Drottir avvicinare il Padre degli Dei. Tyr, che era ormai ubriaco fradicio e stava diventando davvero fastidioso nonostante lo schiaffo di prima, le si era avvicinato di nuovo con fare cospiratore.
"Il vecchio generale è ossessionato dalla linea di successione, sicuramente starà convincendo PadreTutto a fare qualcosa per convincere Thor a sposarsi e scodellare qualche erede. E tu Sif che ne pensi?" Si era avvicinato ancora, tanto da riuscire a sentire il suo alito che sapeva di vino.
"Ti andrebbe di aiutarmi nel preservare la mia discendenza?"
Lo sguardo ammiccante e le maniere volgari le fecero rivoltare lo stomaco.
"Piuttosto preferisco fare voto di castità eterna che infangarmi con te, Tyr."
I suoi occhi divennero improvvisamente lucidi e cattivi.
"Certo mia cara Lady Sif, ovviamente io non sono uno dei principi, sono soltanto un generale. Sono ben a conoscenza delle tue strane preferenze sotto questo punto di vista. E dimmi quel traditore, figlio bastardo di un gigante di ghiaccio era davvero la "Lingua d'argento" di cui si raccontava in giro, oppure la sua vera natura era un ostacolo a letto? Sai, tutto quel ghiaccio... Sono sicuro che per assicurarti i favori del re e della regina devi essere stata prodiga di favori nei loro confronti. Persino con quel lurido verme..." e fu qui che lo schiocco del suo naso rotto e il tavolo ribaltato avevano fatto fermare la serata. Aveva agito senza nemmeno pensare.
E adesso mentre si lasciava andare di una delle panche dei giardini della regina, il flusso di ricordi le inondarono la mente, aiutati da una bottiglia che aveva rubato dalle cucine.
I primi baci rubati, quell'essere complici nelle battaglie, gli sguardi che si scambiavano di nascosto senza che nessuno se ne accorgesse. Erano giovani, inesperti, alle prime armi, ma la dolcezza dei suoi baci, delle sue carezze, del suo tocco... Non le aveva mai più provate nella sua vita con nessun altro.
Era stata una giornata di caccia particolarmente concitata, perciò nessuno si era accorto della loro mancanza. Erano sgattaiolati nelle stalle ed avevano iniziato a baciarsi. Ma poi le cose si erano fatte più calde. Le loro armature e gran parte dei loro abiti erano ormai ai loro piedi, e lei era seminuda schiacciata contro il muro tra le sue braccia ad assaporare ogni suo bacio. Non erano mai arrivati così vicino a farlo.
Poi ad un certo punto lui si era fermato.
"Che c'è?"
"No, non voglio farlo qui."
Le aveva preso le mani.
"Non voglio che la tua prima volta sia in una lurida stalla. Tu sei una dea," le aveva baciato una mano "una regina," le aveva baciato l'altra mano "meriti un letto enorme con lenzuola di seta, meriti candele profumate e fiori dovunque, meriti molto di più." Le aveva baciato la fronte ed erano rimasti così, fronte contro fronte. Lei era commossa da una simile dichiarazione. Lo baciò lentamente sulle labbra.
"La proposta mi sembra davvero allettante...quando?" Un sorriso malizioso le si dipinse sulle belle labbra.
"Presto." Lui sorrise sincero. Fu l'ultima volta che lo guardò con quei occhi adoranti.
Un fruscio alle sue spalle la riportò di colpo alla realtà. La bottiglia era ormai vuota e la sua testa era molto più leggera, forse un po' troppo. Odino si presentò alle sue spalle riportandola all'ordine. Si inchinò portandosi la mano al cuore.
"Sire, chiedo perdono per il mio comportamento inaccettabile di prima. Chiedo venia, non ero in me."
Odino le fece cenno di rialzarsi e le si avvicinò.
"Ragazza mia, cosa sono queste lacrime?" Con un mano le prese il viso e le asciugò una lacrima che era sfuggita.
Sif rimase congelata a quel tocco. Un tocco dolorosamente familiare.
"Si-sire io...mi manca. Mi manca vostro figlio." Un impeto di sincerità e dolore la fece parlare.
"Thor?"
"No sire..." negò con la testa per l'assurdità della domanda. La voce le uscì incrinata. "Loki."
Un lampo di luce verde e chi le apparve davanti fu un uomo morto da mesi sulle colline di Svartálfaheimr.
"Sono qui, Sif."
Probabilmente stava sognando. Sicuramente si era addormentata su quella panca del giardino. Non sarebbe stata la prima volta che le succedeva di sognare il Dio Imbroglione dalla sua morte. Ma non vuole svegliarsi. È cosi piacevole credere che sia ancora lì con lei. Che sia vero. Che la mano che ora le accarezza il viso sia sua.
Loki non credeva che avrebbe mai avuto la possibilità di baciarla di nuovo. Ma questa volta non si ferma lì. Non vuole, non può. Con un gesto della sua mano si spostano, la porta nella sua camera, accende le candele e fa apparire fiori dovunque. Proprio come avrebbe dovuto essere. La fa adagiare tra le lenzuola di seta.
La spoglia lentamente, assapora con lo sguardo ogni strato che viene tolto, finché le appare in tutta la sua magnificenza.
E la bacia. Bacia ogni centimetro della sua pelle, perché è la creatura più meravigliosa dei Nove regni e la sua pelle merita di essere adorata, venerata in ogni singola parte, vuole fare sua ogni lentiggine, ogni neo, ogni cicatrice su cui la sua bocca si posa. La venera, la adora, è la SUA dea. Si perde tra i suoi capelli, accarezza le sua labbra, le sue palpebre, la linea morbida del suo collo, del suo seno, della pancia, sempre più giù, sempre più forte finché la sente gemere sotto di sé, e tra i lamenti la sente urlare il suo nome in una voce roca, suadente, che lo porta del tutto fuori di testa, e, oh dei, potrebbe uccidersi se solo glielo chiedesse e lui lo farebbe. Ma quello che gli chiede adesso con voce supplichevole è senz'altro molto più piacevole. Vuole che la faccia sua, in tutto per tutto, e lui non se lo fa ripetere due volte. Entra dentro di lei e nel momento in cui si uniscono e diventano una cosa sola, con lei che urla, chiama il suo nome, lo vuole, in quel momento capisce che è spacciato. Che non ha mai smesso di amarla. Deve essere sua. Per sempre. In tutti i sensi. La ama, la desidera, è pazzo di lei. Non può sfuggirgli più di quanto possa rinnegare la sua vera natura jotun. La può camuffare, ma rimane sempre là, appena sotto la sua pelle. Come lei. L'ha sotto la pelle. Ma non basta. Vuole che sia sua moglie. Vuole che sia sua. Deve essere sua. Deve averla. Vuole che tutti sappiano che appartiene a lui. A costo di perdere tutto. E realizza, quando ormai i gemiti sono finiti, le grida di piacere si sono persi in un sorriso a fior di labbra e lei dorme beatamente tra le sue braccia, e lui continua a fissare il suo volto come se fosse il quadro più bello mai dipinto, che è disposto veramente a lasciare tutto per lei. Tutto, pur di avere ogni notte l'opportunità di guardarla, sfiorarla e baciare quel neo meraviglioso sulla guancia destra.
"Ti amo...e voglio che tu sia la mia sposa."
È un sussurro all'oscurità, lo sa, lei dorme profondamente e non può averlo sentito. Ma averlo detto rende il suono ancora più dolce al suo cuore di ghiaccio.
Marvel Studios Visual Dictionary
We all wanted to see that hug
Oooh yeeeah
I alone know
Una fanfic che sto scrivendo su EFP per tutti gli amanti della Sifki che non si arrendono al triste destino che ci hanno propinato (ma a cui non crederò mai)
"Se fossi veramente qui potrei anche abbracciarti".
Loki prese al volo il tappo.
"Sono qui".
Thor gli si avvicinò e in due falcate fu su di lui buttandogli le braccia al collo.
Loki rimase fermo immobile per alcuni istanti, troppo sorpreso per muoversi. Lentamente appoggiò le braccia sulla sua schiena, quasi non ricordandosi come si facesse ad abbracciare quell'enorme essere che era suo fratello.
"Nostra madre aveva ragione, come sempre, su tutto. C'è sempre stato qualcosa di buono in te. Sarebbe davvero fiera in questo momento nel vederci".
"Lo credi sul serio?"
Thor si allontanò battendogli una mano sulla spalla mentre sorrideva.
"Certo che sì."
Loki stese le labbra in un sorriso sghembo guardando per terra.
"Grazie...fratello."
"E a proposito di cose su cui nostra madre aveva ragione...dov'è Lady Sif?"
Lo vide irrigidirsi di botto e non poté fare a meno di continuare a sogghignare mentre vedeva letteralmente il suo viso cercare di recuperare un'espressione indifferente e una posa rilassata.
"Non capisco cosa c'entri questo con nostra madre, ad ogni modo non ne ho idea, probabilmente è morta su Asgard nell'attacco di Hela".
Thor provò una fitta al cuore nel riportare alla mente il triste destino dei suoi tre più vecchi amici e della sua amata città. Ma non volle soffermarsi su quei pensieri deprimenti, specie adesso che poteva stuzzicare suo fratello su un argomento così succulento.
"A dispetto del tuo titolo non sei tenuto a raccontare ancora menzogne... so benissimo che Sif non era su Asgard. Non l'avresti mai lasciata morire."
"Ah sì? E di grazia perché non avrei dovuto?"
Thor rise profondamente.
"Loki, Loki, caro fratellino, dopo 900 anni pensi che nessuno si sia mai accorto del tuo amore per lei?"
Non aveva mai visto suo fratello arrossire, il che significava per lui un rosa tenue sulle sue guance solitamente pallide.
"Non...l'ho mai amata. Era semplicemente una mera attrazione fisica." Lo guardò fisso negli occhi sperando di convincerlo.
Thor gli mise una mano sulla spalla facendolo sedere con lui.
"Sai, in uno degli ultimi incontri che ho avuto con nostra madre abbiamo parlato di te e Sif. Aveva la speranza che un giorno saresti cambiato per amore di lei, che magari vi sareste sposati e gli avreste dato dei nipotini. Madre ne era profondamente convinta. Io non lo credevo possibile, ma sai bene quanto me che lei aveva il dono di guardare dentro le persone arrivando a profondità inimmaginabili. Sono sicuro che per dire una cosa del genere sapesse bene cosa c'era nel tuo cuore....e nel cuore di Sif."
Loki aveva lasciato vagare lo sguardo per la stanza mentre Thor gli parlava del futuro che immaginava sua madre. Ma alla menzione del cuore di Sif ritornò a guardarlo con attenzione.
"Sif mi odia."
Abbassò lo sguardo per un istante.
"Comunque è al sicuro. Era andata su Sherpallinahim per risolvere una questione urgente e personale al riparo da occhi indiscreti ed è ancora lì. Ma non credo che voglia più vedermi. Quindi sì, Thor, so dov'è Sif. Hai altre domande nel tuo interrogatorio o posso andarmene?" Si alzò di scatto, il suo tono ora era diventato carico di rabbia e dolore.
Thor non se l'aspettava, voleva solo stuzzicarlo un po' e capire se finalmente nel periodo in cui Loki aveva "governato" ad Asgard era successo qualcosa. Voleva ancorarsi a qualsiasi cosa che promettesse un futuro, e Loki e Sif erano al momento la questione irrisolta da secoli che voleva portare a compimento per amore di sua madre. Avrebbe desiderato tanto che quel suo figlio così chiuso con i sentimenti si aprisse all'unica donna che sapeva conoscere il suo valore.
"Loki...scusami, non so cos'è successo fra voi, ti prego perdonami non volevo ferirti."
Loki chiuse gli occhi e respirò profondamente. Quando li riaprì aveva ripreso il suo contegno.
"Non è successo nulla di serio. Era ubriaca. Non credo che avesse nemmeno concezione di quello che stava succedendo. Mi sono rivelato a lei...Siamo andati a letto insieme. Solo che lei il mattino dopo ha capito che non avrebbe mai potuto stare con un imbroglione che faceva finta di essere un re ed è scappata, raccogliendo i suoi vestiti in fretta e furia, senza nemmeno dire una parola, lasciandomi da solo a letto, nella convinzione che dormissi. Come vedi non è successo niente." Fece un gesto con le mani per dare più enfasi alla parola 'niente'.
Thor aveva cercato di non far trasparire emozioni dal suo volto ma purtroppo non era bravo come suo fratello.
"Mi dispiace...non avete avuto modo di chiarire?" Loki si portò le mani ai capelli.
"Cosa c'era da chiarire Thor? O sante Norne, continui a rimanere tardo di comprendonio. No. Non abbiamo più parlato dopo quella notte perché lo stesso giorno è partita. Da allora è rimasta a Sherpallinahim e non ho più avuto sue notizie anche perché subito dopo sei arrivato tu e la storia la conosci."
Thor si alzò e lo raggiunse.
"Sarò anche duro di comprendonio fratello, ma conosco benissimo Sif e so per certo che anche da ubriaca non si sarebbe mai concessa a nessuno se non l'avesse voluto davvero. Credimi Fandral ed io ci abbiamo provato un infinità di volte..."
Allo sguardo assassino di suo fratello si corresse.
"...da ragazzi ovviamente. Ma Sif è una donna dal quale puoi prendere solo quello che ti dà senza poter pretendere di più con la forza."
"Lo so benissimo fratello. Secondo te perché in 900 anni non le ho mai detto che l'amo?"
Un secondo più tardi si rese conto del suo errore. Lo aveva ammesso. Aveva ammesso che l'amava.
Thor gli diede un piccolo sorriso di incoraggiamento.
"Credo che il sentimento sia ricambiato, sai? Se ti avesse veramente odiato saresti morto. Comunque dobbiamo andare a recuperare Sif prima di andare sulla terra. Non possiamo lasciarla lì, deve sapere cosa è successo e venire con noi per aiutarci nella nuova colonia di Asgard."
Loki lo interruppe.
"Cosa ti fa credere che sia ricambiato? Come potrebbe lei, Dea della Guerra, valoroso guerriero di Asgard, amare me, il Dio dell'inganno e delle menzogne, un traditore, un bugiardo, il Dio delle malefatte?"
Thor guardò oltre le vetrate verso lo spazio infinito che si disperdeva davanti a loro.
"Tu non l'hai vista quando...sei caduto nel Bifrost. Il cuore è così complicato da capire. Capisci di tenere a una cosa solo quando l'hai persa.Ma so per certo una cosa."
Si girò a guardarlo negli occhi.
"Tu sei molto, molto di più di quello che hai appena detto. Madre lo sapeva. Ed era sicura che Sif lo sapesse. Forse anche lei per un momento aveva perso la speranza, ma...Quando sei caduto dal Bifrost...io e lei abbiamo passato notti intere a piangere sul ponte arcobaleno andato in pezzi... Non credo che una persona indifferente potesse simulare il suo dolore".
Vide Loki sussultare impercettibilmente mentre lo scrutava in profondità per capire se ciò che stava dicendo era la verità.
"Ora siamo di fronte a un nuovo inizio. In tutti sensi. Possiamo essere persone migliori e iniziare un nuovo percorso di vita. Possiamo passare una spugna sopra il passato e costruire un nuovo presente. E soprattutto non dobbiamo perdere la speranza".
Gli mise le mani sulle spalle. Loki lo guardò con più sicurezza di prima.
"Andiamo a prendere Sif."
♕ — When Mama and Papa argue…
Ok first of all I almost bawled hearing Odin’s words about him grieving about his son. What a rare and intimate moment to witness. And my second reaction was WHY THE F*CK DID THEY DELETE THIS SCENE? Frigga is hard*core in here yelling at her husband alright? First he basically says ‘I can do whatever I want because I am king’ and after mom scolded him he’s like ‘even I can’t undo some things (that I have done, I’m sorry alright now stop looking at me like this!)’ and the whole thing ends with Odin pouting in a big fat NO!
They should’ve kept the scene :/ Who’s with me?
Perché l'hanno eliminata?
Tony Stark being a dad to Peter Parker in Spiderman: Homecoming (2017) (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧
Love, so.
NOT COOL
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