Piove
Una volta un tizio disse "otto" e iniziò a piovere tantissimo. Fu la volta che nacque il detto "piove a dir otto". Poco prima disse "sette" ma non successe nulla. Infatti non senti nessunə dire "piove a dir sette".
The Bowery Presents
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

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@riccardobernori
Piove
Una volta un tizio disse "otto" e iniziò a piovere tantissimo. Fu la volta che nacque il detto "piove a dir otto". Poco prima disse "sette" ma non successe nulla. Infatti non senti nessunə dire "piove a dir sette".
La vera storia del lupo della "zuppa di sasso"
Moltə conoscono il racconto illustrato "Una Zuppa di Sasso", di Anaïs Vaugelade, ma pochə conoscono la vera storia del protagonista del racconto, il lupo 🐺 Eccola qui 😮
Da ripetere
Ho partecipato a un corteo che per sbaglio ha imboccato l'ingresso di un grande condominio di quindici piani. Siamo saliti per le scale con striscioni e fumogeni intonando cori molto partecipati per poi scendere a gruppetti di 5 con l'ascensore. Non sono mancati momenti di claustrofobica tensione e di accesa discussione con alcuni condomini - nello specifico con il sig. Marini al sesto piano e con i coniugi Frea al tredicesimo - ma nel complesso è stata un'esperienza interessante per quanto riguarda la sensibilizzazione di chi è solito rimanere nella propria abitazione durante una manifestazione popolare. Da ripetere.
Concorrenza spietata
Ho appena letto una storiella assai curiosa che andrò a riassumervi brevemente. Circa 40 anni fa in un paesino del mantovano aveva sede una piccola società di famiglia la cui attività consisteva nel proporre viaggi organizzati. La famiglia in questione erano i Palmieri, e con la Palmieri Gite - questo il nome della società - si erano costruiti una buonissima reputazione, con una clientela molto soddisfatta dei servizi erogati e che addirittura arrivava da molto lontano per organizzare viaggi verso le destinazioni più diverse. Ad un certo punto però, nel paese scoppiò un piccolo scandalo. Si seppe infatti che, nella stessa piazza dove aveva sede la Palmieri Gite, avrebbe aperto di lì a poco un'altra società di organizzazione viaggi, sempre a gestione familiare. La concorrenza spietata che la nuova attività avrebbe portato agli affari della famiglia Palmieri fu per un mesetto l'argomento principale delle discussioni tra paesani, e la comunità, legata anche affettivamente alle realtà storiche del suo territorio, visse un periodo discretamente turbolento. Tutta la preoccupazione dei suoi abitanti svanì però il giorno stesso dell'inaugurazione della nuova sede, e per la precisione nel momento in cui il telo che copriva l'insegna pubblicitaria della nuova società venne fatto scivolare via da un membro della famiglia. Per la verità sulle prime nessuno disse alcunché, non ci furono commenti e anzi venne fatto partire un timido applauso. Parlavano però gli sguardi degli abitanti, che arrivarono silenziosamente a tranquillizzare anche la famiglia Palmieri, che poté riprendere la propria attività con un certo sollievo. La nuova società a gestione familiare non durò infatti molto. Fecero appena in tempo a organizzare giusto una manciata di gite che furono costretti a chiudere i battenti, senza mai capire a pieno le motivazioni di un simile fallimento. Nel frattempo qualcuno in paese parlava di cattive scelte di ‘marketing’… Fatto sta che la famiglia Menin scomparve presto dalle scene, assieme alla breve esperienza della sua sfortunata società, la Menin Gite.
Attenzione può dare il colpo di grazia al lunedì
C'erano due tizi di fronte alla vetrina di un negozio di magliette. Uno diceva all'altro: "Guarda, quelle sono magliette che hanno uno schermo integrato sul davanti". "Ma quali? Quelle?". "Sì sì, quelle!". "Ma che dici... Sono semplici maglie con una stampa a forma di schermo". "No no fidati, hanno uno schermo a led su cui puoi caricare l'immagine che vuoi attraverso un'app". "Ma no zio! Sono semplici magliette con una stampa, punto". "Ti dico che sono maglie con uno schermo integrato!"... I toni si facevano via via più accesi. Poco distanti, una signora e un bambino si voltarono verso i due. Il bambino domandò alla signora cosa stesse succedendo. La signora allora gli rispose: "Vedi piccolo, quelle si chiamano schermaglie".
È uscito Défaillances!
Che bello raga, con gli amici di 045 Publishing abbiamo pubblicato Défaillances, un libretto di 100 pagine che è una raccolta di alcuni miei scritti, accompagnati da quattro illustrazioni disegnate da Lara Montresor. Se vi facesse piacere acquistarne una copia (costa 8 eurini) potete farlo qui > 045P shop. Sono molto felice :)
Vorrei tenermi pronto
Se qualcuno vi scrivesse un messaggio del tipo: "Stasera minigolf. Ore 21 al solito campo. Se porti un +1 o un +n faccelo sapere. A dopo", voi come vi comportereste? Nessuno me l'ha ancora scritto ma stasera vorrei tenermi pronto a quest'eventualità.
Non è un grosso problema
In autunno è più difficile avvicinarsi di soppiatto alle persone perché le foglie cadute dagli alberi fanno rumore se le pesti. In ogni caso per me non è un grosso problema perché la stagione in cui mi avvicino di soppiatto alle persone è la primavera.
Sempre pronti
In biblioteca siamo sempre pronti a rispondere di sì quando qualcuno ci chiede di tenergli d'occhio le cose finché va in bagno o a bersi un caffè. Ma se ci chiedesse, mentre va al bagno o a bersi un caffè, di prendere tutte le sue cose, rivenderle al miglior offerente e tenerci tutto il ricavato, saremmo così pronti a rispondergli "Ok!"? Cioè, senza esitazioni o rimorsi intendo. Secondo me no.
2 di numero!
Quando uno dice per esempio “riposo due minuti” e il suo amico fa “dai che dobbiamo andare!” e lui risponde “proprio 2 di numero!”... Perché si dice ‘di numero’ ? È perché ci si immagina graficamente la cosa? O forse perché il numero infonde più fiducia rispetto alle lettere? Povere lettere... 1 minuto di silenzio per le lettere.
Mi fa super piacere
Sono molto contento che mi abbiano consegnato il Leone d'Oro alla carriera. Anzi mi fa super piacere. Però ecco, io adesso.. intendo da oggi in poi.. che cazzo faccio?
Boh
Boh raga nel bar in cui sono solito andare c'è il barista che si è fissato coi sinonimi e i contrari. Subito era anche divertente... Mi chiedeva il sinonimo o il contrario di una parola e qualsiasi cosa rispondessi, giusta o sbagliata che fosse, mi serviva il caffè commentando la mia risposta. Adesso invece se sbaglio non mi prepara il caffè! Cioè vi rendete conto? Ah però aspettate... Gli ho appena gridato: "Sono molto contrariato!" e me l'ha piazzato sul bancone. Lungo, come al solito. Boh allora dev'essere passato agli indovinelli. Niente, allarme rientrato, grazie a tutti!
A un bivio
Riccardo e Nicola, due miei amici di lunga data - spaventosamente umile l'uno, spaventosamente umile, perché no, anche l'altro - mi hanno appena chiesto: "Dal momento che a Trieste ci soffia la Bora, nell'isola di Bora Bora ci soffia il Trieste Trieste?". Ecco, io adesso mi trovo a un bivio.
Come fa uno?
Nonò partecipato alleo limpiadi di surf xkè avevo gia’ prenotato 1 lettino al Bagno Bruno a Cesenatico e mi dispiaceva di sdire seno’ sarei a Tokio a surfare.... pero’ le fanno senpre cuando uno e’ in vacanza come fa uno? io oh le vacanze in luglio come facevo??.... prossimo anno provo a prenderle in giugnio boh.....
Due cose così #5
C'era un signore che sosteneva di riuscire a dar vita a due statue di leone poste all'ingresso di un cimitero monumentale. Non potevo credere ai miei occhi quando vidi che con un solo gesto della mano si era procurato una frattura a due falangi del dito mignolo.
Eh oh, mi dispiace...
Un mio amico romano, di professione barbiere, si trasferirà a breve e sposterà la sua attività a Parigi. Ieri sera siamo usciti a bere qualcosa e così mi ha invitato all'inaugurazione del nuovo salone, prevista per il mese prossimo. Purtroppo dopo qualche birretta gli ho fatto una battuta riguardo al nome che dovrebbe dare al salone... Con mio grande rammarico lui l'ha presa molto sul serio e l'ha addirittura definita «una delle tue più grandi trovate»... Lo chiamerà infatti "Quanno cheveux, cheveux!". 😞
Vita di strada
Se, nel mezzo di una qualsiasi domenica mattina, qualche briccone finge di sferrarvi un pugno con l'intento di mettere alla prova i vostri riflessi, voi rimanete immobili. Se costui, magari temporeggiando sopra un caffè, troverà il tempo di insinuare qualcosa riguardo alla vostra - da lui mal dedotta - assenza di riflessi, voi rispondetegli che sapevate benissimo che si sarebbe trattato di una finta, di un gesto artificioso, e che avete ritenuto ragionevole non sprecare inutili forze. Ma se, a questo punto, posata la tazzina, il suddetto briccone riterrà opportuno sferrarvi nientemeno che un vero pugno, voi rimanete immobili. E se di nuovo insisterà nel farvi notare la vostra - questa volta effettiva - assenza di riflessi, voi rispondetegli che non avete mai asserito di voler difendervi da una simile vigliaccata, da una siffatta patetica volgarità da cretino.