Cocò, polletto impertinente

Kiana Khansmith
Xuebing Du

★

Kaledo Art

Discoholic 🪩
h
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
dirt enthusiast
No title available

Origami Around
Alisa U Zemlji Chuda
will byers stan first human second
he wasn't even looking at me and he found me
taylor price
Show & Tell

pixel skylines
No title available
Sade Olutola
Not today Justin
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
seen from United States
seen from Argentina

seen from Singapore

seen from United States

seen from Malaysia
seen from United States

seen from Türkiye
seen from Greece

seen from Hong Kong SAR China

seen from China
seen from Slovenia

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from Germany
seen from Hungary

seen from Türkiye
seen from Malaysia

seen from Russia

seen from France
@ritapinna
Cocò, polletto impertinente
Appoggiata alla parete della terrazza abbraccio le ginocchia. Il tramonto davanti ai miei occhi sembra freddo e distante. Il calore che mi dava tre giorni prima si è dissolto. La musica dentro me è svanita, non torna più. Solitudine, la solitudine che solo Adamo ha sentito nei suoi primi giorni d
Per 7 sebadas: 400 grammi di farina 00 50 grammi di strutto 2 cucchiai di acqua fior d’arancio Un pizzico di sale Acqua quanto basta Ripieno: 250 grammi di dolcesardo (oppure formaggio dolce vaccino molto fresco) La scorza di mezza arancia grattugiata
...La Menzogna disse alla Verità 'Facciamo un bagno insieme, l'acqua del pozzo è molto bella'
La Verità, ancora sospettosa, provò l'acqua e scopri' che era davvero bella. A quel punto si spogliarono e fecero il bagno.
Ma improvvisamente la Menzogna usci' dall'acqua e fuggi', indossando i vestiti della Verità.
La Verità, furiosa, usci' dal pozzo per riprendersi i vestiti.
Ma il mondo, vedendo la Verità nuda, distolse lo sguardo, con rabbia e disprezzo. La povera Verità tornò al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo la sua vergogna.
Da allora, la Menzogna gira per il mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società...Poiché il mondo non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda.
La convinzione è la strada più breve per la morte intellettuale. (Cit. mia)
Piscina Irgas Sud Sardegna
Claudio è un ritardatario cronico, ma ora vorrebbe essere puntuale, è una questione di vita o di morte, ma purtroppo non dipende da lui. La fila al check in era lunga, la folla era un muro che lo schiacciava. Caldo e odore di umanità gli facevano girare la testa. Nonostante la climatizzazion
Borsalino
Lo sferragliare delle rotaie sui binari era ipnotico, Sara era sul punto di assopirsi quando Uno sconosciuto si sedette di fronte a lei. Era poco più grande della sua età, avevo un Borsalino messo di sbieco sul capo. A vederlo le scappò un sorriso divertito, Distolse subito gli occhi, ma lo sconosciuto la vide. Con uno sguardo di rimprovero, si alzò dal sedile e si presentò con un inchino, da bravo gentiluomo. Sara era sorpresa da quel modo di porsi dello sconosciuto, che ora aveva un nome. Andrea, si chiamava. Andrea Migliardi. Sara allungò la mano per ricambiare e si risedette in fretta arrossendo. “Vedo che la mia presenza ti rende allegra.” “Scusa non volevo, ma era un sorriso di ammirazione.” “Certo, e io sono Giovanna d’Arco” Risero insieme. Incominciarono a parlare senza fermarsi fino alla stazione di Milano. A malincuore dovettero lasciarsi ma si scambiarono i numeri di telefono. Sara era euforica, quella amicizia stava diventando più approfondita con il tempo. Alla fine si fidanzarono e andarono a vivere insieme. Andrea era una persona squisita e dolce. La circondava di attenzioni e lei si sentiva amata. Purtroppo Andrea faceva il pendolare e non stavano molto insieme, e dopo due anni, nonostante Sara lavorasse cominciò a sentirne la mancanza e divento triste e depressa anche quando Andrea era in casa. Lui dal canto suo si allontanò ancora di più riducendo la relazione a sporadici incontri notturni. Una notte, Sara affrontò Andrea. Esplose tutto il suo dolore e le sue lacrime, convinta che lui capisse e la abbracciasse per consolarla. Lui impassibile andò verso la cucina lasciandola in lacrime sul letto. Tornò con una tazza da the su un vassoio. Sarà lo guardò perplessa e gli chiese che stava facendo. “Io ti amo, amore mio, non voglio che tu soffra.” Posò il vassoio sullo scrittoio dove c’erano le loro lettere d’amore scritte quando erano lontani. Le sposto con noncuranza guardandole con dolcezza. Le porse la tazza e mentre Sara la prendeva, sempre più confusa, Andrea sollevò la mano destra, aveva il coltello che serviva a Sarà per sfilettare la carne, una lama lunga 15 centimetri affilata come un rasoio. Non fece in tempo neppure a gridare che la lama affondo nel collo tagliandole la giugulare. Con metodo e con calma Andrea recise la testa di Sara e la inguainò in una busta di plastica contenete formalina. Aprì la valigia che portava con se ogni volta che partiva per lavoro e la pose accanto alle altre due teste di donna. Guardò con dolcezza quegli occhi spalancati ormai freddi e senza vita, pensando all'appuntamento che aveva per quella sera con Sonia. Un brivido di piacere lo percorse, si era innamorato anche di lei. E di li a poco si sarebbero fidanzati. Uscì dall'appartamento con un sorriso e il Borsalino messo di traverso.