Chi vuole lavorare per Dagong?
Il sette giugno l’European Securities and Market Authority ha approvato l'iscrizione di Dagong Europe Credit Rating nella lista delle agenzie di rating registrate in Europa, secondo il regolamento comunitario sulle Credit Rating Agencies (No 1060/2009). Tale atto sancisce la nascita della prima agenzia di rating asiatica in Europa. Dagong Global Credit Rating, fondata da Guan Jianzhong (Global Thinker 2012) è tra le più note agenzie non statunitensi ed è conosciuta anche per l’ambizione di occupare un posto al fianco delle più famose Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s. In questa logica s’inquadrano il progetto Universal Credit Rating Group e Dagong Europe, joint venture col fondo d’investimento sino-italiano Mandarin Capital Partners, che i lettori de Lo Spazio Della Politica conoscono attraverso Alberto Forchielli (Global Thinker 2011). Quando si parla di Dagong Global, ricorrente è l’ambizione di creare un nuovo modo di intendere il giudizio di rating, premiando parametri di prospettive d’investimento più orientati sul lungo termine, in rottura con la tradizione occidentale che premia maggiormente il breve e medio termine. Ne parliamo con il General Manager di Dagong Europe, Mauro Alfonso.
In cosa differisce il metodo Dagong sui rating, rispetto ad altre agenzie?
“Sostanzialmente, cambia l’ottica di valutazione del rating. Quello che abbiamo fatto è tradurre la filosofia e l’approccio d’investimento tipico degli investitori cinesi in quelli che sono gli standard occidentali sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista regolamentare. Le differenze specifiche dell’approccio metodologico sono riportate nei criteri d’analisi, pubblicati sul nostro sito e che gli operatori di mercato possono commentare. Come impostazione, la differenza principale riguarda l’ottica d’investimento dell’investitore cinese, più focalizzata sul lungo termine rispetto agli investitori occidentali. Questo ha una serie di implicazioni sul risultato delle analisi.”.
Secondo quanto documentato nello studio della European Chamber of Commerce in China “Chinese Outbound Investment in the European Union”, il flusso di investimenti provenienti dalla Cina e diretti in Europa è aumentato con un ritmo sostenuto fin dal 2000. Una stima, basata su dati non ufficiali, pone Francia, Regno Unito, Germania e Svezia come principali riceventi per valore degli investimenti nel decennio tra il 2000 e il 2011. Tutto questo però, inquadrato in uno scenario globale, assume un ruolo marginale rispetto ad altre aree geografiche.
Che cosa determina il debutto della prima agenzia di rating asiatica in Europa?
“È un’opportunità per entrambe le parti (Europa e Cina, nda), di fatto per gli europei significa avere un’agenzia più vicina alla filosofia d’investimento cinese e che può esprimere giudizi sugli emittenti di debito europei più affidabili per l’investitore cinese rispetto ad altre agenzie, lontane dal loro punto di vista. Questo permette agli europei di avere maggior visibilità e di poter presentare i propri strumenti di debito presso gli investitori cinesi. Dall’altra parte, per gli investitori istituzionali cinesi è possibile avere una maggior diversificazione dei propri investimenti, potendo contare su una valutazione in linea con il proprio punto di vista. Di fatto, quello che noi stiamo facendo è costruire un ponte tra due mercati finanziari, permettendo così uno scambio di capitali e di informazioni.”.
Parlando di Italia, secondo i dati del rapporto ICE “Commercio estero settoriale e investimenti in Cina 2012”, tra il 2009 e il 2012 lo stock di investimenti cinesi in Italia è cresciuto mediamente del 23%. L’Italia, nel 2010, si collocava al nono posto tra i paesi dell’Unione Europea per stock di investimenti cinesi.
Quali implicazioni per l’Italia con la nascita di Dagong Europe?
“Il nostro mandato è coprire l’intero territorio europeo, l’Italia è una parte molto importante di questo contesto geografico, poiché rappresenta un pezzo importante del valore economico europeo. Poi, il fatto che l’azienda abbia deciso di investire fisicamente in Italia, collocando la direzione generale europea a Milano, è una cosa da prendere molto positivamente. Mi piace rilevare che, per portare avanti questa iniziativa, analisti senior provenienti da altre agenzie ci hanno raggiunto da tanti paesi e da diversi continenti. Da Italiano, sono molto orgoglioso che il nostro Paese, con questa iniziativa, possa attrarre figure professionali di grande esperienza.”.











