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anarchists fighting the cops in Brussels on 7 october 2015
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@senzaedonomade
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anarchists fighting the cops in Brussels on 7 october 2015
Oubliez Guetta - passez au Ghetto [prtz - Metropoliz Città Meticcia]
La grande bellezza
#NoTav assalto al cantiere. Tirate giù le reti in più punti con corde e rampini. La polizia risponde con idranti e lacrimogeni. Fino alla vittoria!
Deleuze and Foucault
Corteo dei movimenti di lotta per la casa a Roma! Non c'è una risposta da parte delle istituzioni sull'emergenza abitativa! Noi continuiamo sulla nostra strada, quello che ci siamo presi è solo una minima parte di quello che ci spetta!
Vintage photo from a 1971 Chicano demonstration against police brutality in East Los Angeles.
Two years ago today Clément Méric was murdered by fascists in Paris. NI OUBLI NI PARDON!
Sembrava non essere valsa a nulla l’irruzione dell’Fbi in uno dei più lussuosi hotel di Zurigo né l’arresto di 7 alte cariche della Fifa. Le procedure per l’assemblea elettiva avanzavano senza intoppi. Con la miseria di 73 preferenza alle prime votazioni, il principe giordano Ali Bin Al Hussein ritirava la sua candidatura aprendo la strada alla rielezione del vecchio Joseph Benjamin Blatter. La quinta consecutiva, 17 anni di governo. Roba da monarchia feudale, ma con un giro d’affari da modernissima corporation: 5,7 miliardi di ricavi negli ultimi 4 anni e quasi un miliardo di utili netti.
Poi, l'altroieri , il colpo di scena. Fra le carte dell’inchiesta spunta una mail, che inchioda il numero due di Sepp, il francese Jerome Valcke , ad una mazzetta da 10 milioni di dollari pagata dalla Concacaf ( Confederazione del Nord , Centro America e Caraibi) per l’assegnazione dei mondiali sudafricani. Lo stesso Blatter, secondo un'indiscrezione dell’Abc, risulterebbe indagato. Appena quattro giorni dopo la sua incoronazione, lo svizzero convoca una conferenza stampa ed annuncia dimissioni e nuove elezioni.
A risultare decisiva è la pressione degli sponsor, il che la dice lunga sul come girino le cose in Fifa. “ Se i problemi emersi non saranno affrontati provvederemo a rivedere i nostri finanziamenti” aveva dichiarato la Visa e non è un caso se, a sbafo dello stupore della Russia e del silenzio delle istituzioni nostrane, sia una nota ufficiale della Coca cola a definire l’uscita di scena come positiva per il bene dello sport, del calcio e dei suoi tifosi. Nulla di cui stupirsi. I soldi sono sempre stati il cuore dell’impero Blatter, i suoi più fidati collaboratori, per lo meno da quando, per la prima volta, divenne presidente della Fédération internazionale de Football association.
Giugno 1998 . La lotta ai vertici dell’organismo per la successione del brasiliano Havelange vede confrontarsi il suo delfino Sepp e lo svedese Johansson , presidente Uefa. Quest'ultimo conta dell’appoggio compatto di Europa ed Africa, ma nella stanza dei bottoni più di metà dei delegati africani tradisce le intenzioni di voto ed appoggia, a sorpresa, lo svizzero . Il perché lo racconterà nel 2002, l’allora presidente della federcalcio somala , Farah Weheliye Addo . La notte prima delle elezioni, all’hotel le Meridien di Parigi, c’era la coda. Erano tutti lì per la stessa cosa: vendere il proprio voto, 5.000 dollari subito e 5.000 a giochi fatti , così da festeggiare assieme a Joseph la vittoria. Sarà lo stesso Blatter ad ammettere che dei voti furono comprati, rivendicando, con pacato bipolarismo, la completa estraneità ai fatti. Chi agì per suo conto è ancora da stabilire, ciò che importa è che una nuova era è cominciata!Una nuova era di sponsor, diritti tv, marketing ed una politica di espansione verso le federazioni emergenti non certo mossa da una verve democratica, puttosto dal fatto che in Fifa ogni voto vale 1, così che l’odio di Inghilterra e Germania possa essere compensato dall’interessata amicizia delle Cayman o di Honolulu . Sono queste le direttive di sviluppo che l’impero del calcio segue sotto l’egida dell’ex colonnello ed il primo stupefacente prodotto del nuovo corso sono i mondiali del 2002 in Giappone e Corea . Quelli di Moreno , dei due gol annullati ad Helguera e Morientes . Quelli di una squadra ospitante che approda in semifinale eliminando in serie Portogallo, Italia e Spagna. Un miracolo sportivo, una truffa, un biglietto da visita di tutto rispetto.
Alle elezioni del 2007 , dopo aver mancato la consegna della coppa del mondo all’Italia, il presidente uscente si presenta all’assemblea elettiva con il bilancio più ricco della storia. E’ un plebiscito di voti e non poteva essere altrimenti vista l’assenza di uno sfidante ufficiale. Intanto la Fifa continua a crescere. I ricavi del periodo 2007-2010 toccano i 4.200 milioni, 59% in più rispetto al quadriennio precedente , e con l’inserimento del Montenegro le nazioni partecipanti divengono 208, più dell’Onu. Un'ascesa che risponde alla megalomane ambizione di potere di quello che senza vergogna si propone come un uomo solo al comando. A fugare gli ultimi dubbi a riguardo, ci pensa la quarta tornata elettorale. Quella del 2011.Stavolta uno sfidante c’è . Si chiama Bin Hamman , principe qatariota, ex fedelissimo del presidente svizzero. Ad appoggiarlo c’è pure Jack Warner , lo stesso che oggi confessa di temere per la sua vita , minaccia di svuotare il sacco e rivela di aver concesso il proprio appoggio a Blatter in cambio dei diritti tv Americani per i mondiali ‘98 al modico prezzo di un euro . Sono due dei profili più invischiati negl’affari sporchi dell’impero del calcio eppure rimangono impunti per decenni, sino al momento in cui osano schierarsi contro il re. E’ il 31 Maggio 2011 e siamo all’apice di una campagna elettorale a dir poco accesa. Mancano 24 ore alle elezioni quando dalla federazione delle Bahamas parte un'accusa di corruzione contro Warner ed Hamman. Avrebbero tentato di comprare i voti di alcuni delegati della Concacaf . Sepp istituisce una commissione interna che ne prova sommariamente la colpevolezza. Hamman è costretto a ritirare la candidatura, verrà silurato pochi mesi dopo, mentre Joseph approda al quarto mandato consecutivo. Quello che lo conduce sino alle polemiche dei giorni nostri.
Roba che scotta. Si parla di un giro di mazzette ventennale , con cifre che sfiorano i 150 milioni di dollari. Capi d’imputazione per 42 reati differenti. Tangenti , corruzione , evasione , riciclaggio. Siamo solo al quinto giorno e già ce n’è per tutti. L’organismo è coinvolto ad ogni livello. Ad affermarlo è il procuratore generale Loretta Lynch: “Ciò che è davvero inquietante è che nel corso delle indagini si è rivelato che ogni volta che la FIFA ha rimosso dei funzionari a seguito di indagini interne, questi sono stati sostituiti puntualmente da altri che hanno continuato a fare esattamente allo stesso modo”.Sono questi i presupposti su cui fondare le nuove elezioni che si volgeranno fra il Dicembre ed il Marzo prossimi. Aspettarsi un presidente pulito sarebbe come attendersi un'uscita saggia da Tavecchio. Poco logico. Molto più probabilmente, di pulito, ci sarà solo una facciata, utile a rasserenare il clima e a far ripartire in quarta il business del calcio moderno. Magari per i prossimi 17 anni.
Free Marco! International Days of Action for Marco Camenisch June 20-22
We are calling for international solidarity actions on June 20-22 for Marco Camenisch who has been continuously incarcerated in Italy and Switzerland since 1991. Marco is an unrepentant green-anarchist revolutionary who has a history of political activism dating back to the 1970s. He was first detained in Switzerland in 1980 for sabotaging an electricity pylon and a power station but managed to escape from custody in 1981. After years on the run he was arrested in 1991 in Italy at a security checkpoint. He remained imprisoned in Italy until 2002. He was convicted among other things for militant direct actions against high voltage power lines. After finishing his sentence in Italy he was then extradited to Switzerland to finish the remainder of his original sentence. He was also convicted and sentenced for the murder of a Swiss border guard in 2002. Marco has repeatedly maintained his innocence of this charge. Over the past 24 years Marco has kept his political identity. He corresponds with many people around the world, participates in political initiatives and supports the revolutionary process both inside and outside prison. The authorities who are responsible for the decisions relating to Marco’s imprisonment refuse to relax the conditions of his incarceration. Again and again they refuse any steps that would pave the way for his freedom by saying that he represents an ‘ideology that promotes delinquency.’ This argument is constantly repeated by the Zurich Office of Corrections to the courts whenever a decision is required for his case. In other words they will not release him because he is still a left-wing anarchist. One factor in the debate surrounding Marco is definitely his political identity. The bourgeois state use long term prisoners in struggle like Marco as an example to deter others from political struggle in the same way that they use long term prisoners like Mumia Abu Jamal and Georges Ibrahim Abdallah - they refuse to release them because of their political identities. There is however another factor relating specifically to Marco’s case and that is the increasing role that forensic psychiatry plays in prisons. While the arguments for denying the release of other long term prisoners are clearly political (the case of Georges Ibrahim Abdallah for example), the Office of Corrections is now dressing the political attack against Marco with psychiatric terms. One thing is clear: A political identity is not something that can be negotiated psychiatrically. Being an anarchist is not a psychological problem! In the most recent development in Marco’s case, the High Court of Switzerland ordered the Office of Corrections to assess whether any relaxations of the terms of Marco’s incarceration were possible. A major part of this assessment was a ‘risk-oriented sanctions enforcement report’ (ROS) that was conducted by a team of psychiatrists headed by Frank Urbaniok, further evidence of the huge role psychiatry now plays in prisons. As Marco rejects the psychiatric diagnosis of his political identity the 'experts’ pronounced that it is too much of a risk to ease restrictions of his incarceration or to recommend him for parole. The report states that because Marco still has firmly held political convictions and is still in regular contact with comrades and supporters outside prison that it was too much of a risk to ease his terms of incarceration or to recommend him for release. The report basically states that the only way Marco will be considered for release will be if he made a complete break from his comrades and support network and if he renounces his political ideology and repents for his past activities. Marco’s parole date of 2018 is fast approaching. Until then a review will be conducted each year by the Office of Corrections and it’s psychiatrists to assess his possibility of parole. It is extremely likely that unless Marcos renounces his political identity that he will continue to be denied again and again. We think that is important now more than ever to act in solidarity with Marco! Using diversity of tactics we can combine our struggle on the outside with Marco’s struggle inside! INTERNATIONAL DAYS OF ACTION FOR MARCO CAMENISCH JUNE 20-22, 2015 More info about Marco: HERE (in English and German) Short documentary about Marco HERE (in German, English, French, Greek & Italian) (this is a modified translation of a communique posted on the Swiss Red Aid blog)
Ieri 28 Maggio occupazione di uno stabile da parte dei movimenti di lotta per la casa. Oggi 29 Maggio è arrivato lo sgombero da parte delle forze dell'ordine. Come al solito la giunta risponde alla richiesta di diritti con i manganelli. Non ci fermeremo
Oggi durante il picchetto dei lavoratori Sda, un gruppo di crumiri e fascisti ha messo in atto una vera e propria azione squadrista verso gli scioperanti. Solidali con i lavoratori della logistica in sciopero. Non un passo indietro
È tempo di illuminismo di ritorno. Tutti si sbracciano in difesa del diritto di parola di Matteo Salvini perseguitato, ostacolato, contestato in ogni...