come sono solo

shark vs the universe

Janaina Medeiros
Cosmic Funnies
almost home
Cosimo Galluzzi

#extradirty
Jules of Nature
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
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RMH

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he wasn't even looking at me and he found me
Show & Tell
I'd rather be in outer space 🛸

Product Placement
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Game of Thrones Daily
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Sade Olutola

Love Begins

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@shewasawickedandwildwind
come sono solo
“Parlando di Parigi doveva stare attenta. Liz una volta era andata a Parigi con Robert per un week-end e l'aveva trovata «super». Elisabeth l'aveva ascoltata sorridendo, perché la Parigi che conosceva lei era ben lungi dall'essere «super», ma anche Elisabeth era stata a Parigi una prima volta, e benché fosse sicura che non le sarebbe mai venuto in mente di definirla così, non poteva tuttavia fare a meno di pensare che venticinque anni prima anche per lei Parigi era stata stupenda, quando ancora quella città non aveva il potere di guastare le sue diverse esistenze, come quelle di tante altre persone che conosceva. Ormai per Elisabeth non c'era più un luogo al mondo capace di non farle male, invece questa cara personcina aveva ancora davanti a sé delle città da ammirare e nel suo entusiasmo le avrebbe trovate tutte eccitanti e bellissime.”
— Ingeborg Bachmann, Tre sentieri per il lago
Da Alfabeto apocalittico di Edoardo Sanguineti, disegni di Enrico Baj
(...) Il linguaggio, da solo, è qualcosa di così oscuro. E quando si scrivono poesie o prosa, non ci si “serve” affatto del linguaggio. Forse il giornalismo, penso, si serve del linguaggio, oppure qualcuno che debba far conoscere certi punti di vista. In generale, però, uno scrittore non può “servirsene”. Credo che Nestroy una volta abbia detto: “Ho fatto un prigioniero, che non mi lascia più andare”.
Ingeborg Bachmann
Crediamo di avere l’idea dello strano e dell’estraneo mentre in realtà l’abbiamo solo di ciò che è familiare, non pensiamo la lontananza ma la prossimità che ne è la misura; non solo, ma parliamo dell’impossibilità unicamente grazie alla possibilità che, fornendole un riferimento, l’ha già ironicamente assoggettata. Arriveremo mai a porre una domanda di questo genere: che cos’è l’impossibilità, questo non-potere diverso dalla semplice negazione del potere? Oppure domanderemo: come scoprire l’oscuro?
Maurice Blanchot
La parte più erotica di un corpo non è forse dove l’abito si dischiude? Nella perversione (che è il regime del piacere testuale) non ci sono zone “erogene” (espressione del resto abbastanza fastidiosa); è l’intermittenza, come ha ben detto la psicanalisi, che è erotica: quella della pelle che luccica fra due capi (la maglia e i pantaloni), fra due bordi (la camicia semiaperta, il guanto e la manica); è proprio questo scintillio a sedurre, o anche: la messinscena di un’apparizione-sparizione.
Roland Barthes
Eugenio Montale, da ‘Quaderno di quattro anni’
fr. “St. Paul and All That” by Frank O’Hara
Alejandra Pizarnik, tr. by Yvette Siegert, “Extracting the Stone of Madness”, Extracting the Stone of Madness: Poems 1962 - 1972
rainer maria rilke, letters to a young poet
The Unabridged Journals of Sylvia Plath
Osip Mandelstam, from Voronezh Notebooks
Text ID: But perhaps the heart is only startled / flesh?
if I’ve failed, through artifice or image, in conjure and by light, let me apologize.
I only wanted to chase the end of day
to the hem of night and sit there among the new stars in a body of spun grass until language abandons me
and I turn back, reluctant and confused, to life.
— Gwen Benaway, from day/break
I want to be desired
by what’s forgotten.
for him to remember my hair falling across his face,
the wound caught in my mouth.
how memory ruptures us whole again, in pieces and too late.
— Gwen Benaway, from day/break
Charlotte Brontë — Jane Eyre