Dov'è la mia ragione di vita? L'ho persa. O forse non c'è mai stata, ho sempre aspirato ad averla, ma non l'ho mai avuta
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Dov'è la mia ragione di vita? L'ho persa. O forse non c'è mai stata, ho sempre aspirato ad averla, ma non l'ho mai avuta
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Francia, stop all’ anoressia in passerella. Ecco la proposta di legge: per i trasgressori multe fino a 75mila euro.
La Francia vieta di andare in passerella alle ragazze eccessivamente magre. Le modelle devono far passare l’immagine che bisogna mangiare e non il contrario.
Purtroppo questa “legge” c’è in Francia ma non in tutti i paesi. Gli stati dovrebbero prevenire l’anoressia e la bulimia. Ogni stato dovrebbe fare come la Francia ed educare a mangiare alle modelle non scartarle perché sono troppo grasse.
Al primo banco ci sono le due ragazze anoressiche. Loro non si conoscevano prima della scuola, ma si sono trovate, hanno trovato un loro simile. Si sostengono a vicenda, si spronano a non mangiare, perché sanno che da sole non riusciranno a portare a termine il loro obiettivo: i 38 kg. Al secondo banco c'è la bulimica. Odia il cibo e cerca in tutti i modi di espellerlo dal suo corpo. Odia anche le persone e cerca in tutti i modi di espellere anche loro dalla sua vita. La compagna di banco della bulimica è l'autolesionista. Non è un'esibizionista, altrimenti verrebbe a scuola sempre a maniche corte, per far vedere i tagli. Ma no, lei arriva a scuola in pieno maggio con le felpe, dicendo di aver freddo: lo fa solo per nascondere le sue ferite di guerra. Subito dietro di loro c'è la secchiona della classe. Viene presa in giro a causa della sua voglia di studiare. Ma nessuno si sofferma a pensare perché lo fa: lo fa per aiutare la famiglia, per essere accettata almeno per la sua intelligenza, visto che crede di essere brutta. Al terzo banco della fila centrale c'è la depressa. Anche la sua psicologa ha detto che è un caso perso. Ha perso tutta la voglia di vivere, non conosce il significato di ‘felicità’ perché gli è stata tolta appena nata. Vorrebbe farla finita, ma non trova ancora il coraggio. Ma un giorno il coraggio stesso verrà a a bussare alla sua porta. Lì, in fondo alla classe, nel posto più isolato e meno controllato, ci sono io, che sono l'insieme di tutte le mie compagne di classe: studiosa, bulimica, autolesionista, anoressica e depressa. Ma tutte noi abbiamo una cosa: la speranza. La speranza che in futuro potremo uscire da tutto questo schifo. E potremo finalmente dire di aver superato un periodo oscuro con le nostre sole forze.
lipswithoutsmiles
Chiara sole. Anoressia e bulimia: un'esperienza di vita e di morte
Questo libro parla dei 14 anni di anoressia e bulimia di Chiara Sole.
E’ il desiderio, la necessità di raccontare e spiegare cosa sono queste terribili e mortali malattie, quanto i sintomi siano feroci e quanto ci si senta impotenti e disperati.
Lei ha avuto il coraggio di parlare di cosa gli è accaduto per far capire a tutte le persone che soffrono di anoressia e bulimia che è un brutto disturbo e che bisogna farsi aiutare per uscirne.
Valeria inizia a dimagrire a causa del fidanzato e del papà che se ne va di casa. Passava ore davanti allo specchio “strizzando” le sue gambe, la pancia, le guance..piangeva e si disperava perché aveva voluto togliere quella carne con le forbici pur di farla sparire! Inoltre si fissava sul corpo degli altri, tutti per lei erano sempre e comunque più magri di lei. Prendeva pillole fame-stop, beveroni e lassativi. Era nella fase più orribile dell’ anoressia.
Poco dopo lascia il moroso e comincia a bere. Esce con gente “pericolosa” e quando torna a casa piange e cade sempre in depressione. Dopo poco comincia a soffrire di Binge.
Va a vivere da sola e pensa che potrà mangiare ovunque in casa sua. Ma la cosa non le farà bene infatti poco dopo viene ricoverata in ospedale con un prolasso intestinale.
Tutto quello che è accaduto a Valeria è cominciato quando aveva 12 anni, quindi io mi rivolgo alle ragazze adolescenti d’oggi e le imploro di non ascoltare nessuno quando gli dicono”sei grassa”. Non dovete iniziare a stare male perché vorreste essere come gli altri vorrebbero che foste.
Perché il mio blog?
Il mio blog è nato per scopi universitari, infatti è il mio esame finale di Tecnologie dell'educazione.
Con questo blog vorrei dar voce a due disturbi alimentari ricorrenti nel mondo d'oggi: l'anoressia e la bulimia. Vorrei far capire sopratutto alle ragazze d'oggi le conseguenze di questi disturbi e aiutarle attraverso delle testimonianze che non sono da sole ma ci sono altre persone come loro che possono aiutarle perché hanno già passato questi disturbi.
Questa tematica mi è molto a cuore perché nella mia vita ho incontrato una ragazzina anoressica in ospedale e mi ha colpito tanto il suo essere solitario.
Briciole
È difficile credere all'anoressia mentale. Chi la osserva da fuori non concepisce che il cibo possa diventare un nemico così, all'improvviso, apparentemente senza motivi. Chi la vive non riesce più a capire come le persone possano mangiare senza problemi, senza l'ansia, senza l'angoscia.
La protagonista di questo libro si racconta che si riduce un po' alla volta "in briciole". Si tiene in vita con pillole che anticipano l'alimentazione del futuro oppure alternando mangiate che la fanno star male a digiuni inflessibili. Ma sarà proprio una briciola di emozione, la riscoperta dei sentimenti, a ribaltarla e salvarle la vita.
Briciole: un'anoressica non concede più di tanto cibo al suo corpo. Briciole: un'anoressica non concede più di tanto spazio al mondo esterno. Ma succede che anche una briciola di emozione può ribaltare la vita.
Briciole di Alessandra Arachi
Isabelle Caro
Isabelle Caro è una donna che fin dall’infanzia è stata vittima dell’anoressia a causa della madre. Sua madre le faceva indossare vestiti di una bambina di 4 anni perché rifiutava che Isabelle crescesse. Lei non le permetteva di uscire perché aveva sentito che l'aria fresca faceva crescere i bambini e per questo la teneva chiusa in casa. La prima volta che Isabelle fu ricoverata in ospedale a causa dell’anoressia, dopo esser stata pesata dal medico vide negli occhi della madre uno sguardo di disappunto e così da quel giorno smise di mangiare perché secondo lei per sua madre pesava troppo, e seguendo la strada dell’anoressia voleva renderla felice.
Male di miele
Maledimiele è un film sull’anoressia che racconta la storia di Sara, una ragazza adolescente e della sua discesa nell’inferno dell’anoressia. Questo film racconta la malattia attraverso l’analisi delle difficoltà comunicative degli adolescenti.
Ne emerge un quadro in cui l’anoressia viene presentata (come del resto nella realtà) come un linguaggio comunicativo per esprimere un malessere che non ha parole per essere descritto.
Maledimiele riesce efficacemente a spiegare allo spettatore il dramma dell’anoressia e i vissuti di solitudine e di angoscia che ci stanno dietro. Ed è inoltre un preciso atto di accusa contro la mancanza di comunicazione che impera in molte famiglie.
Ho mangiato troppo. Di nuovo.
Abigail