perché dunque non potremmo noi rendere la nostra esistenza conforme al nostro sogno e vivere per sempre in noi soli?

Love Begins
Cosimo Galluzzi
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he wasn't even looking at me and he found me
we're not kids anymore.

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@smarginarsi
perché dunque non potremmo noi rendere la nostra esistenza conforme al nostro sogno e vivere per sempre in noi soli?
sono certa del fatto che alcune persone che non mi hanno riservato un buon trattamento in passato, un giorno, anche per un solo secondo, si sono soffermate a riflettere su quanto il loro comportamento sia stato ingiusto nei miei confronti.
è un periodo in cui sento di aver trovato un po' di quiete. ho preso le distanze da ciò che mi creava inquietudini ma non sento ancora quella tranquillità che desidero. se rifletto sulle decisioni che ho preso, sui traguardi che ho raggiunto, sui nodi critici che ho sciolto, la ragazza di qualche anno proverebbe emozioni contrastanti ma il sollievo e l'ammirazione per quel che ho concretizzato sarebbero predominanti.
Kerry Egan, On Living
in questo periodo sento di aver perso me stessa e non so come ritrovarmi.
non apprezzo coloro che fanno le vittiime per ogni cosa. come se solo loro avessero impegni gravosi e giornate difficili; come se la loro facoltà fosse la più complessa tra tutte, come se il loro lavoro fosse l'unico ad essere estenuante; che se osi dire che hai il mal di testa, loro hanno l'emicrania da sempre, che se tu sei stanco, loro lo sono il triplo.
non è una gara a chi sta peggio e questa gara la trovo opposta e contraria alla generale tendenza che ci vuole apparentemente performanti e perfetti agli occhi altrui. diamo agli altri il potere di esaminarci in ogni piccolo aspetto e in virtù di questo, cerchiamo di apparire al meglio, ma nella vita di tutti i giorni vince chi ha più problemi. a questo punto mi chiedo: questa voglia di sottolineare che tu stai peggio di me, è una conseguenza della voglia di dimostrarsi impeccabili che porta a un malcontento che si annida in una parte recondita del cuore e sfocia in queste asserzioni passivo-aggressive, oppure è un modo per confermare il fatto di essere effettivamente perfetti, del tipo "è difficili essere me, non puoi capirmi e non potrai mai essere al mio livello"? una debolezza che è simbolo di forza?
quest'anno ho deciso che non proverò a fare amicizia con nessuno. scrivo quest'asserzione estremamente lineare quanto categorica con un certo disincanto e soprattutto con delusione, amarezza. poichè a lungo e molto spesso mi sono soffermata sulla causa che faccia naufragare tutti i miei legami interpersonali, e giunta alla conclusione che in ognuno di questi rapporti vi era sempre qualcuno che mi osservava con occhio critico e di malcelato disprezzo che ha spinto le altre persone coinvolte a distanziarsi da me senza nessun motivo, ho deciso di dire basta. io sono sempre stata in balia di queste figure che furtivamente intaccavano quelle amicizie per cui io davo tutto, che consideravo vere e sincere, alle quali ho richiesto un confronto per non interrompere quella condivisione e quello scambio reciproco che mi stava tanto a cuore (solo a me però). provo pietà per coloro che ricorrono a mezzucci meschini per arrivare ad ottenere qualcosa, denigrando gli altri per innalzare loro stessi ma ancora di più per quelli che si lasciano trascinare. è bastato poco per volgere dalla loro parte queste mie care amiche. tutti i miei gesti non sono mai stati sufficienti, io non sono mai stata abbastanza. ora, ho messo un punto perchè conosco il valore della mia amicizia e di quello che so donare agli altri ma quanto vorrei poter abbracciare qualcuno sentendoci simili nelle nostre differenze, preservando e curando ciò che abbiamo costruito insieme.
buongiorno e non giorno perchè la ragazza che ha causato l'allontanamento definitivo tra me e la mia migliore amica e la mia migliore amica non sono più amiche. ho fatto un gioco di parole terribile nella frase precedente a questa ma penso che possa esprimere bene la mia soddisfazione. suona meschino, lo so, perchè ho deciso io di distanziarmi e non dovrebbe importarmi minimamente ma sono soddisfatta perchè il tempo ha fatto il suo corso. inoltre, essendo persone mature, non si mettono più like ai post su ig da ben 2 mesi e postano entrambe frecciatine su tik tok tra cui: non è necessario sentire entrambe le campane quando finisce un'amicizia, basta vedere chi si fa nuovi amici e chi torna da quelli di cui sparlava prima.
eh si amo, prima ti divertivi a parlare male di me con la tua amichetta peperina ma ora? guess what? è lei ora a parlare male di te
quando lo guardo nella mia testa parte 'music to watch boys to'
ho deciso di interrompere la mia amicizia con quella che ho sempre reputato la mia migliore amica. nella realtà fattuale, questa relazione non è mai stata degna di essere chiamata amicizia perchè sempre caratterizzata da parte sua da invidie, gelosie, falsità e scarsità di considerazione. per più di 10 anni, ho sempre scelto di sopportare e subire passivamente ma, un giorno, inaspettatamente, ho preso la decisione di andare avanti e stipare in un angolo del mio cuore il tempo, le energie, l'affetto, le attenzioni e quei sentimenti legati all'amicizia che ho provato, investito univocamente e unicamente io. questa scelta è stata presa rapidamente, senza pensarci troppo, ignorando le questioni che mi ponevo da tempo se avessi posto una fine a questa farsa. mi dispiace usare termini quasi dispregiativi ma parlo del 'nostro legame' come parlerei di una commedia o di un film comico-tragico visto al cinema. ho terminato la visione con pazienza e interesse ma ad un certo punto, è necessario giungere al finale e ai titoli di coda. le voglio ancora bene e se in futuro riparleremo e saremo davvero legate, spero che ad unirci siano la serietà e la complicità di un rapporto vero e sincero.
Tillie Olsen, from her short story collection "Tell Me A Riddle," published in 1960
in my life no change was likely, not even as small as a comma
mi sfugge un'affermazione importante: non posso controllare l'immagine e l'idea che hanno gli altri di me.
ho capito che il silenzio, la discrezione, l'allontanarsi da situazioni ed elementi insidiosi siano il miglior modo per stare tranquilla e godermi quei momenti di imperturbabile felicità che altrimenti verrebbero rovinati. non è necessario che quella persona a cui voglio bene nonostante mi ferisca, sia presente in quell'occasione speciale. certamente la vorrei accanto, ma la vorrei solo perchè spero (ancora) che possa essere felice per me pur sapendo che non accadrà. a volte i sentimenti, anche quelli più veri e sinceri, hanno una letalità tale che li rende negativi. forse il sentire troppo profondamente, carica le emozioni di particelle esplosive e niente può fermare la loro forza con le relative conseguenze.
talvolta ho la sensazione che le persone riescano a leggere e a capire il mio pensiero, a prevedere le mie mosse riuscendo a mettermi anche in difficoltà. invece io, per quanto studi gli altri e capisca il loro carattere, non riesco a comprendere i meccanismi delle loro azioni. mi sembra sempre che siano loro ad avere il coltello dalla parte del manico. altrimenti, mi viene da pensare che forse sono io che mi faccio troppi problemi, ponendo gli altri in una posizione di superiorità anche quando non ne godono e che siano abili nell'approfittarne.
Pensando a Natalia Ginzburg che scriveva: "Odio l'estate. Odio il mese d'agosto fino al giorno di ferragosto. Passato il ferragosto, mi sembra di uscire da un incubo. Mi sembra che tutto lentamente migliori per me. Cominciano i temporali d'autunno. Amo l'autunno." e "Io non trovavo il mondo triste, lo trovavo bellissimo, solo che a me per qualche ragione oscura era vietato di celebrarne le radiose giornate, così non potevo che cercare e amare l’autunno, l’inverno, il crepuscolo, la pioggia e la notte."