Donna
Si sistema il vestito
e il rossetto sbiadito
quella prostituta,
che quasi è canuta...
come la mia nonnina.

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Donna
Si sistema il vestito
e il rossetto sbiadito
quella prostituta,
che quasi è canuta...
come la mia nonnina.
Autostoppista
"Firenze e Bologna"
scritto su un cartone,
mangia pane e bologna,
all'autostop si pone:
ha fiducia nell'uomo.
Allegrezza
Sul pullman la bambina
ride col fratellino,
quando in giù si china:
fa un capitombolino.
Perché, madre, tu gridi?
Appuntamento
La sveglia suona: voglio
stare a letto. Ci provo,
ma mi blocca uno scoglio:
se tardo non ti trovo.
Corro al bus da te.
Papaveri
Al sol i tuoi capelli
di papavero rosso
spandon i lor semelli,
allora io mi sposso:
ne sono assuefatto.
Ricchezza
Oggi ho visto tre neri,
le mani scure scure,
ma i palmi bianchi, fieri,
sbiadite le unghie dure:
hanno la terra dentro.
Non lo faccio apposta
Quando ti parlo dono
le caramelle a un cane:
pensando gli sian sane,
un uccisore sono.
Involontaria colpa.
AK 47
Non esser un serpente
dal velen di ripicca;
non esser prepotente
che allo sbaglio ammicca:
l'eristica è inumana.
Margherite
Quest'oggi ho incontrato un fioraio:
nel suo negozio un profumo buono,
molti colori là dentro ci sono.
Con il sorriso mi guardava gaio:
Tienile fuori e non segregarle-
margherite: non si può imprigionarle.
Sdraiati su una stella
si vede meglio il mare,
si sente odor di sale;
la nostalgia ne sale:
il primo cioccolato
e il latte succhiato.
Sdraiata sei più bella.
Vieni, torniamo in mare.
Ho fatto un fiocco alle stringhe:
nodo scorsoio
sconosciuto.
Titolo, se ne vuoi uno
Arcobaleno nero
pioggia sul ghiaccio-
viso d'argilla-
tomba di sangue:
violenza.
Le streghe si pettinano
bimbi impauriti-
sorgon dal ghiaccio-
arcobaleno:
speranza.
Quante volte?
Quante volte abbiamo visto la morte?
Troppe:
in viso ai passanti
in mano ai parenti
in cuore ai potenti.
In piedi, sugli attenti
aspetta tutti
e tutti, prima o poi,
Muoiono e camminano...
Perché non togliersi la maschera, a Carnevale?
Non ho niente da dire
.
Due cani
Un cane bianco se ne stava nel suo pezzo di giardino, rotolandosi nell'erba e annusando i fiori. Ogni tanto faceva un giro sui limiti del suo territorio per controllare che nessuno ci fosse entrato o si stesse avvicinando troppo. Quando vedeva un altro animale avvicinarsi gli abbaiava e ringhiava contro.
Un giorno un cane nero, che voleva invitare il cane bianco a giocare insieme, si avvicinò al suo territorio, ma fu cacciato.
Il giorno seguente il cane nero, che aveva bisogno di un compagno, riprovò a invitare il cane bianco, che era tutto intento a fare la guardia al suo territorio. Ma anche stavolta non riuscì neppure a parlare.
Il terzo giorno riprovò a invitarlo. Il cane bianco gli abbaiò contro nuovamente, ma stavolta il cane nero rimase di fronte a lui. Stupito dalla reazione insolita del cane nero, il cane bianco gli chiese che cosa volesse. Ricevuto l'invito, però, lo rifiutò
<<Non posso giocare con te: se esco, non ci sarà più nessuno a fare la guardia, mentre se tu entri... be', non puoi entrare.>> disse, e torno a camminare lungo il suo confine, invisibile ma invalicabile.
"Son tua madre, devi amarmi." È fare la pace con armi.