Ho imparato che gli amori possono arrivare all'improvviso o finire in una notte, che i grandi amici possono diventare perfetti sconosciuti e che, al contrario, uno sconosciuto può diventare un amico inseparabile, che il "mai più" non si avvera mai e che il "per sempre" finisce sempre, che chi vuole una cosa può farla e chi è determinato la ottiene, che chi rischia non perde nulla e chi non rischia non vince, che se si vuole vedere una persona bisogna cercarla subito, domani potrebbe essere troppo tardi, che sentire il dolore è inevitabile, ma soffrire è facoltativo, elsoprattutto ho imparato che non serve a niente negare l'evidenza. Anna// 18 anni //Varese//
Non ho bisogno di essere protetta, curata o salvata. Queste cose riesco a farle da sola. Io ho bisogno di essere amata. Essere amata cosi forte da iniziare ad amarmi anch'io.
Stavo dando ripetizioni non so di cosa a sto ragazzo, non lo guardavo neanche, quando l'ho guardato l'ho riconosciuto, ed era magro, ma un magro scavato, pallido, occhi viola e agitato, era fatto di cocaina e la mia impressione è stata che lo fosse troppo per lui.
Mentre ci siamo guardati lui me l'ha letto nell'espressione che l'avevo capito, mi ha fatto un sorriso sforzato chiudendo gli occhi e dentro la mia testa avevo paura perché l'ho visto sbiancare di più e mi sembrava che la cosa lo agitasse al punto da far si che la botta della coca gli salisse di colpo e lo facesse andare in overdose.
L'ho visto sorridere in modo sforzato chiudendo gli occhi, ho sentito tutto questo, ho aspettato con ansia che riaprisse gli occhi e mi riguardasse per vedere e sentire che era vivo ma non li ho più visti aprirsi.
Mi sono svegliata prima e il non sapere se li abbia riaperti non mi sta facendo più chiudere occhio.
Mia mamma ha scritto una parte di una poesia di Neruda nella valigia del suo compagno (vivono a diversi chilometri di distanza, Lombardia e Marche), ed è troppo tenera questa foto per non condividerla con tutti.
“Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove, t’amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti… Così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.”
E adesso mi ponevo per l’ennesima volta la domanda: ma io l’amo? E per l’ennesima volta non sapevo rispondere, cioè, per meglio dire, nuovamente, per la centesima volta, mi risposi che l’odiavo.
Vorrei tanto lasciarmi andare, dimenticarmi, dormire. Ma non posso, soffoco: l'esistenza mi penetra da tutte le parti, dagli occhi, dal naso, dalla bocca.
Nessuno riesce a comprendere questi miei giorni di chiusura interiore, dove allontano le persone e rispondo con una rabbia incontrollata a qualsiasi domanda.È un periodo in cui quel freddo pungente domina dentro di me, dove ogni sentimento sparisce lasciando solo un vuoto incolmabile.Desidero solamente starmene da sola, allontanarmi da tutti e fuggire via, tant’è che sono disposta a ferire le persone a me care pur di isolarmi nel mio apatico mondo.