“Sto cercando qualcuno di cui fidarmi, qualcuno forte, qualcuno che sia in pace con se stesso, qualcuno migliore di me, qualcuno che conosca il lato peggiore di me e che mi ama ugualmente.”
— Patrick Jane (The Mentalist)
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“Sto cercando qualcuno di cui fidarmi, qualcuno forte, qualcuno che sia in pace con se stesso, qualcuno migliore di me, qualcuno che conosca il lato peggiore di me e che mi ama ugualmente.”
— Patrick Jane (The Mentalist)
Un tempo sarebbe stato facile amarmi.
Ero dolce.
Credevo nelle promesse, nelle parole.
Giustificavo tutto, anche il male che sentivo e non ammettevo. Mi prendevo la colpa, anche se non la capivo. Pur di non perdere chi amavo, sopportavo ogni mancanza, anche quando mancavo io e non sapevo più ritrovarmi.
Abbracciavo senza chiedere nulla in cambio. Ero indifesa. Da proteggere. Da distruggere.
Oggi è difficile amarmi, restarmi accanto. Rispettare i miei spazi, comprendere i miei silenzi, la mia indipendenza, il mio bisogno di vivere e di costruire usando solo le mie forze.
Io che del mio equilibrio cercato, sofferto e trovato ne faccio un vanto da gridare al presente ogni giorno.
Io che credo nell’Amore molto più di ieri. Amore che non ha nulla a che fare con le briciole, con l’arroganza, con l’assenza, con l’infedeltà.
Oggi è difficile amare la donna che sono diventata. Dopo i sogni sfumati, le ali spezzate, le labbra spaccate. Sicura delle mani da stringere che vorrei e degli occhi che non vorrò più incrociare.
È difficile.
Forse è impossibile.
Sicuramente è raro incontrare un’anima che ci ami oltre noi stessi, dove fingiamo di essere forti mentre imploriamo gli abbracci di chi possa amarci sapendoci fragili e imperfetti. Io dell’amore non so molto, forse. Non posso insegnarlo. Ma so che ha a che fare con il rispetto. E con le scelte che non s’impongono, ma si costruiscono. Insieme. Quando si diventa l’unica scelta e mai un’opzione tra tante.
Alla persona che sono stata devo tanto, soprattutto scuse. Alla persona che sono, un promemoria: ricordati delle tue ali, ricordati di te.
Gabriel Garcià Marquéz da “L’amore ai tempi del colera”
"Lucìa, cos'è successo?"
La notte che mi hai detto di amarmi ti ho detto: “Dillo ancora, che non so se so fidarmi”. E a scuola non sapevo comportarmi, avevo sempre da dire più degli altri e, a costo di rimanere sola, avrò sempre l’ultima parola.
Beba, Roberta
Fate l’amore fino a perdere il respiro, con il cuore che vi batte tra i denti. Fate l’amore, unite i corpi e legate le anime, fatele vibrare insieme come corde di una chitarra, fatevi trasportare da questa musica in un infinito vortice di libertà. Non sono volgari i corpi che si amano, volgari sono i pregiudizi dell’invidia, le voci mortali dominate da una morale illogica. Quindi fate l’amore, con l’anima, il corpo, gli occhi, amatevi fin che la carne non si consuma, fin che ha un senso, e anche oltre.
15/07/2020 20:12
@datum22122015-1190km
questo senso di niente
passa se ci sei tu