Che grande sorte possiede il sole,
che specchiandosi nell'immenso mare
scorge soltanto la sua luce
E se potessimo noi fare lo stesso?
Riconoscerci e poi sceglierci ancora,
non per la forma del corpo concesso,
ma per la luce che dentro di noi dimora.
Senza l'inganno della fragile carne,
senza il legame di un gene riflesso,
liberi infine da questo possesso.
Forse la Terra cadrebbe nel buio,
ma un seminatore di catene
ha teso trappole al nostro passaggio,
per incastrare due vite e due pene
E al tempo tardare
La condanna di una fine








