L’amore rende stupidi. Tanto stupidi che quando lo si perde, lo si ricerca.
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@speravomeglio
L’amore rende stupidi. Tanto stupidi che quando lo si perde, lo si ricerca.
La recita della stravaganza è il rifugio di chi ha smarrito il centro.
Un rumore di fondo per convincersi di esistere, mentre l'unica cosa reale resta l'incapacità di reggere il peso del proprio vuoto.
Puoi studiare tutti i manuali del mondo, ma non troverai mai la cura per la tua paura di essere reale. Quella non si impara in aula, si abita nel disordine
Ci sono assenze che fanno un rumore d'inferno. Mi godo il riverbero dei tuoi passi falsi mentre cerchi di camminare in punta di piedi sulle tue stesse macerie
È aprile, l'aria è tiepida e il cielo è sfacciato, ma il vero brivido è vederti costruire una vita così tragicamente normale lontano dalla mia anarchia
Arriva una consapevolezza in cui ti stanchi delle parole difficili.
Non vuoi più spiegare perché sei triste o perché ridi. Non vuoi i sottotitoli.
Ti basta che smetta di farti male la testa.
Ti basta un caffè che non sappia di bruciato e qualcuno che sappia chi diavolo sei senza bisogno di fargli un disegno.
Tutto il resto — le pose, le scene madri, i grandi drammi — è roba per chi ha ancora fiato da sprecare.
Io il fiato me lo tengo per le cose che contano.
Siamo fatti di scontrini sbiaditi e promesse scadute, ma in questo disordine c’è una grazia che la vostra perfezione di plastica non saprà mai tradire
Cercate qualcuno che abbia il talento di bruciare i ponti solo per vedere come illumina il fumo, senza la pretesa infantile di essere salvato dall'incendio
Apprezzo la tua solidarietà , c'è qualcosa di rassicurante in essa. Non metto in dubbio che non debba esserci, anzi, insieme all'empatia sono armi potenti, anche se a doppio taglio. Resta da capire se, al fondo, servano a rialzarsi o solo a ferirsi più profondamente in due.
Buona serata e grazie per questa piacevole chiacchierata.
Lasciamo la risalita a chi ha ancora voglia di fingere che tutto passi. Ferirsi in due, almeno, è un’esperienza onesta
Mi piacerebbe avere un amico come te.
Avere un amico come me è un esercizio di sopravvivenza, non una rassicurazione. Sei sicura di voler rinunciare alla tua pace?
Posso anche distogliere lo sguardo dallo specchio, ma chi mi assicura che nell'antro del fondo ci sia qualcuno disposto a sentire il mio di respiro? C’è un esistenzialismo leopardiano in quello che scrivi e lo accetto: si è collegati dalla causa comune, la caduta, ma si resta troppo ciechi per sentire altro che non sia il proprio schianto.
Nessuno ti assicura niente. Ma nel buio il respiro di un altro è l’unico modo per ricordarsi che siamo ancora fatti di carne, non solo di schianti
Bello pensare a un’assemblea di reduci, ma la verità è meno accogliente: al fondo ci si arriva sempre da soli. Se ci fosse il conforto di un altro sguardo, allora non avremmo toccato davvero il fondo.
Certo che ci arrivi solo. Ma è quando smetti di guardarti allo specchio che inizi a sentire il respiro degli altri
Alle quattro del mattino il silenzio è il suono di tutte le bugie che si sono arrese davanti all'evidenza dell'asfalto
Non chiamate i soccorsi per chi ha scelto il precipizio. C'è un'eleganza feroce nello schiantarsi dove il terreno smette finalmente di mentire
Il fondo non è una sconfitta, è un'assemblea di reduci. Ci si arriva per vedere chi altro ha avuto il coraggio di saltare senza paracadute
Le ferite non sono finestre per la luce. Sono feritoie per contare i nemici mentre ci riconosciamo al buio, senza la pretesa di una guarigione che non ci appartiene
La vostra indipendenza profuma di disinfettante e stanze vuote. Un capolavoro di simmetria che serve solo a confermare che siete soli in un posto pulito