Il tempo non guarisce assolutamente niente, ci insegna solo a sanguinare senza sporcare il divano.
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Il tempo non guarisce assolutamente niente, ci insegna solo a sanguinare senza sporcare il divano.
Ho girato l'angolo e per un secondo l'aria ha avuto il tuo odore. Non è stato bello. È stato come sbattere contro un muro che credevi non esistesse più. Adesso ho male alla spalla e un sapore di polvere in bocca.
@speravomeglio ✔️
E continuo a farmi la solita domanda: "ma è chiedere troppo trovare anche io... Avere anche io...."
E la vita continua a darmi segnali, non poi così subliminali, con quella sua dolcezza, tipo rastrello sdraiato che calpestandone i denti mentre cammino scatta dritto nel muso stile gag dei Simpson, presupponendo, ma non ne sono così sicuro, volesse dirmi: "si che chiedi troppo. E daiii su! Ma non lo vuoi capire!"
Grazie vita, ti voglio bene anche io
Puoi studiare tutti i manuali del mondo, ma non troverai mai la cura per la tua paura di essere reale. Quella non si impara in aula, si abita nel disordine
Aspetti. Aspetti il weekend, aspetti un messaggio, aspetti che passi. La tua vita è una sala d'attesa dove il dottore non arriva mai. E tu continui a leggere riviste vecchie fingendo che ti interessino
Arriva una consapevolezza in cui ti stanchi delle parole difficili.
Non vuoi più spiegare perché sei triste o perché ridi. Non vuoi i sottotitoli.
Ti basta che smetta di farti male la testa.
Ti basta un caffè che non sappia di bruciato e qualcuno che sappia chi diavolo sei senza bisogno di fargli un disegno.
Tutto il resto — le pose, le scene madri, i grandi drammi — è roba per chi ha ancora fiato da sprecare.
Io il fiato me lo tengo per le cose che contano.
C'è stato un momento esatto in cui ti ho perso, non perché te ne sei andata, ma perché ti sei illuminata.
Ti ho guardata inginocchiarti davanti a una verità che a me era preclusa, e in quel bagliore mistico e incomprensibile eri di una bellezza devastante. Troppo perfetta per le mie mani sporche di quotidianità.
Hai toccato qualcosa di superiore, e da allora sei diventata inavvicinabile, come un incendio che puoi solo guardare da dietro un recinto. Non mi ha fatto più male niente, da quella notte. Hai svuotato l'anestesia direttamente nella mia memoria.
Scrollare di notte è come guardare una radiografia. Vedi l'architettura esatta di tutti i loro dolori, mascherata da foto felici. Vedi le microfratture, le crepe. E in ognuna, riconosci la tua stessa identica frattura.