Siamo nel XIII secolo. Non ci è dato sapere ne il giorno ne l’anno. Senesi e Fiorentini si contendevano ormai da decenni la strategica regione compresa tra le rispettive città. Il Chianti. Per porre fine all’estenuante e sanguinosa diatriba, decisero di comune accordo di affidare le sorti dei loro domini ad un pacifico espediente. Pensarono di far partire dalle rispettive mura due cavalieri al canto dl gallo, alla volta della città rivale. Il punto esatto laddove si fossero incontrati avrebbe finalmente sancito il tanto agognato confine. Siena scelse un giovane gallo bianco, che venne rimpinzato con un'alimentazione eccessiva, seppur con le migliori intenzioni, poichè “il gallo pieno canta più forte”. Firenze scelse un vecchio galletto nero al quale davano poco da mangiare. Il giorno della sfida, il gallo nero, reso insonne dai morsi della fame, si mise a cantare ancora prima che facesse giorno, così il cavaliere fiorentino partì molto prima del suo concorrente, il cui gallo era rimasto beato e sazio a “letto con le galline”, fino a tardi. Possiamo solo immaginare la fine che fece il pennuto senese. Di sicuro fu Firenze ad annettersi l’intero territorio del Chianti.
Oggi, questo meraviglioso angolo di Toscana, rappresenta una delle realtà più importanti all’interno del panorama vitivinicolo italiano, sia in termini di quantità (circa 80 milioni di litri ogni anno) che in termini di qualità. Tanta acqua (o vino...) è passata sotto i ponti da quel lontano 1840, quando il Barone Ricasoli divulgò la “ricetta” che stabiliva la composizione del Chianti: un vino rosso piacevole, frizzante e di pronta beva… Il prodotto attuale (ovviamente fermo!) ha raggiunto un notevole livello qualitativo tanto da proiettare il Chianti nell’olimpo delle mete turistiche più gettonate fra gli amanti del buon vino di ogni nazionalità. Protagonista assoluto è il Sangiovese che concorre all’uvaggio per la quasi totalità insieme a percentuali variabili di varietà locali quali il Canaiolo, il Ciliegiolo, il Colorino e il Trebbiano Toscano.
Dal 1987 esiste un consorzio, quello del Chianti Classico appunto, che tutela il prezioso prodotto di questa terra. Memore della leggendaria impresa e in ricordo della lega storica dei tre comuni Gajole, Radda e Castellina, il marchio del consorzio reca, spavaldo, il solerte Gallo Nero.
Il Chianti è un vino che, da sempre, rappresenta perfettamente il rapporto viscerale che lega il contadino alla sua terra. “Il mi nonno ‘un ci si metteva neanche a ‘ttavola senza il fiasco” ci racconta (con gustoso accento toscano) Francesca, export manager dell’azienda Tenuta Lilliano di Castellina, meta della recente trasferta toscana dello staff di StappaVino. Una realtà piccola, dagli antichi profumi, ma sempre al passo coi tempi, in grado di offrire un prodotto genuino, rispettoso della tradizione e allo stesso tempo capace di soddisfare anche il consumatore più esigente, grazie anche all’esperienza e all’impegno profuso dei proprietari, Pietro e Giulio Ruspoli, che ci hanno riservato un raro esempio di ospitalità.
CHIANTI CLASSICO 2009 - 13,5% vol., 10,00 €
Rubino trasparente, profumo di ribes e mora. Sentori erbacei e piacevolmente speziati. In bocca fresco e abbastanza tannico. 86 pt.
CHIANTI CLASSICO RISERVA 2008 – 14,0% vol., 17,00 €
Rubino profondo di bell’aspetto, profumo intenso di frutti di bosco maturi. Sentore speziato, pepe nero e una nota di cuoio. In bocca ancora fresco, morbido e tannino elegante. Ottime aspettative. 88 pt.
ANAGALLIS 2008 – 14,0% vol., 20,00 €
Supertuscan a base di Sangiovese e Merlot, di un color Rubino intenso e con riflessi granati. Profumo complesso e intenso che spazia dai frutti di bosco alla confettura di prugne. Sentori speziati marcati e un bel finale di tabacco. Note di vaniglia. In bocca rotondo e persistente. Tannino di pregevole fattura. 87 pt.
VIN SANTO DEL CHIANTI CLASSICO 2003, 17,5% vol. 13,00 € (500 ml)
Oro antico, profumo caratteristico di miele d’acacia, caramello, albicocca e piacevoli note agrumate. Ben bilanciato, fresco e morbido. Eccellente… 90 pt.
Da segnalare la Grappa di Chianti Classico, morbida e setosa, per un fine pasto da re!
Francesco StappaVino.blog