«Pasolini l'ho incrociato da vivo, davanti a una bisca della Magliana. Non posso essermi sbagliato o averlo confuso con qualcun altro, e non perché fossi un suo fan, semplicemente perché non passava inosservato: vestiva in modo particolare e portava grossi occhiali scuri. Un volto scavato, riconoscibile. Poi ricordo bene la sua auto, un'Alfa Romeo GT2000 grigio metallizzato, perché anch'io avevo una macchina simile, con cerchi in lega e carburatori a trombetta. La mia era tamarra, da borgataro, senza paraurti. La sua era elegante, con interni raffinati. Ero giovane, non ricordo l'anno, ma so che stavo già con Carla, mia moglie, quindi verso la metà degli anni Settanta, nel periodo delle rapine. In quella bisca ci andavo per giocare a biliardo. Avrei preso volentieri quell'auto per montarne i pezzi sulla mia, ma già un ragazzo aveva provato ad aprirla e Franco Conte, il proprietario della bisca, era intervenuto dicendogli di non toccarla, che era un affare suo» da: Maurizio Abbatino, «La verità del Freddo», intervista di Raffaella Fanelli. Chiarelettere Editore, 2018. Fotografia di Dino Pedriali (1975).
















