(...)
Come ti ho detto sin dal primo giorno
quel che sento per te è solo amore
e prima non sapevo che esistesse.

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Come ti ho detto sin dal primo giorno
quel che sento per te è solo amore
e prima non sapevo che esistesse.
Sembri più timida adesso, anche per una leggera carezza, per un semplice abbraccio innamorato. Un tempo bevevi complimenti insieme ai tanti baci. Forse sono io che ti ho annoiato, dopo tanti anni capirei, o forse ti vergogni delle rughe dei passi lenti, dei capelli bianchi, dei tanti cambiamenti intervenuti. Lo so, capisco, sono vecchio anch’io, so su di me che il tempo non perdona. Eppure… le mie dita non vedono le rughe, non sento vere le tue differenze e, lo vogliano o no i tanti anni, impazzisco ancora per le pagliuzze dorate dei tuoi occhi, per la tua calda voce di contralto, per quanto sei bambina ancora oggi. Sei meno bella? Come puoi pensarlo?
(Abner Rossi, Ancora amanti)
Sembri più timida adesso,
anche per una leggera carezza,
per un semplice abbraccio innamorato.
Un tempo bevevi complimenti
insieme ai tanti baci.
Forse sono io che ti ho annoiato,
dopo tanti anni capirei,
o forse ti vergogni delle rughe
dei passi lenti, dei capelli bianchi,
dei tanti cambiamenti intervenuti.
Lo so, capisco, sono vecchio anch’io,
so su di me che il tempo non perdona.
Eppure…
le mie dita non vedono le rughe,
non sento vere le tue differenze
e, lo vogliano o no i tanti anni,
impazzisco ancora
per le pagliuzze dorate dei tuoi occhi,
per la tua calda voce di contralto,
per quanto sei bambina ancora oggi.
Sei meno bella?
Come puoi pensarlo?
Abner Rossi
Non c’è domanda che io ti possa fare se mi rispondi sempre che sei mare.
Del resto il nostro incontro è stato vento, vento che urlava per strettoie e forre.
Mare che invade coste e le sommerge, furia, sudore, corpo a corpo. Non siamo e non saremo mai pace e silenzio, ferma calma, la brezza dolce che accarezza e passa.
Siamo fatti di carne, tu ed io quella carne che uccide e che germoglia.
Di pelle che trema per una carezza, di scuotimenti improvvisi e terremoti.
Siamo fatti di carne tu ed io e di natura che non ha domande.
Abner Rossi, E non saremo mai
(...)
Siamo fatti di carne, tu ed io
quella carne che uccide
e che germoglia.
Di pelle che trema per una carezza,
di scuotimenti improvvisi
e terremoti...
Non siamo e non saremo mai pace e silenzio, ferma calma, la brezza dolce che accarezza e passa. Siamo fatti di carne, tu ed io quella carne che uccide e che germoglia. Di pelle che trema per una carezza, di scuotimenti improvvisi e terremoti. Siamo fatti di carne tu ed io e di natura che non ha domande.
Non siamo e non saremo mai pace e silenzio, ferma calma,la brezza dolce che accarezza e passa.
Siamo fatti di carne, tu ed io quella carne che uccide e che germoglia.
Di pelle che trema per una carezza,di scuotimenti improvvisie terremoti.
Siamo fatti di carne tu ed io e di natura che non ha domande.
Non c’è domanda che io ti possa fare se mi rispondi sempre che sei mare. Del resto il nostro incontro è stato vento, vento che urlava per strettoie e forre. Mare che invade coste e le sommerge, furia, sudore, corpo a corpo. Non siamo e non saremo mai pace e silenzio, ferma calma, la brezza dolce che accarezza e passa. Siamo fatti di carne, tu ed io quella carne che uccide e che germoglia. Di pelle che trema per una carezza, di scuotimenti improvvisi e terremoti. Siamo fatti di carne tu ed io e di natura che non ha domande. (Abner Rossi)