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Vecchia Milano: Dal Naviglio Grande a Corso Europa attraverso le incisioni di Federica Galli
Milano 7 Gennaio – Una Milano da scoprire, da amare, attraverso gli alberi, le atmosfere, le case ferite dai bombardamento, i vicoli sconosciuti, delle incisioni di Federica Galli, grande artista lombarda (1932-2009) Le opere esprimono una lettura artistica della realtà, sensibile e poetica, accurata e rarefatta, proiettata in un immaginario di personale magia.
Di seguito segnaliamo il primo dei due itinerari illustrati dall’artista nelle sue incisioni: dal Naviglio Grande a Corso Europa
La Chiesa Rossa sul Naviglio: Federica Galli ci restituisce una visione della chiesa per come appariva pochi anni prima dell’ennesimo e finalmente definitivo restauro di uno dei luoghi che identificano la Milano tardo gotica. Si tratta della Chiesa Rossa, situata sulle incantevoli sponde del naviglio grande;
Via Scaldasole: appena lasciata la monumentale basilica di Sant’Eustorgio dalla sontuosa architettura arricchita nei secoli, si apre una viuzza che ancora oggi, ma chissà per quanto poco ancora, mostra una Milano del tutto inaspettata;
Le case di ringhiera di Via Molino delle Armi: l’antica cerchia dei navigli, diventata oggi la zona più trafficata del centro di Milano, è in buona parte contornata da vecchi edifici popolari, ora restaurati, della più tipica architettura milanese: le case di ringhiera. La Galli ne propone una delle più note, in via Molino delle Armi, perché sul ciglio della via.
Il Glicine delle Cinque vie: uno dei posti più caratteristici di Milano è senza dubbio il bivio delle cosiddette “cinque vie” da dove, appunto si aprono a ventaglio altrettanti percorsi della città vecchia, un tessuto viario che ricalca quasi fedelmente niente di meno che quello della città romana. Qui un glicine, solido come di consueto, aveva trovato la strada per svilupparsi senza sosta, diventando ciclopico. Oggi non c’e più, è stato abbattuto.
Via Lupetta, le ferite della guerra: i segni dei bombardamenti che hanno colpito Milano nella seconda guerra mondiale, a decenni di distanza, sono ancora evidenti in alcuni edifici che inspiegabilmente, seppur in centro, sono diroccati. E’ il caso del gruppo di edifici di Via Lupetta dove la Galli, nel 2003, denuncia il suo stupore con una vena piena di speranza attraverso la minuziosa descrizione dell’albero che, ignaro delle polemiche cittadine, ha trovato vita e spazio fra i ruderi. Pochi mesi fa l’albero è stato abbattuto;
Sventramenti e nuove architetture a Corso Europa: a partire dagli anni Venti del XX secolo, Milano è investita da una nuova ondata di rinnovamento architettonico e urbanistico, che sacrifica alla modernità alcune parti storiche e non di rado pittoresche del cuore cittadino. Un esempio è quello di Corso Europa, magistralmente rappresentato dalla Galli.