Kyrgyz author Chingiz Aitmatov

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Kyrgyz author Chingiz Aitmatov
“«Non t'hanno insegnato a ricordare il nome dei tuoi sette antenati?» chiese il bambino. «No. A che mi servirebbe? Non li so, e basta. Vivo bene lo stesso». «Nonno dice che se gli uomini non ricorderanno gli avi, si rovineranno». «Chi? Gli uomini?». «Sì». «E perché?». «Nonno dice che allora nessuno si vergognerà di fare del male, perché né i figli, né i figli dei figli si ricorderanno di lui. E nessuno farà niente di buono perché egualmente i figli non verranno a saperlo». «Un bel tipo, tuo nonno! — esclamò il militare sinceramente stupito. — Un nonno interessante. Soltanto, non fa che metterti in capo un mucchio di sciocchezze. E tu hai un capoccione... e certe orecchie che sembrano i nostri radar, al poligono. Tu però non dargli ascolto. Noi marciamo verso il comunismo, voliamo nel cosmo, e lui cosa t'insegna? Dovrebbe venir da noi al corso d'istruzione politica; lì sì che gl'insegneremmo, in un batter d'occhio. Quando sarai grande, e avrai finito le scuole, vientene via, lascia tuo nonno. È un uomo ignorante, senza cultura». «No, io non lascerò mai il nonno ribatté il bambino. — Lui è buono». «Dici così adesso. Poi capirai».“
Čyngiz Ajtmatov, Il battello bianco, a cura di Gigliola Venturi, Pordenone, Edizioni Studio Tesi (collana Il flauto magico, n° 21), 1991; p. 108.
[ 1ª ed. originale sovietica: Белый пароход, 1970 ]