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Oooops in Slovenia Stravince un Partito non Esattamente Allineato ai Desideri Europei
Le categorie sinistra e destra sono decisamente un cattivo modo di leggere la politica di alcuni paesi.
La Slovenia è un paese disastrato dal proprio sistema bancario (parapubblico… a scanso di equivoci) e da una corruzione politica simile a quella italiana. E alle ultime elezioni ha vinto un partito nato pochi mesi fa e simile per certi versi al MoVimento 5 Stelle. quanto meno per le istanze di pulizia nelle istituzioni (ed anche temo per le tendenze marxiste, ma staremo a vedere).
Ora… io non credo che la nuova politica Slovena sarà particolarmente allineata ai desideri della Commissione Europea, specie per quello che riguarda l’autonomia della banca centrale. Comunque è un altro bel caso da studiare.
Il partito di Miro Cerar (SMC), il giurista che in poco meno di un mese è salito alla ribalta della politica slovena, è il grande trionfatore delle elezioni politiche anticipate del paese balcanico.
Secondo i primi exit poll (agenzia Mediana), il partito del docente universitario avrebbe raccolto il 36,9% dei consensi (38 deputati su 90), il risultato migliore conseguito da qualsiasi partito nella storia parlamentare della Slovenia.
Il partito, fondato pochi mesi fa con un programma anti-corruzione, ha probabilmente fatto il pieno dei voti di sinistra, rimasti vaganti dopo la scissione interna a Slovenia positiva, partito principale del governo uscente e rimasto clamorosamente fuori dal parlamento. SMC non ha voluto finora dichiararsi né come partito di sinistra, né di destra: dai punti programmatici, tra cui spunta soprattutto un ripensamento sulle politiche di privatizzazione delle quote statali, è possibile però classificarlo più di centro-sinistra.
Gli exit poll consegnano la Slovenia per i prossimi quattro anni in mano alla sinistra. Un buon successo è stato riscosso anche dal partito dei pensionati Desus, con a capo il ministro degli Esteri uscente, Karl Erjavec, dato al 9,7% (10 deputati).
La grande sorpresa è anche la Sinistra unita, partito vicino alle posizioni di Alexis Tsipras, che ha raccolto il 7,1% (7 deputati). Sinistra unita è il primo partito con posizioni di sinistra radicale dichiarate a superare l’asticella del quorum, da quando il successore del Partito comunista sloveno si è riformato, spostandosi su posizioni più moderate a metà degli anni novanta.
Siederanno infine nel parlamento i deputati dei Socialdemocratici (5,8% e 5 deputati) e l’Alleanza per Alenka Bratusek (ZaAB), col 4,7% e 4 deputati.
Il governo che si andrà a formare sarà con ogni probabilità di centro-sinistra. Il candidato premier in pectore ha già dichiarato di non voler cercare alleanze a destra col Partito democratico sloveno SDS (19,2% e 19 deputati), mentre una coalizione con Nova Slovenija (5,4% e 5 deputati) sembra improbabile. Il programma economico dei due partiti è molto diverso, a partire dalle posizioni sulla privatizzazione delle quote statali (tra i snodi principali della politica economica slovena e monitorata attentamente da Bruxelles).
SDS, il cui leader Janez Jansa sta scontando una pena di reclusione a due anni, ha subito una contrazione molto importante rispetto alle elezioni precedenti (circa l’8% in meno), mentre il Partito popolare sloveno non è riuscito a raggiungere la soglia del 4%.
Tirando le somme, si può concludere che la Slovenia abbia svoltato decisamente a sinistra: i due partiti di centro-destra (SDS e Nova Slovenija) hanno avuto secondo gli exit poll un consenso pari appena al 25%. Il centro-sinistra invece (includendo Miro Cerar) avrebbe raggiunto addirittura il 75% dei consensi.
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