[omissis]per[omissis]a[omissis]marla[omissis]
Fumava per sopperire a certe mancanze nel cervello e (come dicono taluni) nel cuore. Asfaltava col catrame certe strade e non altre, per creare quelle connessioni dirette e vieppiù manifeste: lei mancava. [omissis] Scriveva su dei fogliettini, che poi gettava per terra, o che lanciava fuori. La maggior parte erano dei velati “mi piaci”, per lo più diretti verso una finestra. [omissis] Alle femmine si dice solo il cinquanta per cento della verità: si ricordò delle parole del maestro che, per un [omissis], non gli ricordò che loro, le femmine, mettevano l'altra metà. Una le disse di scrivere, non di parlare, tempo addietro. Così non fece. [omissis] “Voglio sentirti parlare”, scrisse infatti una persona su un fogliettino e lo inviò, alla faccia del libro che stava fantasticando. [omissis] Prese il telefono e chiamò, prima blaterando, senza troppa speranza, poi parlando, senza tanto timore. [omissis] “ciao” “Ciao.” “ciao” “Ciao.” “ciao” “Ciao.” [omissis da brividi, sospirato e distante nello spaziotempo] Chiusero mentre ancora il fumo, come se fosse un segnale, mirava al cuore: lei non mancò, eppure continuava a mancare, inst(anc)abile come certi isotopi di plutonio. C'era ancora tempo per coprire certi spazi che sembravano lunghi o vuoti o fumosi. [omissis (di)sperato e indisponente]






