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falconesss
1929 — Carlo sends one last letter to his family in Sicily, writing about Xaviero's death. He asks them not to write any more
Who are we to each other? Strangers from different worlds? Or maybe we're just random victims of spontaneous impulses? Do you know how hard it is — to pull the trigger? This world is so good the second before it explodes.
ok i know that i'll never finish this bc im a lazy fuck but anyway anna-sculptor brainrot moment
Ritratto di Anna Falcone, avvocata e costituzionalista. Il suo impegno per la democrazia, i fatti storici del 6 gennaio e il parallelo con Giovanna d'Arco.
Estate 1993, Palermo era militarizzata, Polizia, Carabinieri, Guardie di Finanza, Esercito, erano dispiegati nelle strade, nei vicoli, nelle piazze della città ad espletare l’operazione denominata Vespri Siciliani.
Erano previste centinaia di postazioni di guardia fisse, in zone considerate sensibili, con i fucili mitragliatori Fall in pugno, con il colpo in canna e la sicura disinserita; un Fall adoperava munizioni 6,62 NATO, dei confetti che se avessero colpito qualcuno, lo avrebbero squarciato.
Ho fatto servizio all’Ucciardone, al cimitero, presso l’ambasciata americana, in traferta estiva a Piana degli albanesi dove alcuni magistrati oggi famosi avevano una villa in cui passavano le vacanze e sul portone d’ingresso di Anna Falcone, un edificio signorile porticato al piano terra proprio di fronte al porto.
Sono stato il capoposto quasi ovunque, tranne che nel carcere dell’Ucciardone, dove eravamo in tanti ed io ero a capo della ronda esterna che guidava il VM 90, la camionetta a 10 posti tuttora in uso.
Ho avuto a che fare con dei bravi ragazzi diciannovenni, che mi stimavano e mi ascoltavano, e di cui mi potevo fidare, ma anche con alcuni che non appena voltavi l’occhio si appoggiavano sulla garitta, si accendevano la sigaretta, parlavano fra di loro o con i passanti o, addirittura, dormivano.
I più pericolosi, comunque, erano le teste calde, fra cui quelli semplicemente stupidi che non si rendevano conto di ciò che avrebbero potuto fare se solo avessero sfiorato il grilletto in mezzo ai passanti, oppure quelli che avevano già precocemente assorbito la mentalità mafiosa ed erano già o stavano per entrare in qualche cosca criminale: questi non mostravano molto rispetto per le regole e per la mia autorità, per cui ho dovuto più volte ribadirla.
In qualsiasi posto i residenti e gli stessi nostri “protetti” mostravano indifferenza, per loro eravamo come le colonne del porticato o gli stipiti e i battenti del portone d’ingresso, o addirittura del fastidio, perché gente armata intimidiva i loro familiari e i loro amici.
Solo la signora Anna Falcone ci offriva il caffè, soprattutto di sera, quando dovevamo affrontare il turno di notte: “Grazie, Anna per la tua tenacia, per il tuo coraggio e soprattutto per la tua umanità”. Quel caffè era molto di più di una semplice bevanda calda che ci avrebbe tenuti svegli la notte, era affetto, considerazione, calore umano, era come se ci vedesse simili a quei ragazzi della scorta che avevano dato la vita per proteggere suo fratello Giovanni, senza riuscirci.
Buon trapasso.
anna & xaviero before i forget
Aspettando il 4 marzo Da elettore di sinistra guardo con interesse tanto a LeU quanto Potere al Popolo. Non mi sfuggono le differenze tra queste due formazioni che al momento, in parte l'una e in parte l'altra, pongono la loro attenzione su alcuni dei temi dell'agenda politica che più mi stanno a cuore.
Il pezzo che manca alla sinistra unita a metà Nel fine settimana scorso si sono svolte le assemblee provinciali unitarie di Sinistra italiana, Possibile e MdP per definire i delegati (1500) che parteciperanno all'assemblea nazionale del 3 dicembre prossimo, appuntamento che segnerà il via ufficiale della lista unica di sinistra in vista delle elezioni politiche di primavera, con tanto di nome, simbolo, e probabilmente leader (se Pietro Grasso scioglierà la riserva).