A nudo (...)
Sono le 7.30 di un mattino qualunque. Io ho 7 anni e papà mi porta a scuola, come tutti i giorni. La mamma non c’è perché è a casa con mia sorella piccola. Mia sorella ha solo un anno e non può ancora andare a scuola.Papà si volta verso di me e mi guarda. Sembra che voglia dirmi qualcosa, ma non dice nulla. Poi la sua mano lascia il pomello del cambio e si trascina lenta su per il sedile del passeggero finché non trova la mia e la sfiora. Quel contatto mi è estraneo, ma lo afferro con tutte le forze e vorrei che non finisse mai. La mano di papà è gelida e mi chiedo se sia il sangue freddo che gli impedisce di essere buono e gentile. La Regina delle nevi aveva congelato il cuore di Kay attraverso un frammento di ghiaccio che gli si era conficcato in un occhio mentre giocava sulla neve con Gherta, forse anche mio padre aveva subito un destino simile. Forse da piccolo era stato portato in montagna, là nella parte alta dove c’è la neve, si era messo a giocare con un altro bambino e lì era accaduto il disastro. A vederla così mi sento un po’ triste e un po’ speranzosa. Com’è che Gherta libera Kay dal maleficio? Ci sto riflettendo e la stretta di papà si fa più lenta. No.. e invece si, è già finito. Torna al suo posto e chiude il contatto mentre io mi giro a guardare fuori dal finestrino riflettendo ancora un po’ su come i malefici possano rovinare la vita delle persone.












