Aprimi quando...è il 2.01.20

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Aprimi quando...è il 2.01.20
Aprimi la porta, che senza il tuo tocco mi sembra di essere fatta di carta.
Valentina Ardimento.
Lo vuoi un palloncino? 🎈 #igatticonquisterannoilmondo #palloncino #gattobianco #aprimi #catoftheday https://www.instagram.com/p/B6ci4TOiFve/?igshid=xxmwldcxpmei
Dont let me..
[…] Mi lascerai andare ti scriverò un telegramma Con dentro tutte le mie angosce Tutte le paure Ogni singola goccia di sangue perso Sarò tanto freddo che ogni mia parola Dentro ti ghiaccia E ogni tua lacrima che bagnerà quel foglio Bagna pure la mia faccia […] ~LP
Sono fuori dal tuo portone da una vita. A volte mi faccio coraggio e mi accodo a qualche condomino: approfitto e salgo le scale sfiorando la parete. Me la prendo comoda per non avere il fiatone e non sudare. Mi affaccio al pianerottolo e, se la situazione è calma, arrivo davanti alla porta. La guardo, sto ferma. Poso l’orecchio per tentare di capire che succede. Sto lì pietrificata a riflettere. “Non suonerai nemmeno stavolta, torna giù, vai a casa che stai perdendo tempo” mi ripeto. Ma resto ancora, perché la sensazione di paura che mi dà il pensiero che tu possa uscire da quella porta che non so nemmeno di che colore è o che maniglia abbia e trovarmi lì come una sfollata mi fa solleticare la pancia. Al tempo stesso è come se avessi legati alle caviglia dei sacchi di sabbia e dopo la salita di tutti quei piani (chissà quanti sono, però le macchine si vedono abbastanza piccole, se non erro) sono stanchissima e fare quel passo in più, per raggiungere il campanello, mi sembra un’impresa titanica. Prendo il telefono e apro app a caso, le chiudo, scorro tra le foto e cancello quelle brutte, svuoto la chace. Ho voglia di fumare ma non si può, non esci. Cristo non esci e anche oggi ho perso un sacco di ore che avrei potuto usare per fare chissà quante cose e avanzare di qualche casella nella plancia da gioco della mia vita di merda. Ma almeno sei in casa? Cazzo e se non sei in casa come si fa? Incrociarti in ascensore sarebbe troppo. Io che scendo, più che altro. Cazzo faccio? Salgo al piano superiore e sbircio nella tromba delle scale quando rientri per poi sgattaiolare via? Sì ma se non c’è un piano superiore? E poi in questo dannato palazzo ci sarà anche altra gente che transita e potrei sembrare sospetta. Scappo via di corsa facendo un macello con le mie scarpe, quel suono di battaglione nazista. Decisamente femminile. Corro via, per fortuna ha fatto buio così sono meno sgamabile. Torno domani.
...eri sotto casa mia ieri?
Non mi hai aperto
Perché avrei dovuto?
Perchè ti stavo aspettando
-"aprimi che salgo" -"Abbracciami che ti salvo".