“Los siete locos”, de Roberto Arlt en la #LíneaB.
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“Los siete locos”, de Roberto Arlt en la #LíneaB.
2/22/22.
Palindrome date week continues. Arlt are a French band, whose album "ARLT Turnetable" is being released on Objet Disque (Montreuil, France). For a label we're just hearing about, there is a ton of stuff to peruse. Just in the top row of releases I found Fabio Viscogliosi...listen to "Chetty's Lullaby".
Arlt only has "Oh Bagnole" up right now. It reminds me of an amazing cross between Pianosaurus, Irmão Victor and Jean-Pierre Kalfon.
ARLT - La violence est rose
“Ricordo che un giorno andavo in tram; accompagnavo una delle mie padrone. Sul sedile c’erano due ragazzi che stavano chiacchierando. Ha mai osservato, lei, che in certi giorni ci sono delle parole che risuonano nelle orecchie come bombe? come se uno fosse sempre stato sordo e udisse per la prima volta parlare la gente? Bene, uno dei ragazzi diceva: “Una donna intelligente, anche se fosse brutta, se si mettesse su una cattiva strada diverrebbe ricca e, se non si innamorasse di nessuno, potrebbe diventare la regina di una città. Se io avessi una sorella le darei questo consiglio”. Ascoltandolo, rimasi fredda sul sedile. Quelle parole sciolsero di colpo la mia timidezza e quando arrivammo a destinazione mi pareva che non fossero più stati quegli sconoscuti a pronunciare quelle parole bensì io, io, e che non me ne fossi più ricordata fino a quel momento. E per molti giorni mi preoccupò il problema di come diventare una donna che prende una cattiva strada”.
Erdosain sorrise:
“Che meraviglia!”
“Il primo salario che guadagnai lo sprecai in un sacco di libri che parlavano della “cattiva strada”. Mi sbagliai perché erano quasi tutti libri pornografici...stupidi...quella non era la cattiva strada, semmai la cattiva strada del piacere...E, mi vuol credere, nessuna delle mie amiche sapeva insegnarmi, in sostanza, che cosa fosse la cattiva strada.”
“Continui...adesso non mi stupisco più che Ergueta si sia innamorato di lei! Lei è una donna ammirevole!”
I sette pazzi
"El escritor en el bosque de ladrillos: una biografía de Roberto Arlt", de Sylvia Saítta en la #LíneaD
“E mi si vede in faccia che sono un disgraziato?”
“Se in questo momento venisse un dio e mi domandasse:”Vuoi avere la forza di distruggere l’ umanità, io che farei, la distruggerei? La distruggerei? No, non la distruggerei. Perché il fatto di poterlo fare toglierebbe ogni interesse alla faccenda. Inoltre cosa farei mai io solo su questa terra? Starei a guardare come si ossidano le dinamo nelle officine e come vanno cadendo a pezzi gli scheletri che erano a cavallo sopra le caldaie?”
(...)
“Io, in quell’ istante, seppi che dovevo far uccidere Barsut e lui davanti a me, ammucchiando parole inutili su parole, non immaginava neppure che io, con la bocca gonfia, il naso dolorante, trattenevo in me una gioia stupenda, uno sconvogimento simile a quello che si prova quando quello che si è scoperto è fatale come una legge matematica. Forse esiste anche una matematica dello spirito le cui terribili leggi non sono così inviolabili come quelle che presiedono alle combinazioni dei numeri e delle linee. Perché è strano. Quello schiaffo che mi faceva ancora sanguinare le gengive impresse nella mia coscienza come lo stampo di un torchio idraulico le linee definitive di un progetto di morte. Capisce? Un progetto sono tre linee generali, tre ammissibili linee rette, nulla di più.”
(...)
“Accadde una notte in cui erano andati a prendere un vermut. Insieme con l’ apertivo un cameriere aveva portato un piattino di patate in insalata con la mostarda. Barsut aveva conficcato con tale avidità lo stuzzicadenti su un pezzo di patata che aveva rovesciato l’ insalata sul marmo annerito dalllo sfregare delle mani e dalla cenere delle sigarette. Erdosain l’ osservava con irritazione. A questo punto Barsut, con aria di scherno, aveva raccolto l’ insalata, pezzo per pezzo, e giunto all’ ultima patata, con questa aveva raccolto la mostarda sparsa sul marmo, portandosela poi alla bocca con un sorriso ironico.
“Adesso potresti leccare il marmo”, aveva osservato Erdosain, disgustato. Barsut gli aveva diretto uno sguardo strano, quasi per provocarlo. Quindi aveva chinato la testa e con la sua lingua aveva pulito il marmo.
“Sei contento?”
Erdosain era impallidito.
“Sei impazzito?”
“Non mi dire che te la sei presa!”
E subito Barsut si era alzato, parlando di cose futili, ridendo con gentilezza; si era dissolta quella specie di frenesia che lo aveva reso cupo per tutta la serata. Mai più Erdosain si scordò di questa immagine: la testa rapata color bronzo china sul marmo e una lingua attaccatta alla vischiosità della pietra giallastra.”
I sette pazzi (Roberto Arlt)
"Los lanzallamas", de Roberto Arlt en la Línea B
“El que hace daño a los demás, en realidad fabrica monstruos que tarde o temprano lo devorarán a él”.
Roberto Arlt, Los lanzallamas.