Traduzione italiana di jadarnr basata sui volumi inglesi editi da Tokyopop.
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il contributo alla revisione sul testo originale giapponese ✨
Quella notte Venezia era piena di persone in maschera che gozzovigliavano per le strade con centinaia di torce.
La piazza sul mare, che ospitava la Basilica e il Palazzo del Governatore, brillava come se fosse mezzogiorno. Le due lune nel cielo, invece, sembravano completamente oscurate dai fuochi d'artificio che si sprigionavano ovunque.
“... Quei maledetti barbari Terran!”
Astha borbottò seccamente. La brezza marina proveniente dalla laguna trasportava il trambusto della piazza nel vicolo poco illuminato in cui si trovava.
Dai documenti che aveva letto, pensava di aver afferrato il quadro generale del cosiddetto “Carnevale di Venezia”, ma la realtà era ancora più ridicola di quanto avesse immaginato. Come riuscissero a sopportare tutto quel trambusto questi terrestri, che si erano scatenati in una tale baldoria incontrollata per dieci giorni e dieci notti, era al di là della sua comprensione.
“Tra tutti i posti, proprio qui dovevamo incontrarci… e poi, per quanto tempo avrà ancora intenzione di farmi aspettare?” Disse con un tono di voce rassegnato.
A differenza della sua città natale, Tsala, dove il tramonto segnava l'inizio del giorno, qui le giornate finivano a mezzanotte. In alto, la campana dell'enorme torre dell'orologio annunciava l'arrivo di un nuovo giorno.
Tuttavia, non c'era ancora traccia della persona che avrebbe dovuto incontrare.
Impaziente, Astha sollevò il colletto della giacca di pelle e tolse gli occhiali da sole dal viso, scoprendo dei lineamenti piuttosto marcati.
Forse dovrei continuare a inseguirlo da sola? Pensò Astha tra sé e sé.
Dicevano che la persona che stava aspettando era la più abile del gruppo. “Agente speciale” o qualcosa del genere. Poteva anche essere così, ma alla fine si trattava solo di un altro Terrestre stupido e debole. Astha era molto più agile ed inoltre conosceva “lui” meglio di chiunque altro. In questo caso...
“No, non posso, non posso.” Astha scosse la testa, allontanando la dolce tentazione.
Ci erano voluti secoli perché qualcuno di quei fanatici religiosi desse finalmente ascolto alla loro parte. Se se ne fosse andata senza collaborare con loro, avrebbe potuto sprecare un’occasione d’oro.
“Comunque, cerchiamo di catturarlo in fretta in modo da poter lasciare il prima possibile questa gabbia di matti... eh?” Le orecchie di Astha si drizzarono quando sentì delle voci provenire da un canale poco illuminato nelle vicinanze.
A quanto pareva, due giovani di sesso femminile e alcuni di sesso maschile che sembravano gondolieri erano coinvolti in qualche problema. Da quello che aveva analizzato del gergo che gli umani di sesso maschile usavano spesso, sembrava che stessero costringendo le giovani donne a compensare la differenza di prezzo con un rapporto sessuale.
A lei non importava dove i terrestri si incontrassero o si accoppiassero. Ma sarebbe stato un problema se lo avessero fatto nelle vicinanze.
Dovrei ordinare loro di farlo da qualche altra parte... Astha stava seriamente considerando.
"Ehm... mi scuso se vi interrompo mentre siete impegnati, ma..." Una nuova voce arrivò dal fondo del vicolo “Potete ascoltarmi momento, per favore? Ecco volevo sapere se Piazza San Marco è da questa parte…"
Era un giovane alto. Sotto i capelli argentati arruffati, i suoi soliti occhiali rotondi, come il fondo di una bottiglia di latte, riflettevano la luce della luna di febbraio. Era vestito con una veste sacerdotale nera, semplice e di aspetto povero, e con un mantello logoro. L'aspetto tipico di un prete errante.
"Beh, Venezia è davvero una città labirintica, vero? Anche voi siete qui per il festival? È fantastico, non é così? Il carnevale. Beh, in realtà, anch'io..." Continuò il prete.
"Come può vedere, siamo occupati adesso, Padre."
Un uomo enorme e barbuto si fece avanti lentamente tra i gondolieri, con un grosso remo in mano.
“Perché non va a chiedere informazioni a qualcun altro?”
“Ah, ma...” il sacerdote fece una pausa.
“Padre, la prego, ci aiuti!”
Le ragazze corsero verso di lui e il prete indietreggiò, come intimorito. Andarono nascondersi dietro le sue spalle, implorandolo con occhi pieni di lacrime.
“La prego, ci aiuti! Queste persone ci stanno costringendo...”
“Non è vero! È colpa vostra se non pagate!” Gridò uno dei gondolieri.
“Eeeeh...” il prete si ritirò ancora di più.
Dal comportamento spaventato delle ragazze, evidentemente si era reso conto di essersi infilato in qualche affare spinoso. Il prete, con i suoi occhi azzurri, sbatté ripetutamente le palpebre mentre diceva:
“Beh, litigare non va bene. Il Signore ha detto: Porgi l’altra guancia... Uaaah!?”
Il prete fece un passo indietro per schivare il sinistro che lo stava per colpire, accucciandosi come un cagnolino, poi si rialzò barcollando goffamente all'indietro.
“Uff ci é mancato poco! Ma che... che sta succedendo!”
“Zitto! Sparisci subito, fottuto prete! Nessuno vuole ascoltare la tua falsa predica!” Gridò il gondoliere che lo aveva attaccato prima.
“Falsa? Oh Signore, abbi pietà della mancanza di fede dei figli degli uomini... Ce-certo, me ne vado subito. Signore, scappate anche voi... eh?” ordinò il prete, ma si accorse che le ragazze erano già scomparse ── i loro abiti colorati che sventolavano volta mentre correvano verso la piazza.
“Ah, ah... no! È tutto a posto ora! Se ho potuto proteggere la purezza delle fanciulle con il mio sacrificio, non è un piccolo prezzo da pagare? Adesso é tutto risolto. Haha... eh, eh?”
Qualcuno diede una gomitata alle spalle del prete, che stava ancora ridacchiando fra sé e sé. Quando si girò, vide gli innumerevoli sguardi minacciosi dei gondolieri che fissavano la sua faccia da ebete.
“Bene... tutti quanti. Perché non ne parliamo... Ah! Il Signore ha detto di perdonare le offese reciproche...”
“... Uccidetelo!” gridarono i gondolieri.
Al suono del vento si mescolarono grida di rabbia.
“Se... se uccidete un prete, sarete maledetti, sapete? Su, calmatevi, fate un respiro profondo... Qualcuno mi aiuti!” Il sacerdote alzò le mani in disordine e si allontanò il più possibile.
...Non c'è speranza, questo tizio... Astha emise un sospiro e si alzò in piedi.
Se l’avessero lasciato in pace non avrebbe fatto nulla, ma vederlo morire proprio davanti ai suoi occhi sarebbe stato spiacevole - inoltre, Astha cominciava a essere infastidita dall'assenza di questa cosiddetta 'persona speciale' che ci metteva così tanto a farsi vedere.
Iniziò a correre silenziosamente e spiccò un leggero balzo. Con una forza nelle gambe decine di volte superiore a quella dei Terrestri, scalciò le pareti del vicolo a destra e a sinistra per guadagnare altezza e atterrò con grazia davanti agli occhi dei banditi.
“...!?”
Quando uno degli uomini barbuti che si trovava tra i gondolieri si rese conto dell'ombra proiettata su di lui, era già stato colpito da un pugno in testa, che lo aveva fatto cadere faccia a terra. Sebbene il colpo fosse stato abbastanza moderato, avrebbe potuto provocargli una frattura del cranio.
“....Eh?”
In quel momento anche tutti gli altri uomini si immobilizzarono.
Il motivo era che proprio davanti ai loro occhi, illuminata dalla tenue luce lunare, c'era una donna incredibilmente bella.
Era davvero molto alta. Avvolta in un cappotto nero che le scendeva fino alle caviglie, la sua altezza doveva superare facilmente il metro e ottanta. I suoi capelli erano bianchi, tranne una ciocca sulla fronte, del colore del sangue. Il resto era di una tonalità avorio. Tuttavia, la ragazza sotto i suoi brillanti occhi ambrati sembrava ancora giovane, come se fosse appena uscita dall'adolescenza.
“Ah... e chi saresti tu?”
“... Fatevi da parte.”
La bella donna spinse leggermente il prete da parte e si girò per affrontare i banditi. Peccato che il sacerdote cadde urlando nel canale, facendo schizzare l'acqua verso l'alto. Ma lei stava già per spiccare un grande balzo facendo leva sul pavimento di pietra...
Pochi secondi dopo una decina di uomini con mascelle e clavicole rotte erano svenuti nella strada.
“...Ah! Dannati Terran!” Mormorò.
Sentendosi leggermente assetata alla vista del liquido rosso che gocciolava sul selciato di pietra, Astha annusò l’aria intorno a lei. Era sorpresa di vedere un gruppo di umani che attaccavano i loro compagni più deboli. Il fatto che fossero della stessa specie rendeva ancora più evidente il loro carattere malvagio. E avevano pure l’ardire di insultare lei e gli altri Metuselah chiamandoli “vampiri”. Questi Terran non sapevano proprio qual’ era il loro posto.
“Ah, scusate...”
Astha tornò improvvisamente in sé quando sentì una voce flebile provenire dal canale.
“Ehi, se non le dispiace, potrebbe tirarmi su? Non ci riesco proprio da solo...”
Ora che ci penso, c'era anche questo ragazzo qui.
Era già stanca di interagire con questi Terrestri. Ma lasciarlo così a rischiare di morire di freddo sarebbe stato un problema. Astha tese la mano con disinvoltura.
“Ecco qui! Prendila.”
“Ah, grazie mille... A proposito, lei viene dall'Impero giusto? Non sarete per caso l'Ispettore Capo del Nuovo Impero Umano, Tsala Methsaluth, Marchesa di Kiev, Viscontessa di Odessa, Lady Astharoshe Aslan?”
“Ma come....!?"
Il volto di Astha si irrigidì come colpito da un fulmine.
Solo loro dovevano sapere di lei. Come faceva quest'uomo a saperlo!
Aspetta! No, non può essere, non è possibile...
In un istante, una sensazione inquietante le attraversò il cervello facendo rabbrividire il giovane nobile Boiardo dell'Impero.
Loro - la Duchessa di Milano, Caterina Sforza, e la Sezione Speciale della Segreteria di Stato vaticana - Ax, avevano promesso di inviare il loro miglior agente in quell’operazione congiunta. I Terrestri potevano essere stupidi e folli, ma questo era proprio un idiota!
Il prete guardò il volto di Astha, paralizzato dallo stupore e dall’orrore, e sorrise dolcemente.
“Ah, quindi sei davvero tu? Che bello. Pensavo che te ne fossi già andata. Sono Abel Nightroad. Sono stato incaricato dalla Duchessa di Milano di sostenere le sue attività di ricerca a Venezia. Piacere di conoscerti ♥”
...Non potrei lasciare qui questo idiota e tornare nel mio paese? Astha considerò seriamente.















