IO: AT LIBITUM
Apprezzatemi adesso.
Eviterete la coda, anche se non il biglietto.
È vero, l’ansia è nel mio codice genetico,
ma ho molti altri cromosomi su misura.
Sono quella che scende a ritirare la posta in pigiama con noncuranza,
D’altronde, parole di Coco Chanel,
“La moda passa, lo stile resta.”
Sono le telefonate senza fine del
“hai un minuto?”
con le amiche.
Sono il mio disordine nell’armadio,
non i resti dell’esplosione di una granata.
Rido quando qualcuno si arrabbia,
ancor più forte se con me.
Rido quando mi prendono in giro.
Rido quando mi prendo in giro io.
Rido sempre.
Sono caduta tante volte
e, con le ginocchia spellate e brucianti,
mi sono rialzata tante volte più una.
E diciamolo:
mi sporgo parecchio.
Forse perché
la perfezione del volo sta nell’atterraggio.
È lì che si restituisce l’anima all’equilibrio.
Ma se non mi sono schiantata
è perché qualcuno mi ha sempre afferrata.
Già.
Sono anche quella con il paracadute.










