Il segreto è stare in quel momento, senza badare al resto e senza avere idea di dove andrai dopo. Perché se riesci a far funzionare un momento, puoi arrivare dappertutto.
É tutto difficile senza di te.
Mi manchi dentro ogni attimo
will byers stan first human second
Cosmic Funnies
Mike Driver

★
taylor price
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

JVL

izzy's playlists!
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
AnasAbdin
we're not kids anymore.

tannertan36

Love Begins
Xuebing Du

祝日 / Permanent Vacation

#extradirty
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

ellievsbear
$LAYYYTER

Discoholic 🪩
seen from United States
seen from Germany
seen from Italy
seen from Germany

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Canada

seen from Malaysia
seen from Malaysia
seen from United States
seen from United Kingdom

seen from France
seen from Lithuania

seen from Malaysia

seen from Italy
seen from Germany

seen from Japan

seen from T1
seen from United States

seen from Italy
@mieipersempre
Il segreto è stare in quel momento, senza badare al resto e senza avere idea di dove andrai dopo. Perché se riesci a far funzionare un momento, puoi arrivare dappertutto.
É tutto difficile senza di te.
Mi manchi dentro ogni attimo
Frida Kahlo disse a Diego Rivera:
"Non ti chiederò un bacio.
Non ti chiederò di scusarti quando so che hai sbagliato.
Non ti chiederò un abbraccio nei momenti in cui ne ho più bisogno.
Non ti chiederò di dirmi che sono bella, nemmeno per cortesia.
Non ti chiederò un messaggio gentile, né una telefonata per sapere com'è andata la tua giornata.
Non ti chiederò di dirmi che ti manco.
Non ti chiederò nemmeno di ringraziarmi per ciò che faccio per te, o di preoccuparti quando mi vedi giù.
E ovviamente, non ti chiederò di appoggiare le mie scelte, né di ascoltare le mie mille storie.
Non ti chiederò nulla. Nemmeno di restarmi accanto per sempre.
Perché se devo chiedertelo, allora non lo voglio più."
~ Frida Kahlo
È paranoica, insicura, timida, troppo complessa, instabile, incomprensibile, non si sa accontentare di niente, lunatica, capricciosa, vendicativa e incazzata perennemente con il mondo e le persone stupide, superficiali, banali, ignoranti e chiuse mentalmente la irritano. Diventa acida quando fai qualcosa di sbagliato e quando è così non ti dà spiegazioni e si mette maschere improponibili quando non ti sente vicino davvero, però è una che ti sa stare accanto per tutto, è una che le proprie paure non le affronta ma affronta quelle degli altri, è una che ti abbraccia quando meno te lo aspetti e fa cose inaspettate, una orgogliosa di merda che poi ti scrive quando ci perdi le speranze cose bellissime, una che sa come farti piangere, commuovere, farti sentire apprezzata, una che sa farti sentire capita e speciale, una che ti dà ragioni per lottare e sorridere, una che c’è sempre. A volte però decide di non esserci più perché ha terrore, chiude qualunque cosa bella che la fa stare male e si aspetta troppo. Si aspetta che quell’altro le dimostri un sacco di cose, si aspetta di essere rassicurata, di essere rincorsa. Lei dice che perde un sacco di rapporti ma non è vero, perché poi quando è tardi tornano tutti, tornano tutti con cose che avrebbero dovuto fare prima ma lei non c’è più. Non c’è più per troppe persone e non sai mai come muoverti con lei, perché appena fai qualcosa di sbagliato si piazza in testa che bisogna scappare e scappa. È contraddittoria per troppe cose e vuole fare sempre tutto da sola, vuole mostrarsi sempre la più forte ma se ti mostra anche una lacrima vuol dire che con te non ha bisogno di fingere. Non succede quasi mai, e quando si mostra a qualcuno che le fa del male lei comincia a trovare un modo per non fare più lo stesso errore. È una persona con troppo dentro e continuerei a scrivere di come si comporta, di come si chiude, di come si protegge, di come si nasconde, di come evade e di come “vive”, continuerei a ripetere che trascurarla o farla sentire così le fa solo costruire muri, che darla per scontata o deluderla le fa solo scattare nel cervello una via di fuga e quando se la dà a gambe è difficile farla tornare.
Anonimo
“Figlie mie, siate delle fottute egoiste.
Pretendete ciò che è vostro. La maternità non è una missione. Il matrimonio neppure. La vostra esistenza sì. Siate egoiste quando vi chiedono di rinunciare in nome della famiglia. Non alzatevi da tavola, se un uomo non lo ha fatto prima di voi. Ritagliatevi spazi degni, per fare ciò che vi piace: cinema, teatro, passioni. Siate egoiste quando vi chiedono di essere il loro “tutto”. Che siano figli, partner, amici. Tenete qualcosa per voi. Di segreto. Protetto. Irraggiungibile. Siate egoiste. Non condividete ogni cosa. Ci sono luoghi che vi devono appartenere in maniera esclusiva, in cui potrete tornare quando le cose non vanno. Siate così egoiste da essere economicamente indipendenti. Un conto in banca solo vostro, che a mischiare amore e soldi si fa un gran casino. E non si sa mai. Siate egoiste quando l’altro si offende perché non siete ancora a casa, perché non c’è la cena pronta. Pazienza. Non smettete di fare quello che state facendo. Se siete lì, vuol dire che quello spazio merita il vostro tempo. Siate egoiste quando il lavoro, la carriera sono importanti e vengono prima del resto. Per gli uomini è così, dato accettato e riconosciuto. Perché non dovrebbe esserlo per voi? Siate egoiste. Non fate l’amore se non volete. Non fingete. Siate sincere. Anelate al piacere piuttosto, siate egoiste come lo è un uomo. Pensate a voi. Prima di tutto a voi. Figlie mie. Al vostro corpo. Ai desideri. All’anima. Difendere i vostri diritti come una necessità finché non avranno lo stesso peso degli uomini che avete accanto. Diritti che vanno al di là di una famiglia, di un figlio, di un amore. Sono qualcosa di così intimo che riguarda solo voi e nessun altro. Impossibile violarli, il rischio è l’infelicità camuffata da felicità. Il sacrificio camuffato in amore. Siate così fottutamente egoiste da salvarvi. E non importa quanto vi criticheranno, vi faranno sentire in colpa, vi richiameranno nello spazio chiuso di un ruolo. Magari quello di moglie. Magari quello di madre. Voi non abbiate dubbi. Scegliete sempre di essere le donne che desiderate. Siate fottutamente egoiste. Questa la mia eredità di madre, per voi”.
Cinzia Pennati
“È solo quando scegli te stesso che puoi iniziare davvero a scegliere tutto il resto”
IO: AT LIBITUM
Apprezzatemi adesso.
Eviterete la coda, anche se non il biglietto.
È vero, l’ansia è nel mio codice genetico,
ma ho molti altri cromosomi su misura.
Sono quella che scende a ritirare la posta in pigiama con noncuranza,
D’altronde, parole di Coco Chanel,
“La moda passa, lo stile resta.”
Sono le telefonate senza fine del
“hai un minuto?”
con le amiche.
Sono il mio disordine nell’armadio,
non i resti dell’esplosione di una granata.
Rido quando qualcuno si arrabbia,
ancor più forte se con me.
Rido quando mi prendono in giro.
Rido quando mi prendo in giro io.
Rido sempre.
Sono caduta tante volte
e, con le ginocchia spellate e brucianti,
mi sono rialzata tante volte più una.
E diciamolo:
mi sporgo parecchio.
Forse perché
la perfezione del volo sta nell’atterraggio.
È lì che si restituisce l’anima all’equilibrio.
Ma se non mi sono schiantata
è perché qualcuno mi ha sempre afferrata.
Già.
Sono anche quella con il paracadute.
La vita è breve. Rompi le regole, perdona velocemente, bacia lentamente, ama profondamente, ridi incontrollabilmente e non rimpiangere mai ciò che ti ha fatto sorridere.
Mark Twain
Ettore e Romeo: l’amore che non finisce dentro l’assenza.
Cambia solo stanza.
Arturo e Ziva: chi mi tiene intera.
E San Valentino è tutti i giorni.
Quella prima sera sembrava tutto: ascolto, empatia, presenza, futuro.
Non era solo seduzione.
Era riconoscimento.
Perché all’inizio non ho amato una persona.
Ho amato una promessa.
Il nostro cervello resta agganciato lì perché pensa:
“Ma allora poteva essere così.”
La verità è più dura:
poteva esserlo per un momento, non per una vita.
Perché lui, mentre io perdevo tutta me stessa, c’era solo in piccola parte.
Una parte che non regge la realtà di una relazione vera.
Quella parte che già studiava la sua tattica.
Non rimpiango lui.
Rimpiango la donna che mi sono sentita quella sera.
Ed il dolore é lo scoprire che ciò che sembrava casa
era solo un ingresso illuminato.
E.. nonostante tutto, non dimenticherò mai quel momento.
FAMIGLIA
A chi sa tenerti intero
“Vive dentro di noi un posto che non fa rumore,ed é il silenzio a tenere compagnia, senza imbarazzare mai. É un posto ch’é casa, anche se casa é lontana.
É la famiglia.
É laddove nessuno ti vuole diverso, dove non importa che tu vinca o perda; é dove non sei e non ti senti solo quando finalmente abbassi le spalle, dove la fragilità non é difetto né colpa. Incroci occhi che ti arrivano dentro, che bucano, e come per magia é famiglia, é casa.
É dove se cadi non sei solo, e non lo sarai neppure se quando prima di rialzarti avrai bisogno di stare steso: qualcuno sarà al tuo fianco.
É dove c’é qualcuno che ti riconosce quando tu non ti riconosci più.
La famiglia non saprà guarirti dal dolore, ma ti resterà accanto a combatterlo, mentre gli altri se ne andranno. E chi rimane con te nel dolore, ti salva la vita senza saperlo.
Stai dove chi ti ama, ti ama attraverso i tuoi difetti; é dove sei a casa, ovunque tu sia, perché anche se “quella”casa é oramai un ricordo.
Sei con chi ogni giorno guardandoti ti dice di restare sempre così come sei, perché sei abbastanza esattamente così.
Non ha confini questo amore disarmato , senza condizioni, importante.
Leale.
Puro.
Vero.
Non teme il tempo né lo spazio, era con te nel passato, c’è oggi, e ci sarà nel futuro. Oltre la vita e la morte.
É la sola presenza che resta, mentre tutto passa e scorre via.
“Al mio Ettore, la mia famiglia, casa mia. Per sempre.”
....✨🖤
Gli occhi,
Non il sorriso.
La felicità si vede da lì.
Tu, il mio Ettore.
Il patatone.
Quando distribuirono la furbizia, lui stava mendicando coccole a qualche Santo.
Tu fosti forse il regalo più bello che mi fecero mai:
il regalo di Eva.
Non più di dieci giorni prima di addormentarsi arrivasti tu, dal nulla, estraneo a qualsiasi colonia felina nell’arco di chilometri.
Ricordo tutto: la pioggia, il mio piumino bordeaux zuppo d’acqua, e quell’incapacità assoluta di rientrare e lasciarti lì, solo, in quella cantina.
Non può essere stato che così:
Eva mi fece capire che non mi lasciava sola — e che non mi ci avrebbe lasciata mai — e ti regalò una mamma che ti avrebbe tanto amato.
A me regalò un amore immenso.
E quanto l’ho fatto, cuore mio.
Quanto ti ho amato.
Ogni particolare di te e di noi è scritto indelebilmente nelle pagine del mio cuore:
dormire sull’asse da stiro,
nasconderti negli armadi e non farti trovare,
il terrore del “puliscistrade”.
Saltare sulla tovaglia in scivolata — cosa rischiosa: una volta andasti lungo e rovesciasti tutto il vino rosso sul muro.
Fare festa a tutti.
Dormire sul cuscino sopra la mia testa e tirarmi i capelli con i denti all’ora della colazione.
Guardare i pinguini in TV.
Potrei andare avanti per ore, con mille e più ricordi.
Poi ti ho guardato, invecchiato quasi da un giorno all’altro, e il dolore saliva.
Perché, fra tutti gli altri motivi, mi sentivo impotente.
…
E all’improvviso, lo strappo.
Io, che ho cercato di proteggerti per tutto questo tempo, mi sono ritrovata a non fare altro che accettare e a leccarmi ferite che sanguineranno per sempre.
Sono stata con te fino all’ultimo istante, ed anche oltre, con tutto l’amore con cui ti amavo — anzi, se possibile, anche più forte di sempre.
Perché l’amore non diminuisce quando il tempo passa e ci separa:
si fa solo più lento, più attento, più fragile,
ma anche più vero.
Perché l’amore il tempo non lo può toccare.
Eva,
ecco il MIO regalo per te.
Abbi cura di lui.
Ricorderò per sempre la prima volta che ci siamo visti.
Io che non ho mai sognato di essere una principessa, mi sono trovata davanti il principe azzurro.
Nel mezzo del dolore, dopo relazioni catastrofiche, eccolo.
Ricordo tutto: come eravamo vestiti, cosa abbiamo mangiato, come ci siamo seduti.
Ricordo il mio sorriso, tanto diverso da essere notato da tutti.
Finalmente ero capita. Ascoltata. Considerata. Viziata.
Qualcuno faceva progetti splendidi sul nostro futuro.
Ma un empatico è la preda ideale per il narcisista: ha bisogno lo riempiano di se stesso, e cerca chi trabocca nell’ascoltare, accogliere, illuminare.
Chi sa rendere semplice anche una conversazione difficile.
L’empatia veste le persone della capacità di rendere semplice una conversazione difficile, riempie i silenzi, costruisce sorrisi che diventano fortezze.
Fortezze che reggono anche laddove forse, sarebbe stato meglio crollassero.
Questo l’ho capito dopo.
Con tanto dolore.
Con troppe lacrime.
Ma quell’istante…quel primo istante…
la sensazione di vedere venire verso di me chi mi avrebbe salvata,
è qualcosa che non dimenticherò mai.
É stato indescrivibile, non riesco a cancellarla nemmeno dopo “tutto questo”
Nonostante i lividi nell’anima.
Nonostante le ferite sul cuore.
Nonostante la realtà, insomma.
Ti volevano principessa.
Sei nata guerriera.
Appunti per provare a non sparire
Cibo: linguaggio del corpo
Corpo: voce del controllo
Io: cibo + corpo
Io: anoressica
La sola cosa che sono riuscita a tenere in pugno per tutta la vita è stato il mio corpo.
È stato difesa.
Comunicazione.
Casa.
Ho ingoiato rabbia.
Paura.
Frustrazione.
Tanti no.
È stata la mia voce.
Io tacevo.
Lui urlava.
Ciò che vomitavo non era cibo.
Era tutto ciò che per me era troppo da esprimere.
Ho vissuto così per anni, dolorosamente.
Ma quel dolore lo conoscevo.
Lo controllavo.
Ora no.
Ora il mio corpo cambia senza chiedere permesso.
È fuori dal mio controllo.
E io mi sento persa.
Non mi riconosco più.
Ho perso la bussola, la direzione.
E sono furiosa.
Perché la vita mi ha tolto l’unico linguaggio che conoscevo per restare viva.
"Per Natale vorrei regalarti la forza di lasciare andare.
Di lasciarti andare.
Per guardarti allo specchio e pensare: da domani ricomincio. Vorrei regalarti il bisogno di sentirti sempre libera di scegliere una nuova vita che ti bruci addosso, un Amore forte che ti voglia esattamente come sei, un amico con cui fare cazzate quando la normalità ti soffoca.
Per Natale vorrei regalarti tutti i sogni che desideri e il coraggio e la fortuna, di poterli realizzare.
Vorrei regalarti una scusa per essere felice e la certezza di non essere mai sola.
Un vaffanculo per ogni rata di mutuo che prima o poi dovrai pagare, e un briciolo di dolcezza per tutte le giornate difficili, che non hai saputo iniziare.
Un sorriso sempre nuovo e un cielo che sia soltanto tuo, dove stenderti chiudere gli occhi e respirare.
Una strada sbagliata che ti porti lì, dove mai saresti potuta arrivare e quella leggerezza che possiedono le luci la mattina presto, quando nessuno le nota e sono così belle che non si può raccontare.
E piú di ogni altra cosa, vorrei regalarti la certezza di sapere sempre da quale parte stare.
Di sentirti unica, fragile e infinita con quella bella sensazione di non essere perfetta, e il sacrosanto diritto di sbagliare"