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9 DICEMBRE: ANCHE “TRASPORTO UNITO” ADERISCE AL BLOCCO TOTALE DELLE AUTOSTRADE. UNA CIRCOLARE INTERNA CONFERMA LA PROTESTA DEI SUOI ASSOCIATI
:FERMO NAZIONALE DEI SERVIZI DI AUTOTRASPORTO DAL 9 AL 13 DICMBRE 2013 Spett.li Imprese di Autotrasporto,
Trasportounito ha deciso di non sottoscrivere il Protocollo d’intesa che il Sottosegretario Girlanda ha presentato alle Associazioni di categoria nella riunione della scorsa settimana.
E’ quindi confermato il Fermo Nazionale dei servizi di Autotrasporto dalle ore 00.00 del 9 Dicembre alle ore 24.00 del 13 Dicembre.
La presidenza nazionale della nostra Associazione ha valutato che i punti indicati nel protocollo rappresentino le solite, purtroppo vane promesse, condite di tanti “faremo”, “provvederemo”, “concorderemo” che non sono più sufficienti per una categoria in agonia. Ciò al di là della conferma delle risorse e delle forme di agevolazione all’Autotrasporto (che pur importanti non hanno in questi anni aiutato realmente la categoria a lavorare). Purtroppo occorrono decreti Legge che, d’urgenza, il governo potrebbe adottare immediatamente.
Semplici impegni scritti ministeriali ne abbiamo visti anche nello scorso mese di Novembre (1 mese fa sulla base degli stessi si era deciso di sospendere la protesta). Tempi di pagamento, revisione dei costi Minimi, eliminazione della subvezione improduttiva, indennizzo delle attese: poche regole semplici, chiare, applicabili, controllabili, sanzionabili per far ripartire il lavoro delle aziende regolari. Trasportounito ha scelto di proseguire nell’iniziativa di protesta perché le Imprese associate e anche molte che non aderiscono alla nostra Associazione ce lo chiedono, per difendere il diritto di lavorare e fare impresa. Alleghiamo il volantino della protesta.
Riportiamo di seguito l’intervento del nostro Segretario Nazionale Maurizo Longo. Chiediamo qualità normativa e controlli ai committenti
Da oltre 20 anni alcune associazioni dell’autotrasporto chiedono soldi “per la categoria”. Governi di destra, di sinistra e di centro ad ogni finanziaria (oggi Legge di Stabilità) si sono dovuti misurare sulla quantità di denaro da assegnare “alla categoria”.
E’ stato per anni il prezzo da pagare per mascherare una normativa sempre più inadeguata, per garantire protezioni alla committenza (industria, distribuzione ecc), e impedire al settore di svilupparsi secondo una regolata logica di mercato. La qualità delle leggi che regolano l’attività di trasporto merci sulle strade è oggi pessima, inapplicabile e progettata su misura per consentire a chi commissiona servizi di trasporto merci su strada, la facile possibilità di eludere e non rispettare norme fumose, tutelando solo ed esclusivamente interessi di parte. Il tutto in una latitanza totale di controlli da parte dello Stato. Una strategia precisa per trasformare una filiera in un mercato degli schiavi:
1. tanti protocolli autoreferenziali. A volte con dichiarazioni di pace sociale;
2. tanti soldi erogati dallo Stato. Alle imprese di autotrasporto solo gocce perché sempre più deboli e ricattabili;
3. norme infide e inapplicabili. Frutto di eccessive mediazioni e accordi sottobanco; Risultato: imprese in cronica sofferenza finanziaria, che chiudono e riaprono per nascondersi da equitalia & C., imbrogliano per sopravvivere, non credono al futuro e neanche ci sperano più. Risultato finale: un lavoro ormai precario, sottopagato e non tutelato, che si svolge in un ambiente sempre più degradato e sfigurato nella dignità umana e imprenditoriale. In vent’anni lo Stato ha buttato nel buco nero dell’autotrasporto oltre 6 miliardi, qualcosa come 400 milioni di euro all’anno. Quanti di questi soldi sono arrivati nelle casse delle imprese? di Quanti ha beneficiato la Committenza? In quali rivoli si sono persi? Ad esclusione delle risorse strutturali (accise, ecc…) è il momento di porsi interrogativi seri. Ma non è più giusto e più corretto costruire le condizioni affinché sia il mercato a pagare adeguatamente i servizi di autotrasporto ? E quindi un sistema di regole chiare e definite, con sanzioni certe ed applicate, non sarebbe più utile ad un Paese che si ritiene ancora civile ? Per fare un esempio: vale di più il pagamento, reso obbligatorio, a 30 giorni data fattura o lo sconto sui pedaggi autostradali ? vale di più la remunerazione certa delle attese al carico/scarico o il recupero del Ssn sulle polizze Rca ? Vale di più un sistema di copertura dei costi di produzione dei servizi o le risorse da assegnare agli investimenti ? Con un quadro normativo serio e coerente la finalizzazione delle risorse economiche assumerebbe un significato strutturale certamente diverso. E’ il caso di investimenti mirati, di infrastrutture, comprese quelle del mare (Sicilia, Calabria e Sardegna), di interventi mirati alla strutturazione ed al dimensionamento delle imprese. La legge di Stabilità 2014, di cui si discute in questi giorni, ha assegnato all’autotrasporto ben 330 milioni di euro.
Anziché i classici 400 milioni che sono stati stanziati negli ultimi sette anni. I vertici di qualche associazione di categoria si sono lamentati, e nel comunicare la loro lamentela, hanno fatto cenno (come forma di velata minaccia) al fermo proclamato da Trasportounito dal 28 al 31 di ottobre 2013. Ma proprio a questi, che hanno accompagnato l’autotrasporto sulla via della disperazione, Trasportounito risponde in modo chiaro e inequivocabile: “non accettiamo di essere usati come la testa di turco per battere cassa al portone del Governo”. Se hanno la forza, il “patto coi lupi” se lo fanno da soli. Noi sosteniamo la linea delle “buone regole” e dei “controlli ai committenti”. Tutto ciò che è stato scritto sull’autotrasporto, nell’ultimo decennio, nelle colonne delle Gazzette Ufficiali o è da cancellare, o è da stravolgere e modificare. Basta con gli inganni, basta con chi in modo fraudolento si è preso gioco della categoria.
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L’articolo 9 DICEMBRE: ANCHE “TRASPORTO UNITO” ADERISCE AL BLOCCO TOTALE DELLE AUTOSTRADE. UNA CIRCOLARE INTERNA CONFERMA LA PROTESTA DEI SUOI ASSOCIATI sembra essere il primo su basta casta.