A “sense of time as enjoyment rather than as the economic postponement of joy”
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A “sense of time as enjoyment rather than as the economic postponement of joy”
Çaykovski | Piyano Konçertosu
Olga Scheps & Borusan Filarmoni
Wealth does not mean a person who owns a lot, but refers to someone who has enough time to enjoy what nature and human collaboration place within everyone’s reach. If the great majority of people could understand this basic notion, if they could be liberated from the competitive illusion that is impoverishing everyone’s life, the very foundations of capitalism, would start to crumble.
Franco ‘Bifo’ Berardi
I recently read Staying with the Trouble by Donna Haraway. When I read Haraway, I don’t understand everything, but I understand the essentials. She says, in an ironic and beautiful way, that today there are two reactions to technology. On one side, there are the techno-optimists, who believe that technology will save humanity, the planet, and the environment. On the other side are the techno-apocalyptics, who say no way, technology will destroy everything. Haraway takes a different stance: she instead tells us to keep calm. She says that it isn’t a tragedy that the human race is doomed to disappear.
Franco “Bifo” Berardi, Desire, Pleasure, Senility, and Evolution (e-flux journal #106)
FENOMENOLOGIA DELLA FINE (segue)
Il 21 febbraio scorsi, Bifo Berardi si trova ad arrivare da Lisbona e ad attenderlo all'aeroporto di Bologna, c'è un mondo completamente cambiato, quello dei termoscanner, delle visiere trasparenti, delle mascherine; è proprio da quello sbarco che prende vita il racconto di quei giorni, ma quello che più conta, delle riflessioni "apocalittico-umanistiche" del pensatore bolognese che mai ha fatto e ancora non fa mistero delle sue profonde convinzioni ideologiche. "La recessione economica che si prepara", scrive Bifo, "potrà ucciderci, potrà provocare conflitti violenti, scatenare epidemie di razzismo e di guerra. E' bene saperlo. Non siamo culturalmente preparati a pensare la stagnazione come condizione di lungo periodo, non siamo preparati a pensare la frugalità, la condivisione. Non siamo preparati a dissociare il piacere dal consumo. Questa è la volta buona?" La promessa quasi messianica della distruzione della società dei consumi, sembra potersi nutrire di questa pandemia e portare con sé la speranza di una società migliore. "“...La devastazione prodotta da questa crisi non va calcolata nei termini dell’economia finanziaria. Dovremmo valutare i danni e i bisogni sulla base di un criterio dell’utilità. No dovremmo porci il problema di far quadrare i conti del sistema finanziario, ma dovremmo proporci di garantire a ciascuna persona le cose utili di cui tutti abbiamo bisogno. C’è qualcuno a cui questa logica no piace perché gli ricorda il comunismo? Ebbene, se non ci sono parole più moderne useremo ancora quella, forse antica ma sempre molto bella..." Sembra rispuntare qui la bella utopia degli anni Settanta (e anche prima, naturalmente), e sembra che la scrittura di Bifo Berardi, guadagni in freschezza e viva di nuovi entusiasmi. Il diario dei giorni del lockdown, alterna a ritmo serrato, pensieri di ordinaria quotidianità a visioni sociologico-politico di ampio respiro in una scrittura che cavalca i registri dell'intimismo e della visionarietà con estrema disinvoltura ma senza perdere mai di concretezza e di efficacia. "Non ho mai smesso di dipingere da quando è iniziata la clausura. In realtà non posso dire che la mia sia pittura: facci collage con frammenti di immagini, fotocopie, pezzi di giornale a cui poi sovrappongo colori a smalto..."(21 aprile). Una pausa dolorosa per tutti ma che indubbiamente è servita ad una riscoperta o ad una scoperta ex-novo anche di ritmi di vita non consueti che per Bifo, come per ognuno di noi, hanno aperto la strada a gesti, azioni inusitati e per qualcuno a tempi di fertilità di pensiero. “…Quel che la volontà politica non è riuscita a fare potrebbe farlo la potenza mutagena del virus. Ma questa fuoriuscita occorre prepararla immaginando il possibile, ora che l’imprevedibile ha lacerato la tela dell’inevitabile…” Un diario dalla pandemia che sa guardare molto oltre la contingenza e che sa ancora stupire per lucidità di visione e forse per (apocalittica) preveggenza.
En pleno estallido social en Chile, leí este libro de Bifo. Hice estos apuntes para compartir las ideas centrales del texto.
mutual interaction is not negated outright, but empathy is replaced by competition
Boredom has been erased, and angst has replaced it in such a way that we cannot desire adventure anymore, because the simulated adventure has saturated our attention and our imagination.
Franco ‘Bifo’ Berardi, “Will It Happen Again?”