Una lettura straordinaria da Luigi Maria Corsanico di un racconto di Guy De Maupassant sulla solitudine. È sabato, prendetevi una pausa di 15 minuti e godetevi questo racconto, 15 minuti per intravedere uno scorcio degli ultimi 30 anni del XIX secolo, della decadenza. Citando una critica di questo libro (di cui non conosco l'autore):
"Eravamo abituati al Maupassant naturalistico, ma a quello fantastico? Il divario fra i due non è così clamoroso. Il naturalismo non è, per Maupassant, riproduzione fotografica della realtà ma 'originale impersonalità', e nei suoi racconti fantastici egli applica questa tecnica analitica ai temi dell'Invisibile, del Doppio, delle Realtà ulteriori che i nostri sensi non possono afferrare, perfino della Vita sugli altri pianeti. Il fantastico, per Maupassant, non consiste nella brutale intrusione di fenomeni straordinari in una realtà compatta: come è stato detto, anzi, esso "nasce da tutto ciò che rode l'uomo, vuoi originato da Forze esterne o interne, e che alla fine ne svuota la coscienza per mezzo dell'angoscia". In questo volume il lettore troverà i racconti più sorprendenti, melfici e 'strani' del grande autore francese, scoprendo quell''altra' personalità che covava nel realistico, nel taurino, nel normanno Maupassant."
"Si era alla fine di una cena tra uomini; l’allegria non era mancata. Uno dei presenti, un vecchio amico mi disse:”Vuoi che facciamo due passi per Champs Elysées?” [segue]"








