seen from United States
seen from Algeria
seen from United Kingdom
seen from China

seen from Japan
seen from United States

seen from United States
seen from China

seen from Australia
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from Syria
seen from India

seen from United States
seen from Russia

seen from United Kingdom
seen from Japan
seen from Nepal
seen from China
Nel 1956 il filosofo ebreo tedesco Günther Anders, marito di Hannah Arendt, pubblicò questo brano sul condizionamento e sulla anestetizzazione delle masse che sembra gettare una luce sul presente.
_______________________
“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini.
L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.
In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi.
Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.
Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. È buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare.
Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio.
In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. E il modello della libertà.
Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità.
L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, tutto ciò che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto.
Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali”.
_______________________
Da
Günther Anders, “L’uomo è antiquato” (Germania 1956, in Italia 1963). Un testo più volte citato e saccheggiato da Umberto Galimberti che ha anche un seguito in un secondo volume pubblicato in Germania nel 1980 e in Italia 12 anni dopo.
Perché il «che cosa dirà la gente» è un cartello di divieto vero e proprio, che si erge davanti a lei sbarrandole la strada.
[...]
Quello che blocca la protagonista sul punto di tuffarsi in questa storia un po' strampalata non è il pensiero di poter soffrire, o fare soffrire qualcuno: è, al contrario, l'incapacità di immaginarsi in una situazione inattesa, che però, nel profondo del cuore, desidera. E non è detto che i desideri vadano sempre nella direzione in cui cerchiamo di incanalarli: anzi. Ma è proprio questo il bello! Abbandonarsi a qualcosa che non avevi programmato, che non avresti mai immaginato, che un po' ti stuzzica un po' ti travolge. E, anziché dire «no», provare a chiedersi «perché no?»
Cit. "L'amore si impara leggendo"
#personaltrainerimola 👉il modo migliore per iniziare una settimana è volendosi bene. 👉dare la giusta importanza alla propria saluta è fondamentale. 👉 trovare il giusto allenamento che ti ricarica e ti riempie di energia è bellissimo. ✅ oggi è il giorno giusto per allenarsi. 📍Sant’Agata sul Santerno TecnoFisio 📍Imola 039 Pti fitness boutique 📍online palestra digitale Info [email protected] Oppure 339.4545365 #allenamento #volersibene #lunedì #fitnessboutique #imola #santagata #santagatasulsanterno #condizionamento #muscolare #dimagrimento #gym #gymgirls #fitness https://www.instagram.com/p/CqALJASozwE/?igshid=NGJjMDIxMWI=
“Possiamo essere eroi per sempre. Accade quando la smettiamo di scegliere l’infelicità. Voglio dire...può suonare tutto un po’ troppo demagogico [..] Ma è vero che, a un certo punto, siamo tutti condizionati da un certo tipo di comportamento, al quale magari siamo stati assuefatti fin da piccoli o che ci perseguita ma che, al tempo stesso, è diventato talmente radicato che non ci poniamo seriamente nell’ottica di poter scegliere diversamente. Non è facile. Ma io posso dire che tutto quanto di positivo ho avuto in questi ultimi anni è stato un po’ come un premio, ottenuto grazie allo sforzo di scegliere diversamente.”
— David Bowie, “Intervista a Jamsession” (2007).
Il demone nella mia testa,
che i miei pensieri controlla
e la mia vita condiziona,
tace
solo quando, con me,
ci sei tu.
Ilaria M.
Scelte per il futuro.
Allora cari mie, questo é un argomento davvero difficile ma ci tenevo ad iniziare con questo. Sono una studentessa al primo anno di Economia Aziendale, in piena sessione di esami ma odio estremamente questa facoltà. Niente da togliere eh, semplicemente mi fanno cagare le materie. Allora voi vi chiederete, perché l'hai scelta? Ottima domanda. Ma per rispondere devo tornare un attimo a sette anni fa, quando ero una tredicenne alle prese con la scelta del liceo da frequentare. Fin da quando ero molto piccola il mio sogno più grande era quello di fare l'architetto, amavo disegnare e alle medie puntualmente salvavo i miei compagni incapaci facendo i disegni tecnici a tutti. Ma tralasciamo questo piccolo particolare. Insomma, mi ricordo che espressi ai mei genitori il desiderio di fare il liceo artistico ma, come dire, non la presero molto bene. Così mi diedero un optional o liceo classico o liceo scientifico. Errore madornale. In realtà, già era stato scelto per me il liceo scientifico che avevano frequentato i miei fratelli più grandi e mio padre. Dopo cinque lunghissimi ed estenuanti anni di liceo, è arrivato il momento di scegliere l'università. Fantastico. Avevo fatto il test per entrare alla facoltà di Economia Aziendale prima di diplomarmi ed ero stata ammessa, in quel momento fui molto felice, insomma, mi ero tolta un peso enorme e mi sarei potuta godere l'intera estate senza problemi ma quello che doveva essere un vantaggio si é trasformato nell'errore più grande che potessi fare. Avevo scelto economia un po’ per esclusione, gli altri corsi di laurea non mi appassionavano granché o non si trovava lavoro dopo oppure erano una laurea inutile e bla bla bla, poi però durante l'estate ho coltivato la mia passione per il disegno rimasta nel cassetto per cinque lunghi anni. E ho iniziato a pensare ad una carriera come designer. Ho iniziato a parlarne con i miei genitori e mi hanno appoggiata, per un po’. In realtà solo mia madre mi ha detto la fatidica frase “fai quello che ti piace”, mentre mio padre desiderava solo che io mi laureassi in Economia proprio come lui, erano tutte chiacchiere per prendermi in giro le sue, comunque non divaghiamo. La persona che ha inciso maggiormente sulla mia decisione é stato mio fratello, ovvero “mio padre2, la vendetta” (impressionante quanto si somiglino). Laureato in Economia Aziendale con 110 e lode, con tanto di master e tutto il suo quadro di perfezione. Voleva che io prendessi la sua strada senza nemmeno chiedermi se per me fosse quella giusta, se la desiderassi davvero, ha criticato i miei sogni, dicendo una frase che se solo ci ripenso mi innervosisco. “Nella vita bisogna sapersi accontentare” Eh no cari ragazzi, nella vita non bisogna sapersi accontentare, chi vi dice una cosa del genere è una persona vuota, che non ha mai avuto il coraggio di inseguire i proprio sogni o che non li ha nemmeno mai avuti molto probabilmente. Sono quel tipo di individui che fanno tutto ma non fanno niente. Mi vergogno a dirlo ma nonostante i miei diciannove anni mi sono lasciata condizionare, ed é tutta colpa mia. Mi sono presa le mie responsabilità dimostrando di essere una persona matura, non ho puntato il dito contro mio fratello quando mi sono resa conto che non riuscivo nemmeno a studiare a causa del mio disprezzo verso la materia. Ho dato i primi esami non portando a casa risultati ottimi perché al liceo puoi pure non farci caso alle materie che non ti piacciono, l'importante é prendere quel dannato sei, ma quando vai all'università sai benissimo che quello sarà ciò che dovrai fare per tutta la vita e io… Io non volevo. Il mio subconscio si era ribellato e questo non mi permetteva di studiare. Leggevo, ripetevo, leggevo ancora ma niente. Tutto inutile.
Così tre giorni fa ho mandato la domanda per il trasferimento alla facoltà di Design della Comunicazione, senza dire nulla né a mio padre né tantomeno a mio fratello. Ho preso le redini della mia vita e mi sento libera finalmente.
Quindi ciò che voglio dire con queste parole, condividendo con voi la mia esperienza, che dovete seguire i vostri sogni! Lasciate perdere le mille pippe mentali che vi propinano professori e parenti. Se dovete prendere una scelta importante come quella dell'Università, chiudetevi nella vostra stanza, controllate tutti i corsi, gli esami etc e scegliete senza chiedere consiglio a nessuno perché anche le persone più forti, involontariamente vengono condizionate. È una scelta di vita molto importante. Non credete che sia facile studiare per degli esami che proprio non vi piacciono, andare a seguire i corsi prendendo un milione di mezzi affollati e puzzolenti se non vi attirano minimamente le materie ma, sopratutto, non seguire le vostre passioni vi porterà un’ infelicità tale che appassirete piano piano, diventando robot, schiavi del sistema. Non abbiate paura di seguire i vostri sogni perché, se ci credete fermamente, potreste arrivare anche sulla Luna.
Una bugia detta mille volte diventa verità
Braccio destro di Hitler