Directors: Marco Tullio Giordana
I registi di #BuoneVisioni2018 in cinque passi di biografia.
1. Marco Tullio Giordana nasce a Milano nel 1950. Fin da giovane dimostra il suo impegno politico e il suo interesse ai cambiamenti della società italiana, dividendo la sua vita tra attivismo e studi. Sul lato artistico, inizialmente sembra avviarsi verso la pittura, sua grande passione di sempre, poi il cinema della Nouvelle Vague e di Ingmar Bergman gli fanno cambiare idea.
2. Si avvicina al cinema verso la fine degli anni Settanta, più precisamente nel 1977 con la collaborazione al film Forza Italia! di Roberto Faenza in cui si ricostruisce il trentennio democristiano e cosa ha significato per la società italiana dell’epoca. Il film viene costruito attraverso il montaggio di filmati e spezzoni d’archivio. Prosegue poi la sua carriera da regista e sceneggiatore, senza mai abbandonare l’impegno sociale e politico e ripercorrendo la storia dell’Italia più o meno recente: dalla repressione fascista alla vita della vittima di mafia Peppino Impastato, dai racconti di Tonino Guerra ai movimenti del ’68 alla morte di Pasolini. Tra i suoi film più importanti si ricordano Appuntamento a Liverpool (1988), Pasolini, un delitto italiano (1995), I cento passi (2000), Romanzo di una strage (2012).
3. Durante la sua carriera Giordana vince due David di Donatello: uno nel 2001 per la Miglior Sceneggiatura del film Almost Blue, girato da Alex Infascelli e tratto dal romanzo di Lucarelli, e l’altro nel 2004 per la Miglior Regia di La meglio gioventù, che gli è valso anche un Nastro d’Argento. A quest’ultimo riconoscimento se ne aggiungono altri due per la Miglior Sceneggiatura, uno del 2001 per I cento passi e l’altro nel 2012 per Romanzo di una strage.
4. Sempre vicino a importanti temi sociali e politici, Giordana è tornato sui grandi schermi la scorsa primavera con Nome di donna, uscito nelle sale l’8 marzo. Il film vede protagonista Cristina Capotondi nei panni di Nina Martini, una donna impiegata in una clinica privata per anziani che si ribella alle molestie sessuali e agli abusi del capo, dovendo però affrontare una società maschilista e omertosa.
5. In merito al suo approccio alla realizzazione dei suoi film, sempre di chiaro stampo politico-sociale, Giordana afferma: “Sono il frutto di una ricerca molto accurata che, insieme con i miei sceneggiatori, effettuo per ogni film. In particolare se il tema è scabroso o controverso, se le questioni sono ancora aperte, come nei casi di Pasolini, Impastato o Piazza Fontana. Cerco di scomporre i problemi, di affrontarli uno per volta, portando in luce tutti i punti di vista e le ragioni di ciascuno, anche le più perverse. Un po' come ha sempre fatto Francesco Rosi, che considero il maestro di questo genere"