“Diffidate sempre della natura. Non è mai semplice. Non è mai naturale.”
Dadhyañc, in Roberto Calasso, “Ka”, cap. IX (1996)
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“Diffidate sempre della natura. Non è mai semplice. Non è mai naturale.”
Dadhyañc, in Roberto Calasso, “Ka”, cap. IX (1996)
Secularization means, in the first place, a slackening of obligations—of any obligation. And, in certain cases, an elimination of such obligations. Apart from respecting laws, which implies the observance of an order, the only obligation that remains in every circumstance is the payment of taxes. No ritual is compulsory, not even that of voting. The resulting situation may rouse a subtle sense of euphoria. There, before the eyes of all, is a vast arena of what is available. And of what is permissible, so long as it is lawful.
Roberto Calasso, The Unnamable Present
What are the dead for us, if not -- first and foremost -- books? Among all forms of prehistoric religion, the strangest and most difficult to understand in our own day seems the cult of the dead, the constant presence of the dead in every aspect of life. To a prehistoric man, in contrast, our strangest and most mysterious form of worship would be our use of books. Yet these two forms of belief converge. Concretized as portable objects that accompany us -- our parasites, persecutors, comforters -- the dead have settled on the written page. Their power has never diminished, even though it has been wondrously transformed.
Roberto Calasso, The Ruin of Kasch
propositi
Questa lettura vedantica della Finestra sul cortile mi si impose come un'evidenza poco più di vent'anni fa. Tutto tornava - e, quanto più tornava, tanto più mi sentivo attraversato da una sottile ilarità. [...] Poi pensavo: è un po' come guardare un film di Mizoguchi attraverso Plotino. Perché no, dopotutto? Che altro fare se la psicologia e la psicoanalisi occidentali sono così rudimentali e inadeguate rispetto a Hitchcock? Anni dopo, vidi di nuovo La finestra sul cortile. La lettura vedantica riaffiorava spontaneamente, anzi si arricchiva di nuovi dettagli. Ma non era questo a colpirmi. Bensì una constatazione: l'arte non si lascia disturbare dai suoi significati. E' stato Dumézil a raccomandare una volta il piacere di leggere l'lliade di seguito "senza porsi domande", senza pensare a null'altro che alla storia raccontata, senza commenti, senza dizionari, dunque senza significati ulteriori. Quel piacere è la vera ordalia dell'arte. Ciò che regge a quella prova è salvo. E come si salvava il film di Hitchcock... da R. Calasso, Allucinazioni americane
Nel rapporto con il mostro, essenziale è innanzitutto questo: che il mostro possiede o protegge o addirittura è il tesoro. Ucciderlo vuol dire incorporarlo, sostituirlo.
Roberto Calasso - Le nozze di Cadmo e Armonia
“alleggerite le corde, c’è un colpo di vento”
“Ma osservare significa accedere al processo a monte del risultato, vuol dire aprire l’ involucro visibile. E dunque aprire i corpi.”
Uno solo, ma letale, è il pericolo collegato a questa attrazione (e a ogni attrazione): quello di perdere l’identità.
Roberto Calasso, “L’impuro folle” (1974)
Puro è ciò che spicca su un fondo, ciò che ha un profilo, ciò che così può diventare bersaglio.
Roberto Calasso - Il cacciatore celeste